Nuova denuncia del Movimento 5 Stelle contro il governo guidato da Giorgia Meloni. In una nota diffusa dall’Ufficio stampa parlamentare, i pentastellati commentano i nuovi dati ISTAT sulla povertà assoluta in Italia relativi al 2024, parlando senza mezzi termini di “fallimento totale delle politiche economiche e sociali della destra”.
Secondo l’analisi ISTAT, oltre 2,2 milioni di famiglie — pari a 5,7 milioni di persone — vivono oggi in condizioni di povertà assoluta, mentre il tasso di povertà relativa coinvolge più di 2,8 milioni di nuclei familiari, con un trend ancora in crescita rispetto all’anno precedente.
“L’Italia più povera da quando la destra governa”
Il M5S individua un nesso diretto tra il peggioramento dei dati e le politiche economiche adottate dall’esecutivo:
“Da quando la destra è alla guida del Paese ed è stato cancellato il Reddito di cittadinanza — si legge nella nota — si registrano 70mila poveri e 37mila nuclei familiari in povertà assoluta in più. Davanti a questi numeri, la premier e i suoi dovrebbero chiedere scusa e ripristinare subito una misura universale qual era il RdC”.
Il Movimento parla di “indigenza crescente” e punta il dito contro l’abolizione del Reddito, definendola “un errore drammatico che ha colpito le fasce più fragili, lasciando senza tutele decine di migliaia di persone”.
“Dopo la Caritas, anche l’ISTAT certifica il disastro”
I dati ISTAT arrivano a pochi giorni dal Rapporto Caritas 2025, che aveva già lanciato l’allarme su una nuova ondata di povertà in Italia, con un aumento di disuguaglianze territoriali e sociali.
Per il M5S, i due rapporti uniti “certificano il fallimento di Meloni e dei suoi ministri” nel contrasto alla povertà:
“Anziché aiutare chi non ce la fa, il governo ha smantellato le misure di sostegno e tagliato fondi al welfare. Gli effetti ora sono davanti agli occhi di tutti”.
I numeri della povertà secondo l’ISTAT
2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta (5,7 milioni di individui)
+70.000 poveri rispetto al 2023
+37.000 nuclei in povertà assoluta
2,8 milioni di famiglie in povertà relativa
Tasso record di povertà minorile, ancora sopra il 13%
Secondo l’istituto di statistica, la crescita della povertà è più marcata nel Mezzogiorno, ma riguarda anche le aree metropolitane del Centro-Nord, dove l’aumento del costo della vita e degli affitti ha inciso pesantemente sul reddito disponibile.
“Serve una svolta nella legge di Bilancio”
Il Movimento annuncia battaglia in Parlamento in vista della prossima manovra economica:
“Torneremo a batterci in legge di Bilancio — spiegano i parlamentari M5S delle commissioni Lavoro — per una nuova misura universale di sostegno al reddito, capace di garantire dignità e inclusione sociale. Serve una svolta immediata sulla redistribuzione della ricchezza e sulle politiche di contrasto alla povertà”.
Con l’attacco frontale lanciato all’ISTAT alla mano, il M5S rilancia uno dei temi centrali della propria identità politica: la lotta alla povertà e la difesa del welfare universale.
I dati certificano un peggioramento netto rispetto agli anni in cui era attivo il Reddito di cittadinanza, e la sfida — ora anche politica — si sposta sulla prossima legge di Bilancio, dove Conte e i suoi chiedono al governo di “scegliere da che parte stare: con chi accumula ricchezza o con chi non riesce più a vivere”.
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Con i numeri ISTAT sul tavolo, la polemica del M5S colpisce nel segno politico: la povertà cresce, soprattutto tra minori e aree a reddito più fragile, e il superamento del Reddito di cittadinanza diventa il bersaglio simbolico dell’opposizione. Il governo ora ha un solo banco di prova: la legge di Bilancio. Da lì passerà la risposta su redditi bassi, caro–affitti e protezione dei nuclei più vulnerabili. Se arriveranno misure credibili e finanziate, l’esecutivo potrà rivendicare una rotta; in caso contrario, la narrazione del “fallimento” rischia di radicarsi. La sfida, insomma, non è più sul lessico, ma sui saldi sociali: quante persone usciranno dalla povertà e quante, invece, vi scivoleranno dentro.



















