Arriva la volata – Il sondaggio che potrebbe veramente cambiare il destino della politica – IL DATO inedito

A poche ore dall’accelerazione sulle possibili primarie tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein, arriva un sondaggio che aggiunge un elemento particolarmente interessante al confronto sulla futura leadership del Campo largo.

Questa volta non viene chiesto semplicemente agli intervistati quale leader preferiscano. L’Istituto Piepoli prova a simulare direttamente cosa accadrebbe alle intenzioni di voto dei partiti se Giuseppe Conte diventasse il leader del Campo largo.

Ed è proprio confrontando questo scenario con quello di partenza che emerge il dato politicamente più rilevante: il Movimento 5 Stelle salirebbe al 14%, guadagnando 1,5 punti percentuali, mentre il Partito Democratico scenderebbe al 19%, perdendo esattamente 1,5 punti.

Non si può concludere automaticamente che ogni punto perso dal Pd passerebbe direttamente al M5S, perché un sondaggio sulle variazioni aggregate non ricostruisce da solo i flussi individuali di voto. Ma la simulazione mostra chiaramente come cambierebbero gli equilibri interni alla coalizione nello scenario Conte leader.

Conte leader, il Movimento 5 Stelle sale al 14%

È il numero che balza immediatamente agli occhi.

Nello scenario sottoposto agli intervistati dall’Istituto Piepoli, con Conte alla guida del Campo largo, il Movimento 5 Stelle raggiunge il 14%, registrando un incremento di 1,5 punti rispetto allo scenario di riferimento mostrato nella rilevazione.

Il M5S partirebbe quindi dal 12,5% per arrivare al 14%.

Un aumento significativo, soprattutto perché non si tratta di una variazione registrata tra due sondaggi realizzati in momenti differenti, ma dell’effetto che emerge all’interno di una simulazione nella quale viene modificata una variabile politica precisa: la leadership della coalizione.

Il dato acquista ancora più significato alla luce del confronto che si è aperto in queste ore tra Conte e Schlein sulla scelta del candidato premier.

Il Pd, invece, scenderebbe al 19%

Il movimento opposto riguarda proprio il Partito Democratico.

Nello stesso scenario il Pd viene stimato al 19%, con una variazione negativa di 1,5 punti percentuali.

Questo significa che, nello scenario di riferimento utilizzato per il confronto, i democratici erano stimati al 20,5%.

Con Conte leader del Campo largo diventerebbero quindi:

M5S 14% (+1,5)
Pd 19% (-1,5).

Una dinamica che restringerebbe sensibilmente la distanza tra i due principali partiti dell’area progressista.

Il distacco sarebbe infatti di appena 5 punti percentuali.

È questo il dato che pesa nel confronto Conte-Schlein

Ed è difficile separare questa simulazione da ciò che sta accadendo politicamente proprio in queste ore.

Schlein ha rivendicato il peso elettorale del Partito Democratico all’interno dell’alleanza, ricordando che il Pd dispone attualmente di un consenso superiore a quello degli altri partiti del Campo largo.

Conte, invece, dopo le ultime dichiarazioni della segretaria dem, ha ormai indicato nelle primarie la strada per scegliere la leadership.

«Non ci sono alternative, sarà la strada delle primarie», ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle il 2 ottobre.

La rilevazione Piepoli inserisce quindi un elemento ulteriore nella discussione: che cosa accadrebbe ai singoli partiti se a guidare la coalizione fosse Conte?

E la risposta della simulazione è particolarmente interessante per il Movimento 5 Stelle.

Il M5S guadagna 1,5 punti con Conte candidato premier

L’incremento ipotizzato da Piepoli porterebbe il Movimento dal 12,5% al 14%.

In termini relativi significa una crescita del 12% rispetto al consenso di partenza.

Non sarebbe quindi un semplice spostamento di qualche decimale.

Con Conte alla guida della coalizione, nella simulazione il M5S aumenterebbe sensibilmente il proprio peso elettorale all’interno del Campo largo.

