Roma, 6 novembre 2025 –
Dopo oltre dodici anni trascorsi dietro le quinte e davanti alle telecamere come stratega, portavoce e volto mediatico del Movimento 5 Stelle, Rocco Casalino ha annunciato il suo addio alla gestione della comunicazione del partito.
Una scelta che, secondo quanto riferito, è maturata di comune accordo con Giuseppe Conte, e che segna la fine di un lungo capitolo iniziato nel 2013, quando Casalino entrò stabilmente nello staff comunicazione del Movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
“Dopo dodici anni di lavoro intenso e appassionato – ha dichiarato Casalino – sento la necessità di affrontare nuove sfide e raggiungere nuovi traguardi personali e professionali. Guardo con rispetto e vicinanza al percorso del Movimento, ma sento il bisogno di un cammino più autonomo, di una libertà creativa diversa.”
Un decennio al centro della scena politica
La parabola di Rocco Casalino è tra le più singolari della politica italiana recente. Dalla laurea in ingegneria alle luci del primo Grande Fratello nel 2000, dalla nascita del M5S fino ai vertici del potere a Palazzo Chigi, Casalino è stato uno dei comunicatori più influenti dell’ultimo decennio.
Entrato nel Movimento nei primi anni Dieci, si impose rapidamente come figura chiave della strategia comunicativa. Durante i governi Conte I e Conte II, divenne portavoce ufficiale del presidente del Consiglio, con un ruolo che spesso andava oltre la semplice mediazione giornalistica: era il filtro, la voce e talvolta il tono del premier.
Seduto nei vertici internazionali accanto a Conte, Casalino gestiva i rapporti con la stampa italiana e straniera, ma anche la costruzione narrativa dell’immagine pubblica del governo. Un ruolo di potere discreto ma decisivo, che gli valse sia elogi per la sua efficacia mediatica, sia critiche per uno stile considerato spregiudicato, diretto, talvolta divisivo.
Le motivazioni dell’addio
La decisione di lasciare la macchina comunicativa del Movimento arriva in un momento di transizione interna per i 5 Stelle, che sotto la guida di Giuseppe Conte hanno assunto un profilo più progressista e istituzionale, allontanandosi dalle origini movimentiste e populiste.
Casalino, secondo fonti interne, avrebbe espresso in passato perplessità su questa evoluzione politica, pur mantenendo la massima lealtà nei confronti del presidente del Movimento.
“Il giornalismo è sempre stata una mia passione – ha spiegato – e voglio mettermi alla prova in questo campo. Sarò di nuovo in tv e ho in cantiere un progetto editoriale più complesso. Ora, però, è ancora presto per parlarne.”
Il riferimento è a un nuovo progetto mediatico, probabilmente un giornale online, che Casalino potrebbe dirigere già nei prossimi mesi. Alcuni collaboratori parlano di un modello “simile a quello di Tommaso Cerno”, fatto di inchieste, commento politico e presenza televisiva.
Un addio concordato con Conte
Nonostante le voci di frizioni, tra Casalino e Conte non ci sarebbe stata alcuna rottura.
Secondo fonti interne al Movimento, la decisione è stata presa “in modo sereno e condiviso”, per consentire un passaggio di testimone graduale e ordinato.
Un esponente M5S ha spiegato:
“Rocco ha lavorato fino all’ultimo giorno per garantire la piena funzionalità della macchina organizzativa. Non c’è nessuna spaccatura: il rapporto personale e politico con Conte resta saldo.”
Conte, da parte sua, avrebbe espresso stima e gratitudine per il lavoro svolto da Casalino in oltre dieci anni, riconoscendone “la professionalità, la lealtà e la capacità di innovare la comunicazione politica”.
Un comunicatore controverso ma di impatto
Il nome di Rocco Casalino ha sempre suscitato reazioni contrastanti. Da una parte, la sua abilità nel costruire narrazioni mediatiche ha reso il M5S un fenomeno comunicativo senza precedenti nella storia repubblicana; dall’altra, alcune sue uscite pubbliche e audio trapelati in passato hanno generato polemiche e imbarazzi per il Movimento.
Casalino è stato protagonista di una comunicazione “militante”, basata sull’idea che il messaggio politico dovesse essere diretto, emozionale e, se necessario, provocatorio.
Un approccio che ha contribuito a consolidare la leadership del M5S, ma che negli ultimi anni si è scontrato con la svolta più istituzionale di Conte, attento a un linguaggio più moderato e meno conflittuale.
Un nuovo futuro tra tv e giornalismo
Dopo l’esperienza politica e istituzionale, Casalino guarda ora al mondo dell’informazione. Secondo indiscrezioni raccolte da Repubblica e Sky TG24, l’ex portavoce starebbe per dirigere una testata giornalistica online, ma il nome del progetto è ancora top secret.
“Mi sto guardando intorno – ha ammesso in un’intervista –. Mi dispiace non poter dire di più, ma ho in mente qualcosa che unisca comunicazione, giornalismo e partecipazione civica. Il mio percorso nel M5S finisce qui, ma non finisce il mio impegno per l’informazione e per il Paese.”
Alcuni amici parlano di una volontà di tornare in televisione, non solo come ospite politico ma anche come voce autonoma nel dibattito pubblico, seguendo il modello dei giornalisti-commentatori che uniscono competenza mediatica e analisi politica.
Leggi anche

ULTIM’ORA – Deve intervenire Giuseppe Conte con parole forti – Accusa a Giorgia Meloni – Video
Una raffica di accuse, su più dossier, in poche ore. Intervistato al Tg3 (con dichiarazioni rilanciate dalle agenzie e con
Conclusione: il comunicatore che ha segnato un’epoca
L’uscita di Rocco Casalino dal Movimento 5 Stelle segna la fine di una stagione.
Figura spesso divisiva ma centrale, Casalino è stato l’architetto dell’immagine mediatica dei Cinque Stelle, capace di trasformare un movimento nato dal web in una forza di governo.
Ora, mentre si prepara a una nuova avventura professionale, porta con sé un’eredità complessa ma indiscutibile: aver ridefinito il linguaggio politico italiano, avvicinandolo alle logiche della comunicazione moderna e dell’infotainment.
Che il futuro sia nel giornalismo o in tv, una cosa è certa: Rocco Casalino non smetterà di far parlare di sé, perché la sua figura – tra potere, media e politica – continuerà a rappresentare una delle pagine più singolari e influenti dell’Italia contemporanea.



















