Andrea Scanzi affonda tutto il CDX da Gasparri a Meloni sul caso Ranucci – Ecco cosa mostra a tutti

Roma, 17 ottobre 2025 — “Ora, a destra, stanno tutti piangendo lacrime amare sull’attentato a Ranucci. Ma voglio sperare che non tutti ancora in Italia siano deficienti da bersi qualsiasi cosa.”
Così Andrea Scanzi, giornalista e volto de Il Fatto Quotidiano, commenta con parole durissime la reazione del governo e dei partiti di destra all’attentato contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 ottobre a Campo Ascolano, vicino Roma.

“Quelli che oggi lo difendono, ieri lo attaccavano ogni giorno”

In due post pubblicati sui social, Scanzi smonta la retorica della “solidarietà bipartisan” esplosa dopo l’attacco, ricordando come molti dei protagonisti dell’attuale maggioranza abbiano negli anni querelato, denunciato o attaccato pubblicamente Ranucci e la redazione di Report.

“Querelato da Ignazio La Russa per un servizio poi archiviato, trascinato in tribunale da Giancarlo Giorgetti, denunciato dal capo di gabinetto di Palazzo Chigi Gaetano Caputi, messo nel mirino dal partito Fratelli d’Italia per una richiesta di risarcimento da 50mila euro, attaccato da chiunque si senta oltraggiato da un’inchiesta di Report”, scrive Scanzi.

E aggiunge un elenco di nomi che colpisce come una requisitoria politica:

“Flavio Tosi, Giovanbattista Fazzolari, Laura Ferrari (moglie di Giorgetti), Adolfo Urso, Maurizio Gasparri, Daniela Santanchè, Isabella Rauti, Marta Fascina, Arianna Meloni… Tutti questi ora esprimono solidarietà. Ma fino a ieri a Sigfrido hanno sparato sterco a raffica, complicandogli una vita già difficilissima. Imperdonabili.”

“Meloni parla di libertà di stampa, ma si è sempre comportata all’opposto”

In un altro post, Scanzi si rivolge direttamente alla premier Giorgia Meloni, accusandola di ipocrisia dopo il messaggio di solidarietà pubblicato su X, in cui la Presidente del Consiglio ha scritto che “la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie”.

“Eh no, Meloni. Così è troppo facile e non tutti sono deficienti e rincoglioniti come molti tuoi fan mononeuronali”, scrive il giornalista.
“Ora dici che ‘la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili’, ma tu e i tuoi compari di governo vi siete quasi sempre comportati all’opposto.”

Scanzi ricorda i continui attacchi di Fratelli d’Italia, della Lega e di Forza Italia contro le trasmissioni d’inchiesta come Piazzapulita, Fanpage e Report:

“Ti ricordo i tuoi continui attacchi a Piazzapulita e a Fanpage, e quelli dei tuoi alleati a Report. Ora ti rifai il maquillage dicendo che sei per la libertà d’informazione, ma tu, il tuo partito e la tua maggioranza dite e fate l’esatto contrario. Quindi almeno evita di prenderci ulteriormente in giro.”

Le querele al centro della polemica

Le parole di Scanzi si inseriscono in un dibattito acceso dopo che lo stesso Ranucci, in un’intervista e in numerose apparizioni televisive, ha ricordato di aver ricevuto 178 tra querele e richieste di risarcimento negli ultimi anni, molte delle quali proprio da membri dell’attuale governo Meloni o da esponenti di partiti di maggioranza.

Un dato che, sottolinea Scanzi, rende ancora più ipocrita la solidarietà tardiva di chi ha contribuito a creare un clima di delegittimazione nei confronti del giornalismo d’inchiesta.

Il riassunto di Scanzi su cosa ha scritto sui social su Gasparri:

  • Nel novembre 2023, in Commissione Vigilanza Rai, Maurizio Gasparri avrebbe ridicolizzato e delegittimato Sigfrido Ranucci, arrivando a esibire una carota e un “cognacchino” per schernirlo; alcuni presenti avrebbero riso.

  • Scanzi denuncia una campagna di derisione ripetuta contro Ranucci, oggi ancor più grave alla luce del recente attentato subito dal giornalista (pur senza collegare direttamente i fatti).

  • Per tono e clima, paragona l’atteggiamento di Gasparri a quello usato da Cuffaro contro Falcone in passato.

  • Conclude che Gasparri non merita il Parlamento e invita i lettori a ricordargli, con garbo ed educazione, le sue parole e azioni, senza cadere nell’insulto.

  • Il registro è apertamente indignato: Gasparri viene definito “irricevibile e imperdonabile”.

Un attacco alla “libertà di stampa di facciata”

L’editorialista del Fatto Quotidiano parla apertamente di “libertà di stampa di facciata”, denunciando la distanza tra le parole e i fatti del governo.

“Questi signori oggi si commuovono davanti alle telecamere, ma fino a ieri cercavano di imbavagliare la stampa, querelando chiunque non ripetesse il loro copione.
Ranucci ha continuato a fare giornalismo libero, e per questo è stato isolato, deriso, minacciato.”

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Conclusione: “Non cancellate anni di delegittimazioni con un tweet”

Il messaggio finale di Scanzi è tanto diretto quanto politico:

“Non potete cancellare anni di querele, di attacchi, di campagne denigratorie con un tweet di solidarietà.
La libertà di stampa si difende tutti i giorni, non solo quando una bomba esplode sotto casa di un giornalista.”

Le parole del giornalista hanno già raccolto migliaia di condivisioni e commenti, diventando uno dei post più discussi della giornata, mentre il dibattito sul caso Ranucci continua ad allargarsi, travolgendo la politica e riportando al centro il tema della libertà di informazione in Italia.

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