Il nuovo scandalo dopo il “Pfizergate”
Dopo le polemiche legate ai messaggi scomparsi con l’amministratore delegato di Pfizer durante la pandemia, Ursula von der Leyen torna nel mirino. Questa volta, a finire sotto i riflettori sono gli SMS cancellati con il presidente francese Emmanuel Macron nel pieno dei negoziati sull’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur.
La vicenda è stata resa pubblica da una denuncia accolta dalla Mediatrice europea, Teresa Anjinho, che ha deciso di avviare un’indagine formale.
I messaggi spariti con Macron
Secondo le ricostruzioni, a gennaio 2024 – quando la Commissione europea stava trattando l’intesa con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – von der Leyen avrebbe scambiato con Macron alcuni messaggi relativi alla delicata partita politica e diplomatica. In quei giorni la Francia era attraversata dalle proteste degli agricoltori, contrarissimi all’accordo, mentre Bruxelles spingeva per chiudere i negoziati.
Un reporter austriaco chiese ufficialmente accesso a quei messaggi già il 31 gennaio 2024, ma per oltre 15 mesi non ricevette alcuna risposta. Solo a luglio 2025 arrivò la comunicazione ufficiale della Commissione: «Abbiamo effettuato una ricerca esaustiva ma non siamo stati in grado di identificare i messaggi».
La cancellazione tramite Signal
In realtà, come emerge ora, von der Leyen e il suo capo di gabinetto, Bjoern Seibert, avrebbero deciso di non considerare quei messaggi come “documenti ufficiali” e dunque di non registrarli. Avrebbero inoltre attivato la cancellazione automatica tramite Signal, l’app di messaggistica utilizzata sempre più spesso ai vertici delle istituzioni Ue.
Un comportamento che, secondo l’Ombudsman, solleva dubbi sulla trasparenza della Commissione e sulla corretta gestione delle richieste di accesso agli atti.
L’indagine della Mediatrice europea
La Mediatrice Ue ha chiesto alla Commissione di fornire entro il 10 ottobre 2025 tutti i documenti utili a chiarire l’accaduto: linee guida sull’uso dei dispositivi istituzionali, regole sulla conservazione dei messaggi e i dettagli della ricerca interna condotta sui telefoni della presidente. È prevista anche una riunione tecnica per ricostruire l’esatto calendario degli eventi.
Le reazioni politiche
La notizia ha scatenato immediate polemiche. Dario Tamburrano, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, ha attaccato: «Von der Leyen ci ricasca. Dopo il Pfizergate, un nuovo episodio che mette in discussione la sua credibilità e il rispetto delle regole di trasparenza».
Solo un mese fa, l’Eurocamera aveva salvato la presidente da una mozione di censura presentata dall’estrema destra proprio sul caso Pfizer. Ma già a ottobre sono previsti due nuovi voti di sfiducia e questa vicenda rischia di indebolire ulteriormente la sua posizione.
Un copione che si ripete
Il caso ricorda da vicino il “Pfizergate”, quando venne alla luce che von der Leyen aveva gestito in modo informale la trattativa miliardaria sui vaccini contro il Covid, salvo poi cancellare i messaggi scambiati con il Ceo dell’azienda farmaceutica.
Ora la storia si ripete, questa volta con uno dei dossier più controversi a Bruxelles: l’accordo Ue-Mercosur, osteggiato da sindacati agricoli e governi di diversi Stati membri.
Un futuro politico in bilico
Il nuovo scandalo non arriva in un momento qualsiasi: la presidente della Commissione europea, già al centro di critiche per la sua gestione di Gaza e per le tensioni interne alla maggioranza parlamentare europea, rischia di affrontare i mesi più difficili del suo mandato.
La domanda che circola a Bruxelles è se questa volta basteranno le giustificazioni o se l’ombra dei messaggi cancellati finirà per travolgere definitivamente Ursula von der Leyen.
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In conclusione, il nuovo caso degli SMS cancellati con Macron consolida un copione che mina la credibilità di Ursula von der Leyen: decisioni su dossier strategici (ieri i vaccini, oggi il Mercosur) gestite con canali informali e contenuti poi irrecuperabili. L’indagine della Mediatrice europea non è un dettaglio procedurale: tocca il cuore della trasparenza istituzionale e del diritto di accesso agli atti. Con due mozioni di sfiducia all’orizzonte e una maggioranza già nervosa, la presidente si ritrova a dover scegliere tra una piena ricostruzione verificabile—regole chiare su archiviazione, uso dei device, tracciabilità dei contatti politici—o un logoramento politico che può travolgere non solo la sua leadership, ma la fiducia dei cittadini nell’UE. Il messaggio che arriva da Bruxelles è semplice: senza regole e prove, il “metodo degli SMS scomparsi” non è più sostenibile.



















