Arriva il servizio di Report di Sigfrido Ranucci che vi lascerà colo fiato in sospeso – L’ANTEPRIMA VIDEO

Sarà una puntata destinata a far discutere quella in onda stasera alle 20.30 su Rai 3 e su RaiPlay. Report, il programma d’inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci, presenta un’esclusiva assoluta: la voce di Giovanni Falcone, ricostruita grazie all’intelligenza artificiale, torna a parlare. E racconta una verità scomoda, rimasta troppo a lungo sepolta sotto il peso dei segreti di Stato e delle reticenze istituzionali.

 

Falcone e le audizioni mai ascoltate: nel mirino la P2, i servizi e la destra eversiva

Partendo da audio frammentari e semidistrutti, la redazione di Report è riuscita a dare nuova vita alle parole del magistrato simbolo della lotta alla mafia, ricostruendo con fedeltà filologica e AI vocale alcune sue dichiarazioni del 1988 e 1990 davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia. Si tratta di audizioni rimaste secretate per anni e desecretate solo nel 2021 dalla commissione presieduta da Nicola Morra.
In quei verbali, Falcone non si limita a parlare di Cosa Nostra, ma apre scenari inquietanti: il ruolo della destra eversiva, della loggia P2 di Licio Gelli e di apparati deviati dei servizi segreti nella strategia della tensione e, forse, nei contorni mai chiariti di alcune delle più feroci stragi italiane.

La morte di Piersanti Mattarella e il “buco nero” di Capaci

Tra le rivelazioni più clamorose annunciate da Report, c’è la ricostruzione dell’omicidio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana, fratello dell’attuale Capo dello Stato, ucciso nel 1980. Per anni attribuito alla mafia, quel delitto – secondo quanto emerge dalle parole di Falcone – avrebbe avuto mandanti e complicità fuori da Cosa Nostra, in ambienti eversivi e politici.

Ma non solo: il programma indaga anche sulla strage di Capaci (1992) e su quella di via D’Amelio (1992), con testimonianze e documenti inediti che avrebbero individuato una presenza anomala sulla scena del crimine: quella di Stefano Delle Chiaie, storico leader di Avanguardia Nazionale, organizzazione neofascista coinvolta in numerosi episodi della strategia della tensione.

L’inibitoria di Mario Mori e la polemica sui mandanti esterni

A tentare di fermare la messa in onda della puntata è stato l’ex generale dei Carabinieri Mario Mori, già imputato e assolto in processi sulla trattativa Stato-mafia. Mori ha presentato un’inibitoria, contestando la ricostruzione giornalistica e definendo l’operazione “ideologica e infondata”.

In una memoria consegnata alla Commissione antimafia, Mori ha puntato il dito contro “l’accoppiata Repici/Report” (in riferimento anche all’avvocato Fabio Repici, legale di parte civile in diversi processi sulle stragi), accusata di “tentare di rivitalizzare la pista nera come più credibile delle sentenze già emesse”.

Ma proprio questa reazione rafforza l’impatto della puntata, che promette di aprire nuovi scenari su una stagione ancora oggi oscurata da silenzi, depistaggi e mezze verità.

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Ranucci: “Un lavoro giornalistico su materiali pubblici e dimenticati”

Sigfrido Ranucci ha difeso la scelta della redazione: “Abbiamo lavorato su documenti ufficiali, desecretati dal Parlamento, e su materiali audio resi inutilizzabili. L’intelligenza artificiale non inventa nulla: ricostruisce fedelmente una voce, da testi reali e pubblici. Chi ha paura, forse, teme che la verità venga ascoltata da milioni di cittadini”.

La puntata, già definita sui social come “storica”, sarà disponibile in streaming su RaiPlay subito dopo la messa in onda.
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