Arriva l’annuncio shock del presidente spagnolo Pedro Sanchez – Ecco cosa sta accadendo di tragico

Una delle peggiori tragedie ferroviarie in Spagna degli ultimi anni ha colpito l’Andalusia nella serata di domenica 18 gennaio: due treni ad alta velocità sono deragliati e si sono scontrati nei pressi di Adamuz, in provincia di Córdoba. Il bilancio diffuso nelle ore successive parla di 39 morti e 152 feriti, con diversi ricoveri in condizioni gravi e l’avvertimento delle autorità spagnole che il conteggio potrebbe non essere definitivo.

Sul luogo dell’incidente è arrivato anche il premier Pedro Sánchez, che ha parlato di “un giorno di dolore per tutta la Spagna” e ha promesso che il governo “scoprirà la verità con assoluta trasparenza” rendendola nota al pubblico. Sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.

Cosa è successo: lo scontro dopo il deragliamento vicino alla stazione di Adamuz

Secondo le ricostruzioni circolate nelle prime 24 ore, l’incidente è avvenuto su una tratta dell’alta velocità che collega Madrid con l’Andalusia. Un convoglio avrebbe deragliato e, poco dopo, si sarebbe verificato l’impatto con un secondo treno che viaggiava in senso opposto, trascinando entrambi i convogli fuori assetto e causando danni gravissimi alle carrozze.

Le autorità hanno indicato che a bordo viaggiavano centinaia di passeggeri: diverse fonti riportano numeri complessivi vicini alle seicento persone trasportate dai due treni.

I numeri della tragedia: vittime, feriti e bilancio ancora provvisorio

Il conteggio citato da RaiNews e da altre agenzie parla di 39 vittime e 152 feriti. Il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente ha avvertito che il bilancio è provvisorio e che le operazioni di soccorso e identificazione potrebbero portare ad aggiornamenti.

Le immagini e i racconti diffusi dai media internazionali descrivono una scena di grande devastazione, con carrozze pesantemente danneggiate, soccorsi complicati e una lunga notte di lavoro per vigili del fuoco, protezione civile e squadre mediche.

Sánchez sul luogo del disastro: “Scopriremo cos’è accaduto e lo diremo al pubblico”

Il premier Sánchez si è recato ad Adamuz e ha scelto una linea netta: unità nel lutto, ringraziamento ai soccorritori e promessa di trasparenza. “Ci chiediamo cosa sia successo. Il tempo e il lavoro degli esperti forniranno la risposta”, ha dichiarato, aggiungendo che la verità verrà resa pubblica.

La visita del primo ministro si inserisce in un clima di forte pressione: la Spagna considera la propria alta velocità un’infrastruttura strategica e l’impatto di un incidente così grave è anche istituzionale, oltre che umano.

Tre giorni di lutto nazionale e traffico ferroviario sconvolto

Il governo spagnolo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Nel frattempo, i collegamenti ferroviari tra Madrid e l’Andalusia hanno subito sospensioni e blocchi lungo le tratte coinvolte, con ricadute su migliaia di viaggiatori.

Sul territorio, è stata attivata una macchina di emergenza con strutture temporanee per l’assistenza a feriti e passeggeri: alcune fonti riportano che un centro sportivo è stato adibito a punto di primo soccorso e accoglienza.

Le prime ipotesi sulle cause: “incidente strano” su linea rinnovata, spunta la pista del giunto

Uno degli elementi più discussi è la natura dell’incidente: diversi responsabili spagnoli lo hanno definito “strano” perché avvenuto su un tratto ritenuto rettilineo e rinnovato di recente, circostanza che rende ancora più urgente capire cosa sia andato storto.

Sul fronte investigativo, Reuters ha riportato che gli investigatori avrebbero individuato un possibile punto critico in un giunto della rotaia (fishplate) con un problema di usura/cedimento che potrebbe aver innescato il deragliamento delle ultime carrozze del treno, prima dell’impatto con l’altro convoglio. Si tratta, al momento, di una ricostruzione legata alle verifiche tecniche in corso e non di una conclusione definitiva.

Quali treni erano coinvolti: Iryo e Renfe/Alvia sulle tratte Malaga–Madrid e Madrid–Huelva

Le ricostruzioni pubblicate indicano che nello scontro sono rimasti coinvolti due convogli su tratte opposte: un treno Iryo (operatore privato dell’alta velocità in Spagna) e un treno Alvia/Renfe di lunga percorrenza. Le tratte citate sono Malaga–Madrid e Madrid–Huelva, con collisione avvenuta nel tratto vicino ad Adamuz.

Questo dettaglio ha attirato attenzione anche in Italia perché Iryo è un marchio noto nel dibattito sui collegamenti AV in Spagna e, secondo varie ricostruzioni mediatiche, è un operatore con partecipazioni legate anche a soggetti italiani; ma l’indagine sulle responsabilità e sulle cause resta nelle mani delle autorità spagnole.

Italiani coinvolti? “Non risultano connazionali”, ma il Consolato invita alla cautela

Alla domanda più immediata per il pubblico italiano — ci sono italiani tra vittime o feriti? — la risposta, al momento, è negativa: secondo quanto riportato da RaiNews nella maratona dedicata all’incidente, alle autorità italiane non risultano connazionali coinvolti. La stessa fonte cita il console generale d’Italia a Madrid, Spartaco Calderaro, che ha ribadito l’assenza di segnalazioni ma ha anche invitato alla cautela, ricordando l’alto numero di passeggeri complessivi.

Cosa succede adesso: identificazioni, inchiesta tecnica e richiesta di chiarezza

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, il lavoro si concentrerà su tre fronti:

1. Assistenza ai feriti e aggiornamento del quadro clinico, con particolare attenzione ai ricoverati gravi.


2. Identificazione delle vittime, anche con procedure come raccolta di DNA, come riportato da fonti internazionali.


3. Accertamenti sulle cause, con ispezioni su infrastruttura, materiale rotabile e condizioni operative, mentre prende forma l’ipotesi tecnica del cedimento di un giunto.

 

Il governo, con Sánchez in prima linea, ha legato la propria risposta pubblica a un impegno: chiarire cosa è accaduto e comunicarlo in modo trasparente.
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Il disastro di Adamuz ha già prodotto una ferita profonda: 39 morti, oltre 150 feriti, una rete ferroviaria sotto choc e un Paese in lutto.
Ora, però, la tragedia pone una domanda semplice e inevitabile — la stessa che Sánchez ha pronunciato sul posto: “cosa è successo?”. La risposta arriverà solo dai rilievi tecnici e dalle verifiche sull’infrastruttura, perché su quella tratta non si gioca solo la ricostruzione di un incidente: si gioca la fiducia in un sistema di trasporto che la Spagna ha sempre considerato tra i più moderni e affidabili d’Europa.

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