Adesso parla il PROFF. Alessandro Barbero e rivela tuttto. Le parole shock – IL VIDEO

L’appello: “Serve il sostegno di tutti per ridare dignità alla Palestina”

Roma, 23 agosto 2025 – Lo storico Alessandro Barbero ha preso posizione con parole durissime sulla situazione di Gaza, annunciando il proprio sostegno alla Global Sumud Flotilla, la flotta internazionale che il prossimo 31 agosto partirà da Barcellona e il 4 settembre dalla Tunisia per tentare di rompere il blocco imposto da Israele e portare aiuti alla popolazione palestinese.

Il messaggio di Barbero: “Non possiamo tacere”

In un video diffuso sui social, Barbero ha spiegato le ragioni della sua adesione:

“Decine e decine di imbarcazioni provenienti da tutto il mondo stanno arrivando già ora nel Mediterraneo. Centinaia di persone parteciperanno a un’azione non violenta e perfettamente legale con cui si cercherà di rompere l’isolamento della gente che a Gaza ogni giorno è bombardata, affamata, ammazzata”.

Lo storico non ha usato mezzi termini per definire ciò che accade da mesi:

“Che il mondo assista ai crimini del governo israeliano senza quasi reagire è qualcosa di cui ci vergogniamo oggi e ci vergogneremo ancora di più in futuro”.

La Flotilla: una lunga storia di resistenza civile

La Freedom Flotilla non è nuova a iniziative del genere. La prima risale al 2010, quando una spedizione di sei navi con aiuti umanitari fu assaltata in pieno Mediterraneo dalla marina israeliana, provocando la morte di dieci attivisti turchi a bordo della Mavi Marmara. Da allora, periodicamente, attivisti da tutto il mondo organizzano missioni simboliche e pacifiche per denunciare l’embargo su Gaza e portare sostegno diretto alla popolazione civile.

L’edizione 2025, ribattezzata Global Sumud Flotilla, si prepara a coinvolgere decine di imbarcazioni provenienti da Europa, Africa e Medio Oriente, in una delle mobilitazioni più vaste degli ultimi anni.

Gaza sotto assedio

La Striscia di Gaza, già devastata da anni di conflitti e blocchi economici, vive da mesi una delle peggiori emergenze umanitarie della sua storia recente. Secondo l’ONU, oltre l’80% della popolazione dipende da aiuti esterni, mentre le infrastrutture civili – ospedali, scuole, centrali elettriche – sono al collasso.

Barbero ha voluto richiamare l’attenzione proprio su questo aspetto:

“Parliamo di uomini, donne e bambini che non hanno accesso a cure mediche, cibo e acqua potabile. Il silenzio della comunità internazionale è complicità”.

Il peso delle parole: dalla storia alla coscienza collettiva

Il sostegno di uno storico come Barbero, molto seguito non solo nel mondo accademico ma anche dall’opinione pubblica, rappresenta un segnale forte. Non si tratta soltanto di un’adesione formale a un’iniziativa pacifista, ma di un richiamo al dovere della memoria storica:

ricordare i precedenti di altri popoli lasciati soli davanti a crimini di guerra,

denunciare il rischio che l’indifferenza di oggi diventi vergogna storica domani.

Le reazioni

Le parole dello storico hanno già acceso il dibattito. Da un lato, gli attivisti per i diritti umani e le reti di solidarietà internazionale hanno salutato con entusiasmo il suo intervento, parlando di un contributo prezioso alla visibilità della Flotilla. Dall’altro, è prevedibile che non manchino critiche dal fronte politico più vicino a Israele, che da anni bolla le missioni navali come provocazioni strumentali.

Ritrovare la dignità”

Barbero chiude il suo messaggio con un invito chiaro:

“È importante che questa flotta pacifista abbia l’attenzione e il sostegno di tutti quelli che sperano che il mondo ritrovi un po’ di dignità”.

Le sue parole si intrecciano con quelle di tanti intellettuali e attivisti che vedono nella Global Sumud Flotilla non solo un gesto simbolico, ma un atto necessario di resistenza civile.

Il 31 agosto, quando le prime barche salperanno da Barcellona, l’appello dello storico risuonerà come monito: la storia giudicherà non solo chi ha compiuto i crimini, ma anche chi ha scelto di voltarsi dall’altra parte.

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VIDEO:
L’adesione di Alessandro Barbero alla Global Sumud Flotilla conferisce all’iniziativa un peso morale e culturale che va oltre l’attivismo militante. Le sue parole trasformano la missione in un richiamo universale alla coscienza collettiva, ricordando che la storia non perdona l’indifferenza. In un momento in cui Gaza vive una delle sue crisi più gravi, la voce di uno storico tanto seguito invita a rompere il silenzio e a schierarsi per i diritti umani fondamentali. Il 31 agosto, con la partenza della flotta, non sarà soltanto messo alla prova il blocco imposto a Gaza: sarà messa alla prova anche la capacità del mondo di ritrovare dignità davanti a una tragedia che non può più essere ignorata.

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