Alessandro Di Battista è tornato in Italia. Dopo oltre due settimane di apprensione, un ricovero a Cuba, un tentativo di rientro interrotto all’ultimo momento e un delicato intervento chirurgico d’urgenza, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è finalmente arrivato a Roma.
L’aeroambulanza che lo ha riportato a casa è atterrata all’aeroporto di Ciampino nella mattinata di sabato 12 settembre, al termine di un viaggio durato complessivamente circa dodici ore e con un ultimo scalo in Lussemburgo. Ad attenderlo sulla pista c’era un’ambulanza per il trasferimento diretto al Policlinico Gemelli di Roma, dove proseguiranno il ricovero, gli accertamenti e il percorso postoperatorio.
Le immagini dell’arrivo mostrano Di Battista assistito dal personale sanitario durante il passaggio dall’aereo ai mezzi di soccorso. Un momento particolarmente significativo dopo giorni nei quali ogni spostamento era stato valutato con estrema cautela.
L’aeroambulanza atterra a Ciampino: Di Battista di nuovo in Italia
L’aereo sanitario con a bordo Alessandro Di Battista è arrivato a Ciampino dopo essere partito da Cuba nella serata di venerdì 11 settembre.
Il trasferimento era atteso da giorni, ma fino all’ultimo era rimasto subordinato al via libera dei medici cubani. La precedente esperienza aveva infatti imposto la massima prudenza: appena una settimana prima un primo tentativo di raggiungere l’Italia era stato interrotto proprio a causa di un improvviso peggioramento delle sue condizioni.
Questa volta, invece, il lungo viaggio transatlantico è stato completato e l’ex deputato ha potuto finalmente rimettere piede in Italia.
L’arrivo a Ciampino rappresenta quindi un passaggio importante, anche se non coincide con la conclusione del percorso medico. Di Battista necessita ancora di assistenza e continuerà a essere seguito in ospedale.
Dodici ore di viaggio e uno scalo in Lussemburgo
Il trasferimento da L’Avana è stato particolarmente delicato proprio per le condizioni dell’ex parlamentare.
Secondo quanto riferito da Il Messaggero, il viaggio è durato circa 12 ore e l’aeroambulanza ha effettuato un ultimo scalo in Lussemburgo prima di dirigersi verso Roma.
Non si è trattato quindi di un normale viaggio aereo. Tutta l’operazione era stata organizzata come un trasferimento sanitario, dopo che nei giorni precedenti erano emerse indicazioni sulla necessità di adottare particolari precauzioni per evitare sbalzi di pressione.
La priorità è stata garantire che Di Battista potesse affrontare il lungo percorso in condizioni compatibili con il recente intervento chirurgico.
Dalla pista direttamente al Policlinico Gemelli
Una volta atterrato a Ciampino non c’è stato alcun passaggio intermedio.
Di Battista è stato preso in carico dal personale sanitario e trasferito direttamente al Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, dove verrà ricoverato.
È qui che comincia la nuova fase del suo percorso: dopo le cure ricevute a Cuba, saranno ora gli specialisti italiani a seguirne il decorso postoperatorio e a effettuare gli accertamenti ritenuti necessari.
Il trasferimento al Gemelli era un passaggio atteso anche perché due medici della struttura romana erano già volati a Cuba nei giorni scorsi per affiancare il personale sanitario dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras dell’Avana.
Il malore durante il reportage a Cuba
La vicenda era cominciata alla fine di agosto, mentre Di Battista si trovava sull’isola per realizzare alcuni reportage.
Il 28 agosto aveva accusato un malore accompagnato da forti dolori alla testa. Inizialmente era stato assistito a Santa Clara, a circa 300 chilometri dalla capitale cubana.
La situazione aveva successivamente reso necessario il trasferimento a L’Avana, dove Di Battista era stato ricoverato all’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras.
Nei primi giorni erano arrivate notizie relativamente rassicuranti. Lo stesso Di Battista aveva ripreso a comunicare e sembrava possibile organizzare in tempi brevi il ritorno in Italia.
Poi la situazione era improvvisamente cambiata.
Il primo rientro in Italia saltato mentre era già diretto all’aeroporto
Il momento più drammatico della vicenda si è verificato il 5 settembre.
Il ritorno in Italia era già stato predisposto e Di Battista aveva lasciato l’ospedale cubano. Si trovava a bordo di un’ambulanza diretta verso l’aeroporto dell’Avana quando le sue condizioni sono peggiorate.
A quel punto il trasferimento è stato immediatamente interrotto.
L’ambulanza ha fatto ritorno all’Hermanos Ameijeiras e il programma per il viaggio verso l’Italia è stato cancellato.
Quello che sembrava essere il giorno del ritorno a casa si è così trasformato nel momento più delicato dell’intera vicenda.
L’intervento chirurgico d’urgenza
Dopo il peggioramento, i medici hanno deciso di sottoporre Di Battista a un intervento chirurgico d’urgenza.
L’operazione è riuscita, ma i giorni successivi sono stati caratterizzati da una comprensibile prudenza.
Di Battista è rimasto ricoverato e seguito costantemente dal personale sanitario cubano. Per un periodo le informazioni sono state ridotte al minimo, anche per volontà della famiglia e delle persone a lui più vicine.
