Una settimana di polemiche
Enzo Iacchetti non si tira indietro. Dopo il duro scontro con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, nello studio di È sempre Cartabianca su Rete4, il conduttore e attore è tornato sull’episodio durante la puntata di Accordi&Disaccordi condotta da Luca Sommi sul Nove. Un’occasione per spiegare la sua “furia”, che lui stesso ha definito non diplomatica né misurata, ma profondamente umana.
“Ho fatto una supplenza morale”
“Mi sono sentito in dovere di fare una supplenza morale per chi sa delle cose e non le dice – ha spiegato Iacchetti –. Era l’unico modo per riportare la realtà in un contesto troppo distorto. Ho rotto la quarta parete, ho rotto il palco perché ci sono delle regole etiche che vengono prima di tutto”. L’attore ha raccontato come la reazione del pubblico sia stata sorprendente: “La cosa più bella sono stati gli abbracci della gente comune per strada e i messaggi di solidarietà. In tanti mi hanno detto: hai detto quello che pensiamo noi”.
L’accusa a Mizrahi
Iacchetti non ha risparmiato nuove critiche a Mizrahi, accusandolo di aver partecipato al programma con modalità ingannevoli: “Si era proposto come nemico acerrimo di Netanyahu, ma così non era. Era venuto solo per fare propaganda”. E ancora: “Io non sono un opinionista, sono un attore che parla come un uomo normale. Non volevo contraddittori, non perché sia antidemocratico, ma perché di fronte a un genocidio non si può fingere che esistano due verità”.
Scanzi: “Iacchetti ha tolto il tappo dell’indignazione”
A sostegno di Iacchetti è intervenuto Andrea Scanzi, ospite fisso della trasmissione e primo giornalista a difenderlo pubblicamente subito dopo lo scontro in diretta. “Enzo Iacchetti martedì sera ha detto ciò che dice da anni – ha chiarito Scanzi –. Chi lo critica pensando che si sia improvvisato esperto di Palestina non sa nulla della sua storia. Enzo ha avuto il merito di togliere il tappo dell’indignazione popolare che era dentro milioni di italiani. Ha dato voce a chi da tempo prova dolore e rabbia per Gaza”.
“Sul genocidio non può esserci contraddittorio”
Il giornalista ha poi sottolineato un punto cruciale: “Iacchetti è stato coraggioso nel rifiutare un contraddittorio falso. Non si può mettere sullo stesso piano chi nega i crimini e chi denuncia il genocidio. Durante l’Olocausto non avremmo mai messo da una parte un ebreo e dall’altra Goebbels. Sarebbe stata una follia. Qui è lo stesso: quando si parla di genocidio non può esistere contraddittorio, esiste una sola verità: lo sterminio e il dolore di un popolo”.
Una vicenda che divide
L’intervento di Iacchetti ha diviso il mondo politico e mediatico, ma anche rafforzato il legame con una parte di opinione pubblica che si è riconosciuta nella sua rabbia. Se da un lato non sono mancate accuse e polemiche, dall’altro l’attore ha ricevuto un’ondata di solidarietà trasversale. Come lui stesso ha ribadito in diretta: “Non sono di destra o di sinistra, sono solo dalla parte di quella povera gente. Ho fatto quello che altri non hanno avuto il coraggio di fare”.
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La vicenda Iacchetti, rilanciata da Accordi&Disaccordi, si conferma come uno dei momenti mediatici più discussi e simbolici del dibattito italiano sul conflitto in Medio Oriente. La sua “furia umana”, come l’ha definita, ha rotto i canoni del talk show tradizionale trasformandosi in un atto di denuncia che ha fatto emergere un sentimento diffuso nella società. Le parole di Andrea Scanzi hanno rafforzato questa lettura: non un semplice sfogo, ma un gesto che ha tolto “il tappo dell’indignazione” di milioni di cittadini. Resta il fatto che lo scontro divide e polarizza, ma segna anche un punto fermo: di fronte a un genocidio non bastano le regole del dibattito, serve il coraggio di prendere posizione.


















