Un campanello d’allarme inequivocabile
L’ultima rilevazione di YouTrend per Sky TG24, aggiornata al 1° agosto 2025, mostra con chiarezza un dato che non può essere ignorato: il 63% degli italiani dà un giudizio negativo sul Governo Meloni. È il punto più alto mai registrato da quando l’esecutivo è entrato in carica nell’ottobre 2022. Parallelamente, solo il 32% esprime un giudizio positivo, mentre il restante 5% dichiara di non sapere o preferisce non rispondere.
Una tendenza in crescita da mesi
Il grafico pubblicato da YouTrend mostra un trend netto e progressivo: dall’inizio del 2025, il giudizio negativo sull’esecutivo ha ripreso a salire, dopo una fase di relativa stabilizzazione nel corso del 2024. In particolare, dalla primavera in avanti la curva rossa — che indica il giudizio negativo — si è impennata, mentre quella blu — il giudizio positivo — ha subito una caduta costante.
Questo segnale suggerisce una crescente insoddisfazione, maturata nel tempo e probabilmente legata a una combinazione di fattori: crisi economica, tensioni sociali, gestione dei servizi pubblici e un percepito scollamento tra il governo e le esigenze quotidiane dei cittadini.
Il confronto con i primi mesi di governo
All’inizio del suo mandato, il Governo Meloni godeva di una valutazione più equilibrata. Tra la fine del 2022 e la primavera del 2023, il gradimento positivo e negativo oscillavano entrambi attorno al 45-50%. La situazione si è poi lentamente deteriorata, con un primo scollamento a metà 2023 e un secondo peggioramento evidente nella seconda metà del 2024. Ora, nel pieno dell’estate 2025, la fiducia sembra ai minimi storici.
Crisi di consenso trasversale
Il dato del 63% non riguarda solo l’elettorato di opposizione. Diversi sondaggi paralleli — e la stessa crescita nei consensi di partiti come il Movimento 5 Stelle o Azione — fanno pensare che una parte dell’elettorato moderato o conservatore stia rivalutando il proprio sostegno all’attuale esecutivo. Ciò avviene nonostante Fratelli d’Italia resti primo partito con il 28,5% delle intenzioni di voto, segno che il sostegno di base alla Meloni resta forte, ma non più unanime.
Il rischio della disillusione
Questi numeri pongono un serio problema di legittimazione politica, soprattutto se la tendenza negativa dovesse continuare nei mesi autunnali, quando torneranno in agenda temi cruciali come la legge di bilancio, le riforme istituzionali e l’attuazione del PNRR.
Un consenso così basso può minare la capacità di governo anche senza crisi parlamentari, rendendo più difficili le trattative con le parti sociali, con gli enti locali e perfino all’interno della stessa maggioranza.
Un governo in difficoltà, ARRIVA LA CRISI?
Nonostante il calo di fiducia, il governo Meloni non è al momento in discussione dal punto di vista parlamentare. I numeri alla Camera e al Senato restano solidi, e non sono emerse fratture significative all’interno della coalizione. Tuttavia, il distacco tra il consenso popolare e la stabilità politica potrebbe diventare insostenibile se i segnali di malcontento dovessero riflettersi in proteste, astensionismo o cali di consensi alle elezioni amministrative e regionali.
Il 63% di giudizi negativi rappresenta un segnale chiarissimo per il Governo Meloni. Non si tratta più di fisiologiche oscillazioni di consenso, ma di un giudizio strutturale e consolidato da parte di un’ampia fetta dell’opinione pubblica.
L’autunno si prospetta decisivo: il governo sarà chiamato a rispondere con risultati concreti, evitando lo scivolamento verso una crisi di fiducia irreversibile. In caso contrario, anche in assenza di crisi formali, l’esecutivo rischia di restare in piedi, ma senza più reale spinta politica.
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Conclusione: un governo stabile ma sempre più distante dal Paese
Il dato registrato dal sondaggio YouTrend – 63% di giudizi negativi – non è solo un avvertimento: è il sintomo di un distacco crescente tra il governo e una larga parte della società italiana. Mentre l’esecutivo mantiene la sua tenuta parlamentare, fuori dalle Aule il consenso si erode, e con esso anche la credibilità delle promesse fatte in campagna elettorale.
La vera sfida, per Giorgia Meloni, non sarà solo numerica ma politica: riconnettersi con il Paese reale, rispondere alle urgenze economiche e sociali, dimostrare di avere ancora una visione. Se ciò non avverrà, il rischio è che il governo rimanga formalmente in carica, ma senza più forza propulsiva né legittimità popolare. E in democrazia, è il consenso – non solo i numeri – a fare la differenza.



















