Andrea Scanzi e l’attacco epico a Maurizio Gasparri… “Pulisciti la bocca quando…” – Epico

Andrea Scanzi non usa mezzi termini e risponde con durezza a Maurizio Gasparri dopo le parole del senatore di Forza Italia contro Lucia Goracci, storica inviata del TG3. Gasparri aveva accusato la giornalista di aver “fatto la negazionista” sugli orrori del 7 ottobre, scatenando la replica del sindacato Rai e di numerosi colleghi.

“Ma pulisciti la bocca quando parli di una grande giornalista come Lucia Goracci, fenomeno!”, scrive Scanzi sui social, aggiungendo: “Roba da matti. Ancora uno come Gasparri parla. Che paese irrecuperabile che siamo…”.

Il caso Goracci

La polemica nasce dalle dichiarazioni di Gasparri, che ha attaccato duramente Lucia Goracci accusandola di minimizzare le violenze avvenute il 7 ottobre. Un’accusa pesante, che ha provocato la reazione immediata dell’Usigrai: “Basta trasformare il servizio pubblico in un megafono della peggiore propaganda”, hanno replicato i rappresentanti del sindacato dei giornalisti Rai, difendendo la professionalità e il lavoro dell’inviata.

La replica del mondo giornalistico

Lucia Goracci è una delle giornaliste italiane più note a livello internazionale, con una lunga carriera da inviata in aree di guerra e di crisi. Il suo lavoro è stato spesso riconosciuto anche all’estero per il rigore e la capacità di raccontare le zone più difficili del mondo. Per questo, le parole di Gasparri hanno scatenato non solo la replica di Scanzi, ma anche una valanga di solidarietà da parte di colleghi e operatori dell’informazione.

Un attacco che divide

L’episodio si inserisce in un clima già acceso attorno alla Rai e al ruolo del servizio pubblico, sempre più accusato di essere terreno di scontro politico e di subire pressioni che rischiano di comprometterne la credibilità. La vicenda Goracci diventa così anche un caso politico e culturale, con la netta contrapposizione tra chi difende la libertà di informazione e chi accusa la televisione pubblica di faziosità.

Andrea Scanzi ha scelto di difendere senza esitazioni la collega, colpendo frontalmente Gasparri con un attacco che sta già facendo discutere.

Poco fa Scanzi su Gasparri:

“Che questo ameno soggetto sbiascichi e ciancichi ancora in tivù è imbarazzante.
Che questo esimio brodo primordiale attacchi e diffami sistematicamente giornalisti, artisti e intellettuali, per ultima una grande professionista come Lucia Goracci, è l’ennesima vergogna.
Che questo illustre statista da operetta moscia bivacchi da ottocento anni in parlamento è l’ulteriore prova dell’agonia incurabile di questo paese.
P.S. Ovviamente, quando qualcuno lo querela per diffamazione, l’insigne e coraggioso Churchill alla vaccinara – che tutto il mondo ci invidia – si fa puntualmente proteggere dall’immunità parlamentare.”

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Il botta e risposta tra Andrea Scanzi e Maurizio Gasparri non è solo l’ennesima rissa social: è il sintomo di un clima in cui la delegittimazione personale rischia di travolgere la credibilità dell’informazione. La difesa di Lucia Goracci — inviata con un curriculum solido in scenari di guerra — richiama un punto essenziale: contestare le idee è legittimo, screditare le persone con etichette infamanti no. La vicenda riapre il nodo del servizio pubblico, stretto tra pressioni politiche e dovere di rigore: se il confronto scivola nell’insulto, a perdere sono i cittadini, che hanno diritto a cronache documentate e a un dibattito rispettoso dei fatti.

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