Andrea Scanzi attacca Giorgia Meloni dopo il meeting di Rimini: “Lacrime da…” – EPICO

Il discorso tenuto da Giorgia Meloni al Meeting di Rimini ha suscitato molte reazioni, ma una delle più dure è arrivata da Andrea Scanzi. Il giornalista e scrittore ha accusato la presidente del Consiglio di aver recitato un copione “pieno di bugie” e di aver usato un registro emotivo costruito ad arte, definendo il suo intervento una sequenza di “menzogne e lacrime di coccodrillo”.

Meloni, parlando della tragedia palestinese, ha affermato: “C’è chi scrive le mozioni e chi salva i bambini. Io sono fiera di far parte dei secondi”. Una frase che, nelle intenzioni della premier, voleva sottolineare l’impegno dell’Italia nel soccorrere i palestinesi arrivati nel nostro Paese.

L’accusa di ipocrisia

Secondo Scanzi, però, quel passaggio non rappresenta un atto di umanità, bensì l’ennesimo esempio di propaganda politica. Il giornalista ha ricordato come la cura dei pochi palestinesi sopravvissuti e arrivati in Italia non sia un gesto straordinario, ma “il minimo sindacale” che qualunque Stato civile dovrebbe garantire.

Il vero problema – sostiene Scanzi – è che il governo Meloni non avrebbe mai realmente agito per fermare le stragi a Gaza. Dopo 19 mesi di conflitto, il silenzio e la passività dell’Italia risulterebbero evidenti: “Al di là della commozione posticcia e tardiva di ieri – ha scritto Scanzi – Meloni non sta facendo NULLA per i palestinesi. Anzi, li ha traditi”.

Le scelte politiche contestate

A supporto delle sue accuse, Scanzi ha elencato i fatti che a suo avviso smentiscono le parole della premier:

nessuna battaglia in sede europea per imporre sanzioni a Israele;

nessun embargo sulle forniture di armi;

prosecuzione degli accordi di cooperazione militare con Tel Aviv;

nessun riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato.

Per il giornalista, la linea politica di Meloni è stata finora quella di proteggere Benjamin Netanyahu, definito un “amico criminale”, e di schierarsi dalla parte del governo israeliano, in sintonia con Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Propaganda e realtà

Il durissimo attacco non si limita al merito politico, ma tocca anche lo stile comunicativo della presidente del Consiglio. Scanzi ha definito il discorso di Rimini “pallosissimo, pieno di bugie” e pensato esclusivamente per la platea del Meeting, ironicamente ribattezzato la “Confraternita dei Bigotti Potenti e dei Reazionari Carnivori”.

Secondo l’editorialista, le lacrime di Meloni su Gaza sarebbero soltanto un espediente retorico per conquistare l’applauso facile e per presentarsi come leader compassionevole, mentre i fatti concreti dimostrerebbero tutt’altro.

Il contrasto tra parole e azioni

Il giudizio finale di Scanzi è netto: Meloni non avrebbe mai intrapreso azioni concrete per fermare il genocidio palestinese, anzi avrebbe preferito limitarsi a proclami e a frasi a effetto. “È questa la realtà, schifosa e brutale. Tutto il resto sono chiacchiere a uso e consumo degli elettori tonti e dei servi nostrani”, ha scritto.

Un attacco frontale, che non lascia spazio a interpretazioni, e che mette in evidenza una frattura profonda: da un lato la narrazione del governo, dall’altro la denuncia di chi considera la politica estera italiana sul conflitto in Medio Oriente complice e inadeguata.

Scrive Andrea Scanzi:
“LACRIME DI COCCODRILLO
Nel suo pallosissimo – e pieno di bugie – discorso di ieri a Rimini, ospite della Confraternita dei Bigotti Potenti e dei Reazionari Carnivori, Giorgia Meloni ha fatto due cose: mentire e piangere per finta.
Ha mentito sui dati dell’economia, sulla questione migranti, sulla magistratura. Su tutto.
E ha pianto per finta su Ga4a. Ha detto a un certo punto: “C’è chi scrive le mozioni e chi salva i bambini. Io sono fiera di far parte dei secondi”. Un discorso aberrante. In primo luogo, curare i pochi palestinesi che arrivano vivi in Italia non è un vanto: è proprio il minimo sindacale. Il dato grave è però un altro: Meloni non solo non ha detto nulla per 19 mesi di sterminio, ma – al di là della commozione posticcia e tardiva di ieri – non sta facendo NULLA per i palestinesi. Anzi.
I fatti: Meloni e il suo governo, sin qui, hanno protetto il loro amico criminale netaboia (adorato da Salvini e difeso da Tajani); non hanno combattuto per imporre sanzioni a Israele; niente embargo sulle armi (mentre proseguono le cooperazioni militari con Israele); e niente riconoscimento della Palestina.
E’ questa la realtà, schifosa e brutale. Tutto il resto son caxxate a uso e consumo del Meeting dei Padroni Bigotti di Rimini, degli elettori tonti, dei troll minorati su internet e dei tanti servi nostrani, assai presenti in giornali e tivù.”

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Conclusione

Lo scontro tra Giorgia Meloni e Andrea Scanzi segna l’ennesimo terreno di conflitto sul tema di Gaza, una questione che continua a dividere l’opinione pubblica italiana e internazionale. Da un lato il governo rivendica il suo impegno umanitario, dall’altro voci critiche accusano l’esecutivo di immobilismo e ipocrisia. Le parole della premier al Meeting e la replica di Scanzi sono due facce opposte di una narrazione che, ancora una volta, porta Gaza al centro del dibattito politico italiano.

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