Nel salotto di “Accordi & Disaccordi” su Nove, Andrea Scanzi affonda il colpo su Giorgia Meloni e Matteo Salvini: “Promettono sicurezza, ma tolgono libertà. La loro è solo propaganda, come il fantasy che ama la premier”. E avverte: “Il centrosinistra non cresce nemmeno davanti a questo fallimento”
“Bersani? Sempre lucido. Ma il vento non è ancora cambiato”
Scanzi apre con una riflessione su Pier Luigi Bersani, definito “sempre lineare, lucido e divertente”. Ma dissente da una sua recente dichiarazione secondo cui “il vento sta cambiando”: “Purtroppo – osserva – penso abbia torto. Genova non è l’Italia. Molti sono delusi da Meloni e dal governo, ma non stanno andando verso il centrosinistra. E soprattutto, gli astenuti non tornano a votare grazie a questa opposizione”.
Secondo il giornalista, non basta un successo alle amministrative per parlare di svolta: “È lecito essere ottimisti se ti chiami Schlein o Bersani, ma su scala nazionale finisce lì. Non c’è ancora nessun cambio di rotta reale”.
“La Meloni parla di centralità internazionale: ma dov’è?”
Scanzi passa poi all’intervento di Giorgia Meloni davanti a Confindustria, in cui la premier ha parlato di “centralità ritrovata dell’Italia nello scacchiere internazionale” e di una strategia basata su “serietà, efficacia e visione di lungo termine”.
L’analisi di Scanzi è tagliente: “Questo si chiama propaganda. È ovvio che l’oste dice che il suo vino è buono. Ma il vino della Meloni, per usare un eufemismo, non è un granché. Dov’è questa centralità? In politica estera non tocchiamo palla. Il presidente del Consiglio fa tutto quello che le dice Trump, e tace quando non capisce cosa voglia Trump”.
Poi snocciola i dati: “L’Istat parla chiaro. La crescita industriale è ferma, i salari sono i più bassi d’Europa, le diseguaglianze aumentano. L’Italia galleggia, o sprofonda. Di quale visione economica stiamo parlando?”.
“Il decreto sicurezza? Una misura liberticida”
Ma il passaggio più duro è riservato al decreto sicurezza, cavallo di battaglia di Matteo Salvini. Dopo aver mandato in onda un estratto in cui il ministro dice che chi blocca strade o aeroporti “ne pagherà le conseguenze”, Scanzi replica con un giudizio netto: “Voto: due. Questo decreto non ci rende più sicuri, ma meno liberi”.
Secondo il giornalista, “la sicurezza si vince con i fatti, non con le promesse aleatorie. Questo decreto è un misto tra inutilità crassa e spirito liberticida. È un attacco al dissenso, agli studenti, ai movimenti. Rischi anni di carcere se protesti contro una grande opera. È folle”.
Pur dichiarando di non considerare il governo Meloni “fascista”, Scanzi lo definisce “un esecutivo che detesta il dissenso” e che mostra “una tendenza vagamente autoritaria, repressiva verso chi alza la voce”.
L’ATTACCO A SALVINI: VOTO 2
Durante il suo intervento, Andrea Scanzi ha rivolto un duro attacco al ministro dell’Interno Matteo Salvini, criticando apertamente il nuovo decreto sicurezza promosso dalla maggioranza di governo.
“È vero che la sicurezza è un tema centrale”, ha ammesso Scanzi, “ed è vero anche che si vincono elezioni promettendola. Ma quella di Salvini e di questo governo non è una promessa concreta: è una promessa vuota, aleatoria, fatta solo di parole”.
Secondo il giornalista, il decreto sicurezza attualmente in discussione non garantisce affatto maggiore protezione ai cittadini, ma piuttosto limita pesantemente le libertà civili. “Non ci rende più sicuri”, ha detto, “ci rende solo più vincolati e meno liberi. Meno liberi di protestare, meno liberi di manifestare. Chi si oppone alle grandi opere o a certi provvedimenti rischia anni di carcere. E a rischiare, più di tutti, sono i giovani, come gli studenti che occupano le scuole: una pratica che ha fatto parte della storia di molti di noi”.
Scanzi ha definito il decreto “un misto di inutilità e repressione”, sottolineando come sia “intriso di una crassa inutilità” e, allo stesso tempo, “profondamente illiberale”. Pur specificando di non ritenere il governo Meloni un governo fascista, ha evidenziato con forza la tendenza dell’esecutivo a reprimere il dissenso.
“È un governo che detesta il dissenso”, ha affermato, “e che mostra tratti vagamente liberticidi. Il decreto sicurezza, tanto caro a Salvini, va esattamente in questa direzione”.
“Una narrazione che funziona. Ma l’opposizione dov’è?”
La riflessione finale riguarda lo stato dell’opposizione: “Nonostante tutti i fallimenti del governo, non cresce il centrosinistra. E questo è davvero curioso. Se fossi in loro, mi farei molte domande”.
La narrazione della destra funziona – secondo Scanzi – perché intercetta il bisogno di rassicurazione, ma non risolve nulla. “Promettono sicurezza mentre tagliano gli strumenti delle indagini. Raccontano una ripresa mentre l’Istat ci smentisce. È un fantasy, e la Meloni ama Tolkien. Ma lui nel fantasy era molto più bravo”.
Leggi anche

Figuraccia OLIMPICA RAI – Ecco cosa è successo – Telemeloni colpisce ancora? L’accaduto shock
La cerimonia d’apertura di Milano-Cortina doveva essere la vetrina perfetta: spettacolo, orgoglio nazionale, racconto all’altezza di un evento planetario. E
Gaza e il governo che tace: “Nessun piano, solo retorica”
Nella stessa puntata, a chiusura di trasmissione, Marco Travaglio ha riportato l’attenzione sulla questione Gaza, legando la mancanza di piani reali alla propaganda anche in politica estera.
“Si parla di genocidio, di crimini, ma nessuno dice cosa succede dopo. Le parole forti sono diventate un alibi per non fare nulla. Si tace, si prende tempo. E intanto si muore”.
Un filo rosso unisce le analisi dei due giornalisti: governi che raccontano un’altra realtà, e opposizioni troppo deboli per contrastarla. La domanda resta sul tavolo: chi ha il coraggio di proporre davvero qualcosa di diverso?


















