Arriva la denuncia di Patuanelli alla Maggioranza – Ecco cosa stanno combinando – IL VIDEO

L’accusa sul “canguro” in Aula e l’esclusione dalla Commissione Antimafia

Stefano Patuanelli, senatore del Movimento 5 Stelle, ha lanciato un duro atto d’accusa contro la maggioranza di governo, parlando apertamente di una “dittatura” parlamentare. La denuncia, diffusa tramite un video pubblicato sui social, si concentra su due vicende cruciali: l’applicazione del cosiddetto “canguro” nella discussione sulla riforma della giustizia e la proposta di escludere due noti magistrati dalla Commissione parlamentare antimafia.

Il “canguro” sulla riforma costituzionale della giustizia

Secondo quanto dichiarato da Patuanelli, la maggioranza avrebbe appena legittimato l’uso del “canguro” — una tecnica parlamentare che consente di accorpare e respingere in blocco una serie di emendamenti — anche in sede di commissione, con la motivazione che la riforma costituzionale sulla giustizia è già incardinata in Aula. Questo, secondo il capogruppo M5S, comporta di fatto l’annullamento della discussione parlamentare anche nelle fasi preliminari.

“Citano precedenti che non riguardano riforme costituzionali”, afferma Patuanelli, sottolineando la gravità del precedente che si sta creando. Per il Movimento 5 Stelle, si tratta di un pericoloso slittamento dei poteri che riduce il confronto democratico a un mero formalismo, svuotando di senso le Commissioni e le opposizioni.

La Commissione Antimafia e il caso Scarpinato-De Raho

In parallelo, Patuanelli denuncia un secondo episodio: la volontà della maggioranza di modificare la legge istitutiva della Commissione parlamentare antimafia per escludere due figure di spicco della magistratura italiana: Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho. Entrambi ex magistrati con una lunga carriera nella lotta alla criminalità organizzata, ora senatori eletti con il Movimento 5 Stelle, rischiano di essere dichiarati “incompatibili”.

Secondo Patuanelli, si tratta di una mossa politica che mira a eliminare due voci scomode all’interno della Commissione. “La loro volontà è dichiarare incompatibili proprio loro, due magistrati che hanno dedicato tutta la vita alla lotta alla criminalità organizzata. Così è una dittatura”, afferma il senatore.

Presidio permanente del Movimento 5 Stelle

A fronte di questa situazione, il Movimento 5 Stelle ha deciso di presidiare permanentemente la Commissione Affari Costituzionali con la presenza di quasi tutti i suoi componenti, come segnale di vigilanza democratica e protesta formale contro quello che considera un attacco alle istituzioni e alle garanzie parlamentari.

“Credo che sia assolutamente inaccettabile”, ha dichiarato Patuanelli, spiegando che i rappresentanti M5S resteranno attivamente presenti nei lavori della commissione per monitorare ogni passaggio e impedire forzature ulteriori.

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CONCLUSIONE E VIDEO:

Le parole di Stefano Patuanelli e l’iniziativa del Movimento 5 Stelle descrivono un clima parlamentare sempre più teso, in cui le regole del confronto democratico rischiano di essere piegate a logiche di forza. L’uso del “canguro” su una riforma costituzionale e l’esclusione annunciata di due ex magistrati dalla Commissione Antimafia non sono, per l’opposizione, semplici tecnicismi procedurali: rappresentano piuttosto un segnale di compressione degli spazi di pluralismo e di controllo istituzionale.

Con il presidio permanente in Commissione, il M5S tenta di riportare al centro dell’attenzione pubblica il valore del confronto parlamentare come presidio della democrazia. La posta in gioco, secondo Patuanelli, è alta: non solo il contenuto delle riforme, ma la qualità stessa del dibattito democratico in Italia. E se il Parlamento si riduce a mera ratifica delle decisioni della maggioranza, la denuncia di “dittatura” non suona più solo come provocazione, ma come campanello d’allarme.
VIDEO:

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