L’intero comune di Fara Vicentino si è svegliato nel dolore per la scomparsa di Diego Testolin, ex sindaco e storico maestro elementare, morto improvvisamente all’età di 85 anni. Con lui se ne va un pezzo importante della memoria civile, sociale e umana di una comunità che, per decenni, lo ha avuto come punto di riferimento sia nelle istituzioni sia tra i banchi di scuola.
La morte improvvisa e lo choc della comunità
Testolin è stato trovato senza vita nella sua abitazione nelle prime ore del mattino di sabato 6 dicembre 2025. Da due giorni il figlio Aldo, che vive a Venezia, non riusciva a mettersi in contatto con lui e, preoccupato, ha chiesto ai vicini di verificare le sue condizioni. Sono stati proprio loro a fare la tragica scoperta.
Secondo quanto riferito dai familiari, l’85enne sarebbe stato colpito da un malore improvviso durante la notte. Una morte inaspettata, che ha colto di sorpresa tutti: amici, ex alunni, colleghi, amministratori, semplici cittadini. «La sua scomparsa lascia un grande vuoto fra tutti coloro che lo hanno amato», è il sentimento che circola in queste ore tra chi lo ha conosciuto e ne ha condiviso pezzi di vita.
Il “sindaco della vecchia guardia” che ha plasmato Fara Vicentino
Diego Testolin è stato uno dei protagonisti della storia amministrativa di Fara Vicentino. La sindaca in carica, Maria Teresa Sperotto, lo ha ricordato come un “sindaco della vecchia guardia”, di quelli che interpretavano il ruolo di primo cittadino come una responsabilità totale verso la comunità, ben oltre gli orari di ufficio e le scadenze istituzionali.
Politicamente era un democristiano convinto, legatissimo ai valori del cattolicesimo sociale e al mondo civico. Un attaccamento che traspare perfino da dettagli familiari: il figlio si chiama Aldo in omaggio ad Aldo Moro, lo statista DC assassinato nel 1978.
Alla guida del Comune, Testolin ha governato per due mandati, dal 1975 al 1990, in anni di profonda trasformazione economica e sociale per il territorio. Ma il suo impegno non si è esaurito con la fascia tricolore: una volta terminata l’esperienza da sindaco, è tornato in Consiglio come esponente di minoranza, sedendo tra i banchi dall’inizio degli anni Duemila fino al 2009. Una presenza discreta ma costante, che confermava il suo legame con la vita pubblica locale.
Le opere pubbliche: palestre, campi sportivi e servizi per le nuove generazioni
Se oggi Fara Vicentino può contare su una serie di strutture sportive e ricreative considerate “normali”, gran parte del merito – ricordano dall’amministrazione – è proprio del lavoro impostato durante le amministrazioni Testolin.
Fra i risultati più citati ci sono:
La realizzazione di due palestre comunali, pensate per le attività scolastiche ma anche per le associazioni sportive del territorio.
L’allestimento del campo sportivo di San Giorgio di Perlena, diventato negli anni un punto di incontro per giovani, famiglie, società sportive e iniziative comunitarie.
Non si tratta soltanto di murature e impianti, ma di luoghi di socialità che hanno contribuito a costruire una comunità più coesa, offrendo spazi di aggregazione in particolare ai ragazzi. Per questo, la sindaca Sperotto ha sottolineato come «molto di ciò di cui la comunità gode oggi nasce dal lavoro e dalla visione di quegli anni», a cominciare proprio dall’intuizione che lo sport e il tempo libero fossero fondamentali per la qualità della vita di un piccolo paese.
L’uomo delle istituzioni: rigore, dialogo e senso del dovere
Chi ha lavorato con lui lo descrive come un amministratore rigoroso ma aperto al confronto, capace di unire fermezza e ascolto. Era noto per il suo equilibrio, per la cura nel prendere decisioni ponderate e per una visione della politica intesa come servizio e non come carriera.
La sua etica personale si rifletteva nel modo di stare nelle istituzioni: poche parole superflue, grande attenzione ai bisogni concreti e una costante disponibilità al dialogo, anche quando le posizioni erano distanti. Questo stile gli ha permesso di essere rispettato, spesso anche dagli avversari politici, e di restare un riferimento per molti amministratori che sono venuti dopo di lui.
Il maestro che ha cresciuto generazioni di faresi
Accanto al ruolo istituzionale, Diego Testolin ha svolto per anni il mestiere che più lo definiva: maestro elementare. Generazioni di bambini di Fara Vicentino sono passate dai suoi banchi, crescendo con le sue lezioni e, soprattutto, con i suoi valori.
Di lui, gli ex alunni ricordano un insegnante:
Severo ma giusto, esigente nello studio ma sempre pronto a spiegare ancora, con pazienza.
Attento non solo ai voti, ma al comportamento, al rispetto degli altri, al senso di responsabilità.
Capace di far sentire la scuola come una piccola comunità, dove ciascuno aveva un ruolo e un valore.
In molti, oggi adulti e genitori, raccontano che proprio grazie a quelle lezioni hanno imparato non solo a leggere, scrivere e far di conto, ma anche a riconoscere la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Il suo essere “maestro di scuola e di vita” è forse l’eredità più profonda che lascia nel tessuto sociale del paese.
Una comunità in fila per l’ultimo saluto
Per l’ultimo saluto a Diego Testolin, la comunità si è data appuntamento nella chiesa parrocchiale di Fara Vicentino, dove nella mattinata di sabato 6 dicembre 2025 si sono svolti i funerali. Una chiesa gremita, segno di un affetto che travalica le generazioni: ex amministratori, alunni ormai anziani, famiglie, associazioni, semplici cittadini.
La celebrazione non è stata soltanto il commiato a una figura pubblica, ma il riconoscimento collettivo a un uomo che ha speso la propria vita per gli altri, muovendosi lungo due binari che si sono continuamente intrecciati: la scuola e il municipio.
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Un’eredità che resta nel paese
Con la morte di Diego Testolin, Fara Vicentino perde un testimone diretto di una lunga stagione di crescita e di cambiamento. Ma l’eredità che lascia non si esaurisce in un ricordo nostalgico.
Resta:
nelle opere pubbliche che ancora oggi vengono utilizzate da bambini, ragazzi, associazioni;
nelle scelte amministrative che hanno dato una direzione allo sviluppo del paese;
nelle coscienze delle generazioni che ha educato, che porteranno avanti, ciascuno a suo modo, quei valori di serietà, impegno e servizio.
Il paese oggi lo piange, ma allo stesso tempo si riconosce nella traccia che ha lasciato. E forse il modo più autentico per ricordarlo sarà proprio continuare a prendersi cura di Fara Vicentino con lo stesso spirito con cui lui l’ha governata e abitata per una vita intera.



















