Dalle email interne spunta un nuovo dettaglio imbarazzante: le spese cimiteriali scaricate sulla Visibilia Srl. Un altro tassello nell’inchiesta che inchioda la ministra del Turismo
Crisantemi, gerbere, margherite. Non si tratta dell’allestimento floreale per un evento istituzionale, ma di un omaggio destinato alla tomba di famiglia della ministra del Turismo Daniela Santanchè. A occuparsene – a quanto emerge – non sarebbe stata lei in prima persona, bensì le sue società, con spese addebitate a Visibilia Srl, una delle aziende del gruppo da lei fondato. Una rivelazione che aggiunge l’ennesimo capitolo a una vicenda giudiziaria e politica sempre più intricata.
A portare alla luce questa nuova anomalia è un articolo de Il Fatto Quotidiano, firmato da Nicola Borzi e Thomas Mackinson, che ha avuto accesso a uno scambio di email interne risalente all’agosto del 2015. È proprio da quelle comunicazioni tra dirigenti del gruppo Visibilia che emerge la “vicenda cimiteriale”, come l’hanno già ribattezzata in ambienti parlamentari. Uno scambio che mostra chiaramente la consapevolezza da parte dei collaboratori della ministra della natura “poco opportuna” della spesa.
Mercoledì 12 agosto 2015, Francesco Maggioni scrive a Paolo Concordia e Federico Celoria: “Ciao Paolo, mi ha chiamato la fiorista di Cuneo che cura la tomba di famiglia della Dottoressa. Deve fare la fattura e te le girerà via mail Paolo. Lei aveva come riferimenti la Holding ma dato che lì non ci sono denari io le ho detto di emettere alla Spa, come dicitura ovviamente metterà mazzi di fiori senza specificare a cosa serve”.
Una mail che, da sola, basterebbe a sollevare dubbi sull’utilizzo disinvolto delle risorse societarie. Ma la risposta di Celoria, tre giorni dopo, aggrava ulteriormente il quadro. “Paolo, questa roba nn (sic) c’entra nulla con la Spa, non facciamo brutte figure addebitando ala (sic) Spa quotata fatture per costi di dubbia inerenza. Nascondiamo questo pietoso addebito nella Visibilia Srl. Grazie”. Il tono non lascia spazio a interpretazioni: si era pienamente consapevoli dell’irregolarità, tanto da decidere di non caricare la spesa sulla società quotata in Borsa, optando invece per una più “discreta” Visibilia Srl.
La vicenda, benché risalente a diversi anni fa, assume oggi un rilievo politico e giudiziario significativo. Daniela Santanchè è già coinvolta in un’inchiesta aperta dalla Procura di Milano che indaga sulle irregolarità contabili e fiscali delle sue società, in particolare su compensi non dichiarati, false comunicazioni sociali e operazioni sospette tra Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria.
Il caso dei fiori potrebbe sembrare marginale, ma in realtà è emblematico di un certo modus operandi: spese personali mascherate da costi aziendali, disinvoltura nella gestione delle risorse, confusione tra conti privati e conti societari. In un contesto in cui le imprese dovrebbero operare con rigore contabile, soprattutto se legate a personaggi pubblici, questi episodi assumono un peso ben più rilevante della cifra in sé.
Dal punto di vista politico, l’opposizione chiede chiarimenti e invoca le dimissioni. “Una ministra della Repubblica non può restare al suo posto con accuse così gravi sulle spalle”, ha dichiarato un esponente del M5S. Il centrosinistra parla di “vergogna istituzionale”, mentre Fratelli d’Italia e il governo mantengono il silenzio, trincerandosi dietro la linea del garantismo.
Leggi anche

L’Ultimo sondaggio del Referendum che spaventa Nordio – Il vento sta cambiando – Dati
La nuova media sondaggi aggiornata al 12 febbraio racconta un cambiamento che, a poche settimane dal voto, pesa più della
Resta però l’imbarazzo per un esecutivo che continua a difendere i propri ministri a prescindere dalla gravità delle accuse. E resta soprattutto la realtà di un’Italia in cui il potere, troppo spesso, viene gestito come una cosa privata. Anche – letteralmente – davanti a una tomba di famiglia.
L’inchiesta giudiziaria farà il suo corso. Ma la questione etica e politica è già sotto gli occhi di tutti. E con ogni nuova email che emerge, la posizione della ministra Santanchè diventa sempre più difficile da difendere.




















