Alessandra Todde e il super smacco a Giorgia Meloni. Ecco la lezione epica di come si Governa

Nel silenzio delle grandi dichiarazioni e lontano dai riflettori mediatici, la Sardegna si risveglia e cresce. E lo fa in controtendenza rispetto al panorama nazionale, grazie a un’azione amministrativa concreta e silenziosa portata avanti dalla giunta guidata da Alessandra Todde. A certificarlo non è un proclama politico, ma il Rapporto annuale della Banca d’Italia sulle economie regionali, pubblicato nel giugno 2025 e riferito all’anno 2024.

I dati parlano chiaro: il PIL regionale è cresciuto dello 0,9%, superando la media nazionale ferma allo 0,7%. Un segnale forte, soprattutto se si considera che l’isola ha vissuto per anni in una condizione di stagnazione economica, rallentata da scelte politiche spesso inefficienti e da governi regionali incapaci di valorizzare le potenzialità del territorio.

Lavoro e reddito: Sardegna in controtendenza

Ancora più rilevanti sono i dati relativi al lavoro. L’occupazione è cresciuta del 2,6% nel 2024, un tasso superiore rispetto a quello nazionale. Ma non solo: il tasso di disoccupazione è calato di quasi due punti percentuali, passando dal 10,1% all’8,3%. Un risultato che ha pochi eguali nel resto del Paese e che segna una netta inversione di rotta rispetto agli anni precedenti.

In parallelo, le retribuzioni sono aumentate, portando a un incremento del reddito disponibile nominale dei cittadini sardi. Anche il tasso di attività è in crescita, ora al 63,1%, con un contributo significativo da parte della componente femminile (+0,9%).

Il turismo spinge l’economia

Un altro settore che ha fatto da traino alla ripresa economica è il turismo, con una crescita del 9,9% delle presenze rispetto all’anno precedente. Il dato più interessante riguarda l’arrivo dei turisti stranieri: +17%, segno che la Sardegna non è solo una meta italiana, ma sempre più un punto di riferimento nel panorama mediterraneo.

Questo risultato si deve anche a una maggiore capacità di promozione del territorio, a politiche di sostenibilità e a interventi su infrastrutture e servizi ricettivi. La giunta Todde, senza proclami, ha cominciato a valorizzare un patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico che troppo a lungo era stato trascurato.

Persone giuste al posto giusto

Il contrasto con la precedente amministrazione regionale è evidente. Il centrodestra guidato da Christian Solinas, ora rinviato a giudizio, ha lasciato un’eredità fatta di immobilismo, scelte discutibili e occasioni mancate. La giunta Todde, insediata da pochi mesi, ha invece iniziato a dare prova di capacità amministrativa e visione strategica.

Non si tratta di propaganda, ma di dati ufficiali e verificabili. Non si tratta di “grancasse” né di slogan, ma di un lavoro concreto e strutturato che sta cominciando a dare frutti. E che mette in difficoltà il governo Meloni, troppo impegnato in polemiche ideologiche per cogliere le potenzialità di un modello alternativo di sviluppo.

La Sardegna diventa laboratorio politico

In questo scenario, la Sardegna si candida a diventare un modello virtuoso per il Sud e per tutto il Paese. Una terra spesso dimenticata dai palazzi romani, che oggi risponde con i numeri e non con le lamentele.
Alessandra Todde, ex ministra e oggi prima donna alla guida dell’isola, sta dimostrando che la buona politica esiste, e che quando si scelgono “le persone giuste al posto giusto”, i risultati arrivano davvero.

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Il caso Sardegna dimostra che un’altra politica è possibile: lontana dai riflettori, fondata su competenze, visione e amministrazione concreta. I numeri certificano ciò che per troppo tempo è stato solo un auspicio: che anche nei territori storicamente marginalizzati si può costruire sviluppo, ridurre la disoccupazione, rilanciare l’economia senza sacrificare l’identità né la giustizia sociale.

La giunta Todde, in pochi mesi, ha acceso una luce in un panorama nazionale spesso spento dalla paralisi decisionale o dalla propaganda. E proprio per questo, oggi, l’isola si propone non più come periferia, ma come laboratorio politico per l’Italia intera. Una lezione che Roma farebbe bene ad ascoltare.

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