Dopo l’intervento, però, il quadro ha cominciato progressivamente a migliorare. Nei giorni successivi erano arrivate notizie sul buon decorso postoperatorio e sulla possibilità di organizzare nuovamente il trasferimento in Italia.
Il lungo silenzio dopo l’operazione
La riservatezza che ha accompagnato la fase successiva all’intervento è stata molto diversa dai primi giorni del ricovero.
Inizialmente Di Battista aveva risposto ai numerosi messaggi ricevuti e aveva mantenuto alcuni contatti con amici e conoscenti. Dopo il peggioramento e l’operazione, invece, era calato un sostanziale silenzio.
L’associazione Schierarsi, di cui Di Battista è vicepresidente, ha scelto di comunicare soltanto gli aggiornamenti essenziali, evitando di diffondere dettagli clinici.
Una linea che è stata mantenuta fino all’organizzazione del rientro.
Schierarsi aveva anticipato il ritorno: “Grazie a chi si è preso cura di lui”
A far capire che il momento della partenza si stava avvicinando era stato proprio un messaggio dell’associazione.
Schierarsi aveva ringraziato pubblicamente “i medici, gli infermieri e i fisioterapisti” che stavano assistendo Di Battista prima del suo ritorno in Italia.
Parole che avevano assunto immediatamente il significato di un saluto al personale sanitario cubano e che avevano fatto crescere la speranza che il secondo tentativo di rientro potesse finalmente andare a buon fine.
E questa volta così è stato.
I medici italiani arrivati a Cuba
Durante il ricovero erano arrivati all’Avana anche due specialisti del Policlinico Gemelli, Giuseppe Della Pepa e Isabella Melchionda, per affiancare il team cubano.
La loro presenza aveva permesso un raccordo diretto tra i sanitari che stavano seguendo Di Battista a Cuba e la struttura nella quale avrebbe successivamente proseguito le cure in Italia.
Accanto all’ex parlamentare erano arrivate anche le persone a lui più vicine, tra cui la compagna Sahra Lahouasnia, la sorella e il presidente di Schierarsi, Luca Di Giuseppe.
Nessuna diagnosi dettagliata è stata resa pubblica
Anche adesso che Di Battista è tornato in Italia resta fondamentale distinguere le informazioni confermate dalle numerose ipotesi circolate in questi giorni.
Non è stata resa pubblica una diagnosi medica dettagliata sulla patologia che ha determinato il ricovero e il successivo intervento.
Sono noti i forti dolori alla testa accusati durante la permanenza a Cuba, il successivo peggioramento e la necessità dell’operazione chirurgica. Andare oltre questi elementi significherebbe entrare nel campo delle supposizioni.
Il trasferimento al Gemelli permetterà ora agli specialisti di proseguire il monitoraggio e stabilire le successive tappe del recupero.
Il ritorno non significa ancora fine delle cure
L’arrivo a Ciampino è certamente una notizia importante e incoraggiante, ma non deve essere confuso con una completa guarigione.
Di Battista arriva infatti direttamente da un ricovero ospedaliero e da un intervento chirurgico effettuato soltanto pochi giorni fa.
La scelta di trasferirlo immediatamente al Gemelli dimostra che la fase sanitaria continua e che saranno necessari ulteriori controlli.
Soltanto i medici potranno stabilire tempi e modalità della convalescenza.
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Grande attenzione intorno alle condizioni dell’ex M5S
La vicenda ha avuto una fortissima eco anche per la notorietà che Di Battista conserva nonostante la sua uscita dalle istituzioni.
Ex deputato e uno dei volti più conosciuti della prima stagione del Movimento 5 Stelle, negli ultimi anni si è dedicato soprattutto a reportage, viaggi, attività editoriale e alle iniziative dell’associazione Schierarsi.
La notizia del ricovero aveva provocato migliaia di messaggi di vicinanza sui social provenienti non soltanto da sostenitori del M5S, ma anche da esponenti politici e persone lontane dalle sue posizioni.
Proprio questa attenzione ha accompagnato tutti gli aggiornamenti provenienti da Cuba fino alle immagini dell’arrivo di questa mattina.
Finalmente a casa, ora comincia la fase del recupero
Dopo il malore del 28 agosto, il trasferimento a L’Avana, il primo tentativo di partenza fallito, l’improvviso peggioramento, l’operazione d’urgenza e i giorni trascorsi sotto stretta osservazione, Alessandro Di Battista è dunque nuovamente in Italia.
L’aeroambulanza è atterrata a Ciampino dopo il lungo viaggio da Cuba e lo scalo in Lussemburgo. Da lì l’ex parlamentare è stato immediatamente affidato ai sanitari per il trasferimento al Gemelli.
È una tappa fondamentale dopo due settimane difficilissime, ma il percorso non è ancora concluso.
Adesso l’attenzione si sposta sul Policlinico Gemelli, dove Di Battista continuerà a essere seguito e dove i medici potranno valutare il decorso dopo l’intervento subito all’Avana. Il ritorno in Italia, atteso e rinviato per giorni, è finalmente avvenuto. Ora per Alessandro comincia la fase del recupero.



















