Il Movimento 5 Stelle torna stabilmente sopra quota 13%, mentre Fratelli d’Italia resta primo partito ma registra un arretramento. È uno degli elementi più evidenti che emergono dalle ultime tabelle del sondaggio YouTrend per Sky TG24, che fotografano sia le intenzioni di voto sia il clima generale su governo e leader: il dato politicamente più pesante, però, è un altro. Il giudizio negativo sull’operato del governo sale fino al 62%, mentre quello positivo si ferma al 29%.
È un quadro che, letto insieme, racconta due dinamiche parallele: da un lato un riequilibrio lento ma percepibile tra le opposizioni (con PD in crescita e M5S sopra il 13), dall’altro un peggioramento del sentiment verso l’esecutivo e una flessione della fiducia personale nella presidente del Consiglio.
Intenzioni di voto: FdI primo ma in netto calo, PD cresce di poco, M5S sopra il 13%
Nella classifica dei partiti, Fratelli d’Italia resta nettamente al comando con 27,8%, ma registra un calo di 0,7 punti (variazione indicata rispetto al 3/11). Il Partito Democratico è al 22,1% e cresce di 1 punto, segnando il movimento più rilevante tra i principali partiti.
Il Movimento 5 Stelle si attesta al 13,4% (variazione -0,1), confermando però un dato politicamente significativo: è oltre la soglia del 13%, quindi non si tratta di un rimbalzo episodico ma di una posizione consolidata nella fotografia del sondaggio.

Dietro i primi tre:
Lega: 7,8% (-0,5)
Alleanza Verdi-Sinistra: 7,7% (+0,2)
Forza Italia: 7,6% (-0,4)
La fascia dei partiti minori completa il quadro con:
Azione: 3,9% (-0,9)
PiùEuropa: 2,8% (+1,3)
Italia Viva: 1,9% (-0,1)
Noi Moderati: 0,8% (+0,1)
Un altro partito: 4,2% (-0,1)
Il dato che pesa: astenuti e indecisi restano enormi
Il blocco Astenuti/Indecisi è al 39,6% (con una variazione di -1,3). È un numero gigantesco che ridimensiona qualsiasi lettura “trionfalistica” o “catastrofista”: una quota molto ampia del Paese, secondo questa rilevazione, non si colloca ancora in modo netto.
Allo stesso tempo, però, anche una riduzione di questo bacino può cambiare gli equilibri: se una parte di indecisi torna a votare, la direzione dei flussi (verso chi) diventa la vera partita politica.
Operato del governo: negativo al 62%, positivo al 29%
Qui sta la fotografia più problematica per Palazzo Chigi. Il 62% esprime un giudizio negativo sull’operato del governo, in crescita di 3 punti. Il giudizio positivo scende al 29%, in calo di 3 punti. Il 9% risponde “Non so” (stabile).
Questo significa che la percezione complessiva peggiora: non è un semplice spostamento marginale, ma un allargamento della forbice tra critici e sostenitori. E quando il giudizio negativo supera stabilmente il 60%, diventa un indicatore politico che pesa anche sulle scelte comunicative e sulle priorità che il governo sarà spinto a rivendicare.
Fiducia nei leader: Meloni in calo, Conte in crescita, Schlein in crescita
Le tabelle sulla fiducia personale mostrano un altro segnale chiaro: Giorgia Meloni registra una flessione. La fiducia nella presidente del Consiglio è al 31% (variazione -3), mentre il 64% dichiara di non avere fiducia (5% non sa/non conosce).
Nel confronto, ecco gli altri leader indicati:
Sergio Mattarella: fiducia 61% (-2), non fiducia 34%, non sa 5%
Giuseppe Conte: fiducia 27% (+1), non fiducia 65%, non sa 8%
Elly Schlein: fiducia 26% (+1), non fiducia 67%, non sa 7%
Antonio Tajani: fiducia 25% (-2), non fiducia 61%, non sa 14%
Il punto politico, qui, non è solo chi “vince” la classifica (Mattarella resta nettamente primo), ma la direzione dei movimenti: Meloni scende, mentre Conte e Schlein salgono (anche se di un punto). Sono variazioni piccole, ma coerenti con il dato generale sull’operato del governo: se cresce il giudizio negativo, spesso si riflette anche sulla fiducia nel leader che guida l’esecutivo.
Cosa racconta davvero questa fotografia
Mettendo insieme i tre blocchi (voto, giudizio sul governo, fiducia nei leader) emerge un quadro abbastanza lineare:
FdI resta primo partito, ma non è in fase espansiva: arretra.
Il PD cresce e consolida la seconda posizione.
Il M5S resta sopra il 13%, quindi mantiene un peso decisivo nel campo dell’opposizione.
Il sentiment sull’esecutivo peggiora: negativo al 62%.
La fiducia in Meloni cala, mentre quella in Conte e Schlein registra piccoli aumenti.
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Il dato “M5S oltre il 13” è importante perché indica una tenuta, ma il vero campanello d’allarme per Palazzo Chigi è il combinato di giudizio negativo al 62% e fiducia in Meloni in calo. In politica, quando l’umore generale si incupisce, la partita smette di essere “solo numeri” e diventa racconto: chi riesce a spiegare meglio perché le cose vanno male (o perché dovrebbero andare meglio) acquisisce un vantaggio.




















