Alessandro Di Battista shock su Papa Francesco: Ecco perché era scomodo… E rivela… – IL VIDEO

Alessandro Di Battista è tornato sotto i riflettori nella puntata di ieri sera di DiMartedì, il talk show condotto da Giovanni Floris su La7. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha commentato con toni duri e appassionati la scomparsa di Papa Francesco, puntando il dito contro politici e media che, a suo dire, “lo hanno ignorato da vivo” e ora lo “piangono da ipocriti”.

“Mi sono subito immaginato un’orda di sepolcri imbiancati, di ipocriti che lo hanno deriso, isolato, delegittimato, e oggi sono pronti a piangerlo a favore di telecamera”, ha dichiarato Di Battista con veemenza, parlando di una strumentalizzazione postuma del messaggio di Bergoglio.

Secondo Di Battista, negli ultimi anni Papa Francesco sarebbe stato volutamente messo ai margini del dibattito pubblico per le sue posizioni scomode sulla guerra in Ucraina, sul conflitto israelo-palestinese e sulle spese militari. “È stato considerato addirittura filoputiniano, propagandista del Cremlino, quasi antisemita”, ha affermato l’ex parlamentare, ricordando come le parole del pontefice finissero spesso “in dodicesima o tredicesima pagina” dei quotidiani italiani.

“Bergoglio non chiamava guerra quella a Gaza, perché non è una guerra: è un massacro contro una popolazione, un massacro di bambini”, ha proseguito, denunciando l’indifferenza della politica italiana di fronte alla situazione umanitaria nella Striscia.

L’attacco più diretto è stato rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata di conformismo e ipocrisia:

“È diventata una Salvini che ce l’ha fatta, una persona favida, conformista, che oggi parla dell’amicizia col Papa mentre tace di fronte a una mattanza quotidiana di bambini palestinesi”.

Di Battista ha puntato il dito contro la comunicazione istituzionale della premier, che – mentre Israele bombardava una tendopoli a Khan Yunis – pubblicava un messaggio in ricordo del Papa sui social:

“Scriveva ‘seguiamo la sua strada’, parlava del Papa riformista, e intanto taceva. Non ha mai aperto bocca in un anno e mezzo di genocidio”.

Non sono mancati riferimenti al passato del pontefice. L’ex parlamentare ha ricordato come già nell’agosto 2014, all’inizio della guerra civile in Ucraina e durante l’operazione “Margine di protezione” su Gaza, Papa Francesco parlasse di “terza guerra mondiale a pezzi”. Ha citato anche il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Vaticano nel 2015 e la sua ferma opposizione all’aumento delle spese militari, ribadita nel 2022, quando definì “pazzi” coloro che chiedevano di destinare il 2% del PIL alla difesa.

“In quel momento lo chiedevano Biden e Draghi. Ma lui era lì, coerente. Non c’era Trump. Francesco non si piegava a nessuno, e per questo è stato ignorato, anche a sinistra”, ha osservato Di Battista, sostenendo che nemmeno l’area progressista abbia saputo fare del Papa argentino un punto di riferimento reale.

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Una memoria scomoda – video

Le parole di Di Battista hanno diviso l’opinione pubblica. Sui social, molti ne hanno apprezzato la schiettezza e la capacità di riportare l’attenzione sui contenuti più radicali e “profetici” del pontificato di Bergoglio. Altri, invece, lo accusano di strumentalizzare un lutto per finalità politiche, rilanciando se stesso a partire da uno scontro frontale con il sistema mediatico e politico.

Ciò che è certo è che Papa Francesco, con le sue posizioni spesso controcorrente, ha rappresentato una voce fuori dal coro, difficile da incasellare nelle categorie della politica tradizionale. E in un momento in cui il cordoglio istituzionale rischia di appiattirsi in formule di rito, le parole di Di Battista pongono una domanda scomoda: chi ha davvero ascoltato – e chi vorrà davvero seguire – il messaggio di Francesco, ora che non c’è più?
VIDEO:

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