Un fiume in piena.
Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle, torna a parlare del conflitto in Medio Oriente e lo fa con toni durissimi, accusando apertamente il governo italiano, la stampa occidentale e la comunità internazionale di “ipocrisia e complicità morale” nei confronti di Israele.
Nel suo nuovo intervento video, l’ex parlamentare denuncia il massacro in corso nella Striscia di Gaza, dove – secondo fonti palestinesi – nelle ultime ore oltre 100 civili, tra cui 35 bambini, sarebbero stati uccisi dai bombardamenti israeliani, nonostante il cosiddetto “cessate il fuoco”.
“Il Ministro degli Esteri israeliano e Antonio Tajani – ha detto Di Battista – definiscono ‘scaramucce’ i bombardamenti delle ultime ore. Ma quali scaramucce? In 18 ore le bestie di Netanyahu hanno ammazzato 100 civili palestinesi, tra cui 35 bambini. Guardate le immagini: bambini ricoperti di terra, pezzi di bambini. Questa è la realtà.”
“Un cessate il fuoco che vale solo per Israele”
L’ex deputato, da sempre schierato su posizioni fortemente critiche verso la politica estera dell’Occidente, ha denunciato l’ipocrisia del linguaggio diplomatico e mediatico, accusando i governi europei di usare parole rassicuranti per coprire la brutalità dei fatti.
“Ci dicono che c’è il cessate il fuoco. Ma il cessate il fuoco significa che non spara più nessuno, tranne Israele. E questo lo chiamate pace? È la ‘pace di tomba’, quella in cui si smette di combattere solo perché non è rimasto più nessuno da uccidere.”
Secondo Di Battista, l’uso di eufemismi come “scaramuccia” serve a disumanizzare le vittime palestinesi e a nascondere le responsabilità politiche dell’Occidente:
“Chiamano ‘scaramucce’ le stragi. È come se la morte dei palestinesi non valesse niente, come se non fossero esseri umani. Ma se fossero stati israeliani a morire, se fossero stati 206 civili israeliani, ci sarebbero state condanne da ogni angolo del mondo.”
“Silenzio complice di Mattarella, Meloni e Tajani”
Nel suo attacco diretto alla politica italiana, Di Battista accusa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani di un silenzio “imbarazzante e colpevole”.
“Mi domando: se fossero stati ammazzati 206 civili israeliani, il presidente della Repubblica avrebbe detto qualcosa? La donna madre cristiana che governa l’Italia avrebbe condannato? Il governo avrebbe parlato di diritto alla difesa di Hamas? No. Ma quando a morire sono bambini palestinesi, tutti zitti.”
Parole durissime, che riflettono una frattura profonda tra la narrativa ufficiale del governo italiano e una parte crescente dell’opinione pubblica, sempre più indignata dalle immagini che arrivano da Gaza.
“L’Occidente è l’emblema dell’ipocrisia”
Il culmine della denuncia arriva quando Di Battista spiega perché, a suo giudizio, gran parte del mondo – in particolare quello che definisce “sud globale” – ha perso ogni fiducia nei confronti dell’Occidente:
“Questa è la ragione per la quale miliardi di persone nel sud globale detestano l’Occidente. Perché lo reputano l’emblema dell’ipocrisia. E hanno ragione. L’Occidente parla di diritti umani, ma li difende solo quando conviene. Parla di libertà, ma la nega ai popoli che subiscono le sue guerre e le sue alleanze.”
Un’accusa che riporta Di Battista al centro del dibattito sul ruolo dell’Italia e dell’Europa nei conflitti internazionali.
L’ex deputato, già protagonista di numerosi reportage nei Paesi arabi e latinoamericani, denuncia “due pesi e due misure” nella gestione delle crisi mondiali:
“Quando a bombardare è la Russia o un Paese nemico, l’Occidente parla di crimini di guerra. Quando a bombardare è Israele o un alleato della NATO, parla di scaramucce. È una vergogna.”
“I bambini di Gaza non sono meno importanti dei nostri”
Il passaggio più toccante del suo discorso è quello dedicato alle vittime civili:
“In 18 ore sono morti 35 bambini. Trentacinque. Cosa può esserci di più mostruoso? E noi restiamo zitti. I bambini di Gaza non valgono meno dei nostri. Non possiamo continuare a chiamarli danni collaterali. Sono bambini, non numeri.”
Per Di Battista, il silenzio istituzionale e mediatico è una forma di complicità morale che alimenta l’odio verso l’Occidente:
“Chi tace davanti a un massacro, chi lo giustifica o lo minimizza, diventa parte del problema. E questa ipocrisia – conclude – è la radice dell’antipatia profonda che il mondo prova verso di noi.”
Leggi anche

ULTIMO MINUTO – Torna a parlare Sigfrido Ranucci dopo mesi – Arriva l’annuncio clamoroso
Una frase netta, quasi celebrativa, che in poche ore ha fatto il giro dei social. Con un post pubblicato sulle
VIDEO:
Il discorso di Alessandro Di Battista si chiude con una riflessione amara ma netta:
“Non c’è bisogno di essere pro o contro qualcuno per indignarsi. Basta avere un cuore. Ma in questo mondo di propaganda e di paura, la verità non ha più bandiera. E chi la dice viene accusato di tradimento.”
Una denuncia che riporta nel dibattito politico italiano una voce radicale e indipendente, che da anni contesta la sudditanza culturale e diplomatica dell’Europa verso Washington e Tel Aviv.
Di Battista, ancora una volta, si conferma l’anima più polemica e scomoda dell’ex mondo grillino, capace di tradurre in parole la rabbia di chi non accetta più il silenzio e le giustificazioni davanti all’orrore di Gaza.




