Il risultato appare ancora più significativo se confrontato con una precedente rilevazione Piepoli condotta il 21 settembre: allora il Movimento 5 Stelle era indicato proprio al 12,5%, mentre il Pd era al 20%.

Il nuovo esperimento sulla leadership suggerisce dunque che il nome del candidato premier potrebbe incidere anche sulla distribuzione del consenso tra gli alleati.

Ma il Campo largo nel complesso resta al 43%

C’è però un altro numero fondamentale.

Con Conte leader, il Campo largo viene stimato complessivamente al 43%.

Il centrodestra si fermerebbe invece al 42%.

Si tratta di una differenza di un punto percentuale nella stima e non di una previsione sul risultato delle future elezioni. Con un campione di 500 intervistati, variazioni così contenute vanno inoltre lette con particolare prudenza.

Ma il dato consente di capire una cosa importante: l’effetto della leadership di Conte, nella simulazione, sembra incidere soprattutto sulla distribuzione interna dei consensi del Campo largo, più che produrre uno spostamento enorme del valore complessivo della coalizione.

I numeri del Campo largo con Conte leader

Entrando nel dettaglio, la simulazione mostrata da Piepoli assegna:

19% al Partito Democratico, 14% al Movimento 5 Stelle, 7% ad Alleanza Verdi e Sinistra, 2% a Italia Viva e 1% a +Europa.

La somma porta esattamente al 43%.

Il dato più evidente rimane quindi quello relativo ai rapporti di forza tra Pd e M5S.

Il Pd continuerebbe a essere il primo partito della coalizione, ma il suo vantaggio sul Movimento si ridurrebbe.

Ed è un elemento particolarmente delicato proprio nel momento in cui Schlein sta rivendicando il maggiore peso elettorale dei democratici nella costruzione dell’alleanza.

Fratelli d’Italia salirebbe al 28%

L’esperimento produce però movimenti anche al di fuori del Campo largo.

Fratelli d’Italia viene stimato al 28%, guadagnando mezzo punto percentuale.

Il partito della presidente del Consiglio continuerebbe quindi a essere nettamente il primo partito singolo nelle intenzioni di voto mostrate dalla simulazione.

All’interno del centrodestra, la Lega è indicata al 5%, Forza Italia al 7,5% e Noi Moderati all’1,5%.

Complessivamente la coalizione raggiungerebbe così il 42%.

Il confronto aggregato mostrato dalla grafica sarebbe quindi 43% Campo largo contro 42% centrodestra.

Ancora una volta, però, un punto di differenza in un sondaggio non consente di stabilire chi vincerebbe le elezioni.

Futuro Nazionale scende al 7%

Interessante anche ciò che avverrebbe nell’area esterna alle due principali coalizioni.

Futuro Nazionale viene indicato al 7%, con una flessione di mezzo punto.

Nella precedente rilevazione Piepoli del 21 settembre era al 7,5%.

La simulazione con Conte leader vede quindi contemporaneamente FdI crescere di mezzo punto e Futuro Nazionale perdere mezzo punto.

Anche in questo caso non è possibile affermare dal solo dato aggregato che gli stessi elettori passerebbero direttamente da un partito all’altro.

Si può invece affermare che questo è il movimento prodotto dai due partiti all’interno dello scenario simulato.

Anche Azione guadagna mezzo punto

Un altro effetto riguarda Azione, che arriva al 3,5%, guadagnando mezzo punto.

È un particolare interessante perché il partito di Carlo Calenda rimane esterno al progetto politico del Campo largo.

La leadership Conte, quindi, nella simulazione non produrrebbe soltanto un rafforzamento del Movimento 5 Stelle.

Coinciderebbe anche con un piccolo incremento di Azione, mentre il Pd perderebbe terreno.

Gli altri partiti mostrati nella rilevazione registrano invece variazioni più limitate o nulle.

Non è il primo sondaggio favorevole a Conte sulla leadership

Il risultato si inserisce inoltre in una serie di rilevazioni che nelle ultime settimane hanno provato a misurare la forza dei diversi possibili leader dell’area progressista.

