Arianna Meloni beccata dai giornalisti – Ma arriva la reazione shock che fa scalpore – VIDEO assurdo

La sorella della premier attacca i giornalisti dopo le rivelazioni di Repubblica e le polemiche sulla multa del Garante. Ma la sua replica diventa un boomerang

Roma, 10 novembre 2025 – ore 23:10
Toni infuocati e una nuova polemica politica attorno al caso Report, dopo che nella puntata di DiMartedì su La7 è stata mostrata la reazione di Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia e dirigente di Fratelli d’Italia, alle domande dei giornalisti.
Nel video, diventato virale sui social, Meloni replica in modo sprezzante a chi le chiedeva conto delle rivelazioni di Repubblica:

“Ma lei non ha letto i giornali stamattina? Perché mi sembra che chi li abbia risposto ampiamente. Avete, forse, una forma di ostruzione che dovreste curare, ragazzi. Buon lavoro!”.

Una frase che ha immediatamente scatenato polemiche per il tono sarcastico e aggressivo nei confronti della stampa, proprio nei giorni in cui la libertà d’informazione è al centro dello scontro politico.

La mail di Ghiglia: “Domani vado da Arianna Meloni”

Le parole della sorella della premier arrivano poche ore dopo l’articolo pubblicato da la Repubblica, firmato da Giuliano Foschini, secondo cui Agostino Ghiglia, componente del Garante per la Privacy indicato da Fratelli d’Italia, avrebbe scritto una mail agli uffici dell’Autorità alla vigilia della multa inflitta a Report.
Nel messaggio, datato poche ore prima della decisione, Ghiglia annunciava:

“Domani vado da Arianna Meloni”.

Una frase che, nel contesto dell’inchiesta, solleva dubbi pesanti sul possibile conflitto d’interessi e sulle pressioni politiche esercitate sull’Autorità che ha sanzionato la trasmissione di Rai 3 dopo un servizio proprio su Arianna Meloni.

La difesa di Arianna Meloni diventa un caso politico

La reazione di Arianna Meloni, mostrata a DiMartedì, era probabilmente pensata come una battuta. Ma il tono sprezzante, in un momento di massima tensione, ha trasformato la replica in un boomerang comunicativo.
Il video, diffuso sui canali ufficiali del programma condotto da Giovanni Floris, ha raccolto in poche ore migliaia di visualizzazioni e commenti, molti dei quali accusano la sorella della premier di “arroganza” e “disprezzo verso la stampa libera”.

“Chi governa deve rispondere con trasparenza, non con sarcasmo. Le parole di Arianna Meloni sono il simbolo dell’atteggiamento del potere verso chi fa domande scomode”,
ha commentato il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, intervenuto in Aula nelle stesse ore per denunciare “l’attacco sistematico del governo contro Report e il giornalismo indipendente”.

Libertà di stampa sotto pressione

Il caso si intreccia con il dibattito già rovente sulla libertà di stampa, esploso dopo la multa a Report e le polemiche per la presunta ingerenza del Garante della Privacy.
Nelle ultime 48 ore, le opposizioni hanno chiesto in Parlamento l’azzeramento del collegio del Garante, mentre la presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia (M5S) ha parlato di “un episodio gravissimo, che mina la fiducia dei cittadini nella libertà di informazione”.

Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni non ha commentato pubblicamente la vicenda, lasciando che a parlare fosse la sorella — ma la sua risposta ironica rischia ora di alimentare ulteriormente lo scandalo.

Il caso Report–Arianna Meloni–Ghiglia si sta trasformando in un simbolo dello scontro tra politica e giornalismo d’inchiesta nell’Italia del 2025.
Da una parte, il governo accusa i media di “campagne ideologiche”; dall’altra, i giornalisti e le opposizioni denunciano un clima sempre più ostile e intimidatorio verso la stampa indipendente.

E la frase di Arianna Meloni, “Forse avete un problema di ostruzione, curatevi”, resterà probabilmente come l’immagine più eloquente di un potere che deride invece di rispondere.

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VIDEO:
In conclusione, la battuta di Arianna Meloni non spegne il caso: lo amplifica. In un momento in cui l’indipendenza delle Autorità e la libertà di stampa sono sotto i riflettori, il sarcasmo verso i cronisti suona come un rifiuto di rispondere nel merito, trasformando una replica estemporanea in un boomerang politico-comunicativo.

Se si vuole ricucire il cortocircuito tra potere e informazione, servono atti chiari: spiegazioni puntuali sulla mail di Ghiglia, trasparenza sui rapporti tra politica e Garante, rispetto istituzionale verso chi fa domande scomode. Senza questi passaggi, resterà l’immagine di un potere che deride invece di chiarire—e a pagare sarà la fiducia dei cittadini.

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