Altra uscita del Ministro Lollobrigida. Ecco cosa farà sul Referendum del Lavoro – ULTIM’ORA

 Cresce la tensione politica attorno ai referendum in programma l’8 e il 9 giugno, e questa volta il Movimento 5 Stelle punta il dito contro il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. A far scoppiare la polemica è Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, che con una nota durissima ha criticato l’atteggiamento del ministro, reo – secondo i pentastellati – di promuovere l’astensione.

“Forse il ministro Lollobrigida pensa di non votare perché crede che il voto e la democrazia siano come l’acqua e facciano male”, ha ironizzato Ricciardi, facendo riferimento a una celebre dichiarazione passata del ministro, che aveva suscitato scalpore affermando che “l’acqua fa male”. “Dopo La Russa, ora anche Lollobrigida si aggiunge alle tante motivazioni per votare”, ha continuato il deputato.

Il riferimento è al presidente del Senato, Ignazio La Russa, che nei giorni scorsi aveva espresso pubblicamente perplessità sull’utilità del voto referendario, attirando le critiche delle opposizioni.

Il nodo politico: l’astensionismo come strategia

Per Ricciardi, l’atteggiamento di Lollobrigida rappresenta un grave segnale di disinteresse istituzionale verso la partecipazione democratica. “Un ministro, così come un presidente del Senato, non dovrebbe chiedere ai cittadini di stare a casa a subire scelte politiche scellerate, ma esortarli a prendere parola”, scrive nella nota, invitando invece i cittadini a recarsi alle urne.

Il M5S, promotore di alcuni dei quesiti referendari, teme che l’astensionismo venga incoraggiato tacitamente da una parte della maggioranza come strategia per invalidare il risultato del voto, facendo leva sul mancato raggiungimento del quorum.

Tra i temi in discussione figura anche un quesito centrale per il mondo del lavoro, dedicato alla sicurezza nei luoghi di impiego, un tema che Ricciardi definisce cruciale per il comparto agricolo: “Ricordo a Lollobrigida che tra i quesiti ce n’è anche uno sulla sicurezza sul lavoro, che dovrebbe stare a cuore soprattutto a un ministro dell’Agricoltura, comparto nel quale avvengono purtroppo numerosi incidenti mortali”.

Una frattura sociale oltre che politica

L’attacco del capogruppo M5S non si limita a una critica di metodo, ma tocca anche la sostanza delle politiche del governo Meloni in materia di lavoro e diritti: “Forse Lollobrigida non sente questa necessità perché non vive il dramma di lavori mal pagati e precari. Gli italiani però, anche per colpa sua, questi problemi li hanno”, accusa Ricciardi.

La dichiarazione arriva in un clima di crescente malcontento sociale. Le sigle sindacali hanno annunciato mobilitazioni nei prossimi giorni proprio per promuovere l’affluenza alle urne, mentre le opposizioni di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle si stanno unendo nel tentativo di contrastare l’invisibilità mediatica della consultazione popolare.

Un voto strategico per il futuro del Paese

I referendum dell’8 e 9 giugno rappresentano un banco di prova importante sia per l’opposizione che per il governo. I quesiti spaziano dalla sicurezza sul lavoro al salario minimo, passando per la liberalizzazione dei contratti pubblici e la tutela dei servizi pubblici essenziali. Temi su cui la maggioranza ha mantenuto una linea prudente, se non apertamente contraria.

Per questo, l’accusa del M5S è pesante: disinteresse per i cittadini e per la partecipazione democratica. Il messaggio di Ricciardi è chiaro: “Milioni di cittadini faranno sentire la propria voce. È tempo di scegliere da che parte stare: con chi vuole costruire una democrazia partecipata o con chi, per convenienza o ideologia, invita a restare in silenzio”.

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Conclusioni

La polemica tra Ricciardi e Lollobrigida si inserisce in un contesto politico rovente, dove ogni parola rischia di diventare miccia. A un mese dal voto, la sfida non è solo sul contenuto dei referendum, ma sul significato stesso del partecipare. In gioco, avverte il M5S, non ci sono solo delle leggi: c’è la credibilità della democrazia italiana.

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