Ancora disastro su Giustzia Meloniani – Nordio – Ora arriva anche Bruxelles – Ecco cosa accade

Il caso giustizia si sposta da Roma a Bruxelles e rischia di trasformarsi in uno scontro politico di dimensioni europee. Al centro della tensione c’è ancora una volta il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la sua riforma, che nel 2024 ha cancellato il reato di abuso d’ufficio dall’ordinamento italiano.

Ora però l’Unione Europea potrebbe ribaltare quella scelta. Domani il Parlamento europeo voterà una nuova direttiva anticorruzione che, tra i punti centrali, prevede proprio l’obbligo per gli Stati membri di introdurre un reato equivalente all’abuso d’ufficio.

Una decisione che, se approvata, avrebbe effetti diretti anche sull’Italia.

Il voto europeo che cambia lo scenario

La plenaria del Parlamento europeo si prepara a esprimersi su una direttiva destinata a segnare un passaggio importante nella lotta alla corruzione.

Nel testo, sostenuto da una larga maggioranza dei gruppi politici europei, è inserito un punto chiave:
gli Stati dovranno prevedere come reato le gravi violazioni commesse da funzionari pubblici nell’esercizio delle loro funzioni.

In pratica, una forma di abuso d’ufficio torna ad essere richiesta a livello europeo.

L’articolo 7 della direttiva parla chiaro: devono essere punite penalmente le condotte intenzionali che rappresentano un uso illecito del potere pubblico.

Antoci (M5S): “Stop alle zone franche”

A spingere per questa linea è anche il Movimento 5 Stelle, con l’europarlamentare Giuseppe Antoci, relatore del provvedimento.

Antoci è stato netto:

la corruzione è uno dei principali strumenti della criminalità organizzata

l’abuso d’ufficio è il “cuore” della direttiva

l’Europa deve evitare “zone franche”


Secondo l’esponente pentastellato, il governo italiano avrebbe tentato di bloccare questo passaggio durante i negoziati, proprio per difendere la riforma Nordio.

Ma ora il voto in plenaria potrebbe chiudere definitivamente la partita.

La riforma Nordio sotto pressione

La possibile approvazione della direttiva rappresenta una nuova batosta politica per Nordio.

La sua riforma aveva cancellato l’abuso d’ufficio con l’obiettivo di:

ridurre il cosiddetto “timore della firma” nei funzionari pubblici

limitare i procedimenti giudiziari ritenuti eccessivi

semplificare l’azione amministrativa


Ma le critiche non sono mai mancate, soprattutto da parte di opposizioni e magistratura, che hanno sempre sostenuto che l’eliminazione del reato avrebbe indebolito la lotta alla corruzione.

Ora è l’Europa a rilanciare quel tema.

Cosa succede se passa la direttiva

Se il Parlamento europeo approverà il testo, gli effetti potrebbero essere concreti e rapidi.

L’Italia, come tutti gli altri Stati membri, sarebbe infatti chiamata a:

adeguare la propria legislazione

reintrodurre una forma di reato per l’abuso di potere pubblico

rispettare i nuovi standard europei anticorruzione


Non si tratterebbe necessariamente di una copia identica del vecchio abuso d’ufficio, ma di un reato equivalente nei contenuti e negli effetti.

Lo scontro politico si allarga

La vicenda si inserisce in un momento già delicatissimo per il governo italiano.

Negli stessi giorni:

la riforma della giustizia è stata bocciata dal referendum

le opposizioni chiedono le dimissioni di Nordio

si apre il caso Santanchè con una mozione di sfiducia in arrivo


In questo contesto, il voto europeo rischia di diventare un ulteriore colpo politico per l’esecutivo.

Le opposizioni lo leggono già così: una sconfitta doppia, prima in Italia e poi in Europa.

Il nodo della sovranità legislativa

C’è poi un tema più ampio, che riguarda il rapporto tra diritto nazionale e diritto europeo.

Se la direttiva sarà approvata:

l’Italia non potrà ignorarla

dovrà recepirla entro i tempi stabiliti

dovrà modificare una legge appena approvata


Un passaggio che apre un dibattito politico rilevante:
quanto margine hanno i governi nazionali sulle politiche della giustizia quando interviene l’Unione Europea?

Maggioranza ed opposizioni su fronti opposti

Il confronto politico è destinato a irrigidirsi.

Da una parte la maggioranza difende la riforma Nordio, sostenendo che:

ha eliminato norme inefficaci

ha reso più chiara l’azione amministrativa

ha ridotto abusi giudiziari


Dall’altra, le opposizioni – in particolare il Movimento 5 Stelle – accusano il governo di aver:

indebolito i controlli sulla pubblica amministrazione

favorito zone grigie

cercato di ostacolare le regole europee

Un passaggio decisivo per la giustizia italiana

Il voto di domani non è solo tecnico.

È un passaggio politico che può:

riaprire completamente il capitolo dell’abuso d’ufficio

mettere in difficoltà il ministro Nordio

alimentare lo scontro tra governo e opposizioni

rafforzare il ruolo dell’Europa nelle politiche giudiziarie

Leggi anche

La partita si gioca ora

Tutto si deciderà nelle prossime ore.

Se la direttiva verrà approvata, l’Italia si troverà davanti a un bivio:
difendere la propria riforma o adeguarsi alle nuove regole europee.

In entrambi i casi, una cosa è già evidente:
la battaglia sulla giustizia non è finita. Anzi, è appena entrata in una nuova fase, ancora più complessa e politicamente esplosiva.

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