ADESSO – Assurdo a Roma 200 mila in Piazza contro il Governo Meloni – Ecco cosa sta accadendo

ROMA – È un pomeriggio infuocato nella Capitale. Oltre 200 mila persone, secondo gli organizzatori, stanno riempiendo le strade di Roma per la grande manifestazione nazionale della Cgil “Democrazia al lavoro”, una delle più imponenti degli ultimi anni.
Il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha invaso via Cavour e piazza San Giovanni, con bandiere rosse, striscioni, canti e cori contro la manovra del governo Meloni.

Sul palco, il segretario generale Maurizio Landini ha scandito un messaggio chiaro:

“Le scelte del governo sono sbagliate. Se non saremo ascoltati, non escludiamo nulla: la mobilitazione non finisce qui.”

Un mare di persone da piazza della Repubblica a San Giovanni

Alle 14:16, sulle note di Imagine di John Lennon, è partito il corteo con lo striscione di testa “Democrazia al lavoro”.
Migliaia di persone, lavoratori pubblici e privati, studenti, pensionati e famiglie intere hanno sfilato sotto le bandiere della Cgil, accanto a numerosi drappi palestinesi e arcobaleno.
Lungo tutto il percorso, cori contro precarietà, inflazione e tagli a sanità e istruzione.

Alle 15:04, la folla ha intonato “Bella ciao” all’ingresso in piazza San Giovanni. Ma mentre il palco si riempiva, la coda del corteo era ancora ferma a piazza della Repubblica, segno della partecipazione record.

“È una giornata straordinaria. Non ci fermeremo finché non si cambierà questa manovra sbagliata,” ha dichiarato Landini tra gli applausi.

“Teatrino della maggioranza, ma sui salari sono tutti d’accordo”

Dal palco, il segretario della Cgil ha attaccato frontalmente il governo:

“Mi sembra un teatrino quello sulle banche e sugli affitti brevi.
Ma poi sono tutti d’accordo quando si tratta di non aumentare i salari, non cancellare la precarietà, non finanziare la sanità e fare condoni. È uno schiaffo alle persone perbene che vivono di lavoro.”

 

Landini ha poi risposto al ministro Salvini, che lo aveva accusato di “parlare come un ministro di un governo Schlein”:

“Chi ha raccontato balle è Salvini. Aveva promesso di cancellare la legge Fornero, invece l’ha peggiorata. L’Italia ha l’età pensionabile più alta d’Europa.”

Solidarietà a Ranucci: “La libertà di stampa è sotto attacco”

Durante il corteo, Landini ha anche rilanciato la solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci dopo il recente attentato e le querele subite per le sue inchieste:

“Abbiamo invitato Ranucci perché la libertà di stampa è sotto attacco. La Rai è servizio pubblico e la paghiamo tutti: è inaccettabile tagliare il giornalismo d’inchiesta o limitarne la libertà.”

Le altre voci dal palco

Michele De Palma (Fiom-Cgil): “La manovra non prevede investimenti sull’industria e sui lavoratori metalmeccanici. Così il Paese non regge.”

Arturo Scotto (Pd): “Nella manovra non c’è nulla per i salari. Si penalizzano i redditi bassi, si premiano quelli alti.”

Maria Elena Delia (Global Sumud Flotilla): “L’economia di guerra è alla base di inflazione e tagli a welfare, scuola e sanità.”

Nicola Fratoianni (Avs): “Meloni racconta il Paese dei balocchi, ma nel Paese reale si fatica ad arrivare a metà mese.”

Angelo Bonelli (Avs): “La povertà aumenta mentre il governo spende per armi e Ponte sullo Stretto. Basta bugie.”

Il significato politico: l’Italia che dice “basta”

In piazza anche una delegazione del Partito Democratico, con Cuperlo, Zingaretti, Scotto, Bonafoni e Casu.
Secondo la Cgil, la manifestazione di oggi segna una svolta: la risposta popolare a una manovra “sbagliata e ingiusta” che, secondo il sindacato, colpisce i più deboli e favorisce rendite e privilegi.

Il messaggio finale di Landini è netto:

“Questa piazza dimostra che c’è un’Italia viva, stanca delle bugie, che vuole lavoro, dignità, diritti e democrazia.
Se il governo non cambia rotta, la mobilitazione continuerà. E lo sciopero generale non è più un tabù.”

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VIDEO:
Roma oggi è il cuore pulsante della protesta.
Una folla sterminata, 200 mila persone, ha gridato il suo “no” alla politica economica del governo.
Un segnale che, da domani, la premier Meloni e il ministro Giorgetti non potranno più ignorare.

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