Andrea Scanzi senza Freni asfalta in diretta da Berlinguer il solito Donzelli – IL SUPER VIDEO

Non sono mancati i momenti di tensione nell’ultima puntata di È Sempre Cartabianca, il talk show condotto da Bianca Berlinguer, dove si è consumato un acceso scontro tra Andrea Scanzi e Giovanni Donzelli (FdI), con al centro due temi caldi: la crisi umanitaria a Gaza e la partecipazione al referendum sul lavoro.

Ma a infiammare il dibattito è stata soprattutto l’analisi senza filtri di Scanzi, che ha accusato il governo Meloni di “piegarsi in silenzio alla linea degli Stati Uniti” e di “non fare assolutamente nulla per fermare la strage” in Medio Oriente. Un attacco frontale, documentato anche da un durissimo scambio verbale con Donzelli, che ha preferito rispondere con smorfie, sarcasmo e agitazione più che con argomentazioni. E nel video guardate la berlinguer che li inchioda.

“Meloni tace per non disturbare gli USA: da solidale coi palestinesi a succube di Trump”

“Giorgia Meloni un tempo si professava vicina alla causa palestinese”, ha ricordato Andrea Scanzi. “Poi ha vinto le elezioni e ha iniziato a tacere. Perché? Perché quando si governa, non si vuole disturbare chi comanda. E chi comanda, nel mondo occidentale, sono gli Stati Uniti. Questo governo, come molti altri in Europa, è paralizzato dalla paura di irritare Washington e Netanyahu”.

Secondo il giornalista, la premier italiana “sta solo aspettando che Trump torni alla Casa Bianca, per potersi allineare completamente alla sua linea. È pronta a diventare ancora più trumpiana di prima”. Un’accusa durissima, accompagnata da un elenco di “non-azioni” concrete da parte del governo italiano sulla crisi di Gaza.

Donzelli non risponde, agita le braccia. Scanzi: “Replicare sarebbe troppo difficile?”

La replica di Donzelli non è mai arrivata, se non sotto forma di gesti plateali e continui scuotimenti del capo. “Ho parlato per cinque minuti, lui ha agitato le braccia come un cartone animato e non ha risposto a una singola questione. Né su Gaza, né sui morti civili, né sulla nostra responsabilità morale”, ha affermato Scanzi, visibilmente infastidito.

Berlinguer ha cercato di riportare ordine in studio, ma la tensione è rimasta palpabile per tutta la durata dello scontro. “Quando uno non ha argomenti – ha aggiunto Scanzi – fa teatro. Ma gli italiani meritano chiarezza, non pantomime da salotto televisivo”.

Referendum e partecipazione popolare: “Quei 12 milioni meritano rispetto, non scherno”

Altro nodo dello scontro: la lettura politica del referendum sul lavoro, che non ha raggiunto il quorum ma ha visto comunque 12 milioni di cittadini recarsi alle urne. “È scandaloso che il governo – ha detto Scanzi – abbia invitato la gente ad andare al mare. E ancora più scandaloso che adesso derida chi ha votato”.

Donzelli, secondo Scanzi, “non rappresenta un’istituzione, ma una tifoseria. La sua reazione è l’ennesima dimostrazione di quanto questo governo sia distante dalla realtà delle persone, da chi vive di precarietà e salari bassi”.

Gaza e il peso della coscienza: “Chi governa e tace è complice”

In chiusura, Andrea Scanzi ha voluto ribadire il cuore del suo intervento: “Si può discutere su molte cose, ma davanti a bambini che muoiono di fame sotto le bombe, non si può tacere. Non si può essere complici. E oggi questo governo è complice, non perché bombarda, ma perché tace. Perché accetta. Perché si gira dall’altra parte”.

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Conclusione

Lo scontro tra Scanzi e Donzelli a È Sempre Cartabianca va oltre le schermaglie televisive. Riflette un clima politico teso, in cui le opposizioni denunciano una destra “muta e piegata” su Gaza e distante dai bisogni reali degli italiani, mentre esponenti della maggioranza si rifugiano nei gesti, negli slogan e nella polemica sterile.

Ma, come ha detto Scanzi, “la politica è il luogo della responsabilità. E davanti a certe tragedie, chi ha potere e tace non è neutrale. È complice”.
VIDEO:

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