Nel corso dell’ultima puntata di Accordi & Disaccordi su Nove, condotta da Luca Sommi, il giornalista Andrea Scanzi ha commentato duramente il messaggio di solidarietà espresso dalla premier Giorgia Meloni nei confronti di Sigfrido Ranucci, dopo l’attentato intimidatorio che ha distrutto le auto del conduttore di Report davanti alla sua abitazione a Pomezia.
Per Scanzi, il comunicato della Presidente del Consiglio – nel quale Meloni condanna “con fermezza” l’atto e ribadisce che “la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili” – appare “inattaccabile nelle parole ma ipocrita nei fatti”.
“Un voto a Meloni? Tre. Perché il suo passato parla chiaro”
“Il voto purtroppo è un 3”, ha esordito Scanzi in diretta da Sommi. “Non per quello che Giorgia Meloni ha detto, che è di per sé ineccepibile – avrebbe potuto dirlo Mattarella o qualsiasi rappresentante delle istituzioni – ma per il suo passato e quello della sua maggioranza”.
Il giornalista del Fatto Quotidiano ha ricordato infatti i numerosi attacchi che Meloni e altri esponenti di Fratelli d’Italia avevano rivolto negli anni a Ranucci e alla redazione di Report.
“Sulla mia pagina Facebook ho pubblicato tre post del 2019 in cui Meloni si scagliava contro Ranucci, mettendo in dubbio la sua professionalità e definendo il suo giornalismo d’inchiesta ‘fazioso’. Sono parole che oggi, di fronte a una bomba sotto casa, suonano quantomeno stonate.”
“Da Gasparri a La Russa: la lista degli attacchi a Report”
Scanzi ha poi ricordato che le critiche al programma di inchiesta di Rai 3 non provenivano solo dalla leader di FdI, ma da molti esponenti dell’attuale governo.
“Mi ricordo gli attacchi di Gasparri, di La Russa, di Fazzolari, di Arianna Meloni… Tutte persone che oggi siedono al vertice dello Stato o del partito di governo. Per anni hanno accusato Ranucci di essere un militante, un manipolatore, un ‘giornalista di parte’. Ora parlano di libertà di stampa, ma quella libertà l’hanno spesso messa in discussione.”
Schlein-Meloni, il nuovo scontro: “Quando l’estrema destra governa, la libertà è a rischio”
Nel corso della trasmissione, Luca Sommi ha mostrato anche il duro botta e risposta tra Elly Schlein e Giorgia Meloni, scoppiato nelle ore successive all’attentato.
La segretaria del PD, intervenuta ad Amsterdam a un incontro del Partito Socialista Europeo, aveva dichiarato:
“Esprimo solidarietà a Sigfrido Ranucci. La libertà d’espressione è in pericolo quando l’estrema destra è al governo.”
La replica della premier non si è fatta attendere:
“Siamo al puro delirio. Vergogna a Elly Schlein che va in giro per il mondo a diffondere falsità e a gettare ombre inaccettabili sul nostro Paese.”
Commentando lo scontro, Scanzi ha preso posizione:
“La Schlein ha detto una cosa vera. Nessuno pensa che la Meloni sia responsabile dell’attentato – e ci mancherebbe altro – ma è innegabile che, quando il potere politico non difende con forza chi fa giornalismo scomodo, contribuisce a isolarlo. E questo è il problema.”
“Non siamo l’Ungheria, ma il segnale è preoccupante”
Scanzi ha voluto chiarire che l’Italia resta una democrazia solida, ma ha avvertito sui rischi del clima politico:
“Non siamo l’Ungheria, non siamo l’Argentina. Ma quando una premier che per anni ha delegittimato giornalisti d’inchiesta si riscopre improvvisamente paladina della libertà di stampa, è chiaro che qualcosa non torna. È un segnale preoccupante, anche solo per la percezione pubblica.”
Secondo il giornalista, l’attentato a Ranucci non deve essere ridotto a una questione di propaganda o di schieramento politico, ma dovrebbe spingere l’intera classe dirigente – di maggioranza e opposizione – a interrogarsi sullo stato reale del giornalismo in Italia.
“Ranucci è un simbolo del giornalismo vero”
In chiusura, Scanzi ha ribadito la sua stima per il conduttore di Report, definendolo “uno dei pochi che fa ancora giornalismo vero, senza padroni e senza paura”.
“Quando un cronista come Ranucci diventa bersaglio, non solo fisico ma anche mediatico, significa che sta toccando nervi scoperti. E questo dovrebbe preoccupare tutti, anche chi non condivide le sue inchieste.”
Leggi anche

Terremoto politco a Salerno: si dimette il sindaco… E spunta il nome shock – Ecco cosa sta accadendo
Un terremoto politico, improvviso solo in apparenza, scuote Salerno e riapre scenari che fino a poche settimane fa sembravano soltanto
VIDEO:
La puntata di Accordi & Disaccordi ha così messo a confronto due visioni opposte: da un lato quella del governo, che parla di libertà e condanna la violenza; dall’altro quella di chi, come Scanzi, ricorda le contraddizioni e le responsabilità morali di chi per anni ha alimentato un clima di sospetto verso il giornalismo d’inchiesta.
Un confronto che, come ha sottolineato Luca Sommi in chiusura di trasmissione, “non riguarda solo Sigfrido Ranucci, ma il senso stesso della libertà di informazione nel nostro Paese”.



