Ad agosto, un altro sondaggio Piepoli sul gradimento delle personalità del centrosinistra aveva registrato Conte al 36%, seguito da Alessandro Onorato al 32%, Silvia Salis al 30% ed Elly Schlein al 29%.

Un’altra recente rilevazione, con una domanda differente, aveva invece chiesto agli elettori del Campo largo chi avesse maggiori possibilità di battere Giorgia Meloni: Conte aveva ottenuto il 38,8%, Schlein il 24,7%.

Sono domande e campioni diversi e quindi i risultati non sono direttamente sovrapponibili.

Ma mostrano perché la questione della leadership sia diventata uno dei principali nodi politici dell’opposizione.

Adesso le primarie diventano ancora più importanti

Il momento in cui arriva questa simulazione non potrebbe essere politicamente più delicato.

Schlein ha messo sul tavolo due possibilità: leadership affidata al principale partito della coalizione oppure primarie.

Conte ha risposto scegliendo le primarie.

A questo punto il confronto non riguarderà soltanto la popolarità personale dei due leader.

Riguarderà anche una domanda ancora più complessa: quale leadership sarebbe capace di tenere insieme i diversi elettorati senza indebolire i singoli partiti?

Ed è precisamente su questo terreno che la simulazione Piepoli offre materiale di discussione.

Conte rafforza il M5S, ma il Pd paga il prezzo maggiore

Il risultato più netto dell’esperimento riguarda infatti i due partiti principali.

Con Conte candidato premier, il M5S guadagna 1,5 punti e raggiunge il 14%; il Pd perde 1,5 punti e scende al 19%.

Non è possibile stabilire dal grafico se si tratti di un trasferimento diretto di elettori dem verso i Cinque Stelle. Per farlo servirebbe una matrice dei flussi individuali.

Politicamente, però, la variazione è evidente: la leadership Conte renderebbe il Movimento più forte e ridurrebbe il peso relativo del Pd all’interno della coalizione, secondo lo scenario testato.

Ed è proprio questo il punto che potrebbe alimentare ulteriormente il confronto interno al centrosinistra.

Il dato degli indecisi resta enorme: 32%

C’è infine un numero che non deve essere dimenticato.

La grafica specifica che indecisi e astenuti rappresentano il 32%.

Quasi un elettore su tre, quindi, rimane fuori dalla distribuzione delle intenzioni di voto riportata nel grafico.

È una quota molto elevata e rappresenta un’ulteriore ragione per evitare di trasformare questa fotografia in una previsione sulle prossime politiche.

Il sondaggio è stato realizzato dall’Istituto Piepoli con tecnica mista CATI/CAMI/CAWI su un campione di 500 maggiorenni residenti in Italia, stratificato per genere, età, area geografica e ampiezza dei centri. La grafica indica come data di realizzazione il 28 settembre 2026.

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Il messaggio politico della simulazione, alla fine, è racchiuso soprattutto in tre numeri.

M5S al 14%, con +1,5. Pd al 19%, con -1,5. Campo largo complessivamente al 43%.

Non significa che Conte vincerebbe le primarie, né permette di prevedere il risultato delle elezioni. Ma mostra quale effetto l’Istituto Piepoli rileva quando sottopone agli intervistati uno scenario preciso: Giuseppe Conte leader del Campo largo.

Ed è un dato destinato a pesare nel dibattito proprio adesso che Conte ha aperto esplicitamente alla strada delle primarie e Pd e Movimento 5 Stelle devono decidere non soltanto con quale programma presentarsi agli elettori, ma anche chi dovrà rappresentare l’intera coalizione.

La fotografia di Piepoli consegna quindi un elemento ulteriore al confronto: nello scenario Conte leader, il Movimento 5 Stelle cresce fino al 14%, mentre il Pd arretra al 19% e vede ridursi a cinque punti il vantaggio sul principale alleato.

Una simulazione, non un verdetto. Ma certamente un numero che entra nel momento più delicato della discussione sulla futura leadership del Campo largo.

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