Arriva l’attacco di Giuseppe Conte alla Premier Giorgia Meloni – Ecco cosa è successo poco fa

Giuseppe Conte torna a sparare a zero contro il governo Meloni, e lo fa con un’intervista pubblicata dal quotidiano Domani, dove traccia un bilancio durissimo dei tre anni di governo della destra. Il leader del Movimento 5 Stelle non si limita a una critica politica, ma delinea un quadro che definisce “fallimentare”, accusando l’esecutivo di vivere di propaganda mediatica e di incompetenza gestionale. Al centro delle sue dichiarazioni ci sono economia, emergenza sociale, immigrazione, sicurezza e il ruolo dell’informazione nel mantenere alto il consenso della premier.

“Meloni vola nei sondaggi solo grazie alla propaganda”

Conte apre con una critica diretta al sistema mediatico: secondo l’ex premier, il consenso della leader di Fratelli d’Italia non è frutto dell’azione di governo, ma della “mostruosa concentrazione di televisioni e giornali nelle mani della destra”. Un sistema, sostiene, che ha permesso alla maggioranza di mantenere una narrazione politica favorevole, mentre l’esecutivo “campava di rendita” sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il PNRR voluto dall’Europa e negoziato dallo stesso Conte durante il suo governo.

  • Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle, la percezione pubblica distorta è frutto di una strategia mirata: bombardare l’opinione pubblica di slogan, deviare l’attenzione sui temi identitari e spostare responsabilità e colpe sulle opposizioni. Ma per Conte, ora che i risultati iniziano a emergere, la propaganda non basta più.

Economia ferma, tasse al massimo e boom di povertà

Sul giudizio economico, Conte usa parole durissime. Il quadro delineato è quello di un Paese fermo:

crescita economica pari a zero;

pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni;

record assoluto di cittadini in povertà assoluta;

sei milioni di persone che rinunciano a curarsi per motivi economici.


Il leader pentastellato accusa l’esecutivo di aver mancato ogni obiettivo strutturale e di aver disperso risorse e opportunità storiche. Dal taglio dell’assegno unico all’abolizione del Reddito di cittadinanza, Conte afferma che il governo ha colpito proprio quella parte di Paese che avrebbe dovuto aiutare: famiglie fragili, giovani, lavoratori precari, anziani e disoccupati.

Immigrazione: “Un flop totale, altro che blocco navale”

Conte definisce la gestione migratoria del governo Meloni un disastro. Le promesse elettorali – dal blocco navale ai rimpatri di massa – vengono descritte come “fiabe buone per i comizi ma irrealizzabili nella realtà”.

In tre anni, osserva, gli sbarchi hanno superato quota 300.000, nonostante il governo avesse fatto della lotta all’immigrazione clandestina il proprio cavallo di battaglia elettorale.

A questo aggiunge:

il fallimento dei centri in Albania;

il silenzio calato sul cosiddetto piano Mattei;

la mancanza di strategia vera su cause, corridoi umanitari, relazioni internazionali.


Secondo Conte, la destra ha cavalcato la paura senza risolvere nulla e continua a utilizzare il tema solo come arma politica.

Sicurezza: “Una propaganda che nasconde il fallimento”

Un altro pilastro della critica riguarda la sicurezza. Il governo, secondo Conte, si è presentato come il custode dell’ordine, ma i dati – dice – mostrano l’esatto contrario: nel 2024 sono aumentati reati come rapine, furti e aggressioni.

Conte ribadisce che la sicurezza non è solo ordine pubblico, ma anche giustizia sociale, stabilità economica, fiducia e coesione. Se aumentano marginalità e precarietà, aumenta anche la paura e il senso di insicurezza diffuso nel Paese.

La sfida nelle alleanze: “Nessuna copia del passato, serve un progetto progressista”

Sul fronte politico, Conte non elude il tema delle alleanze in vista delle regionali e delle prossime elezioni nazionali. Le discussioni sul possibile ritorno del nome Ulivo – evocato da Prodi e D’Alema – lo lasciano indifferente: “Quelle esperienze non furono brillanti in termini di durata”, osserva.

Per Conte, la priorità non è l’etichetta, ma la costruzione di una proposta chiara, progressista e alternativa al governo Meloni. Un percorso che, afferma, dovrà essere condiviso, ma senza ambiguità ideologiche né imitazioni della destra.

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Conclusione: “Il Paese merita di meglio”

L’intervista si chiude con una sfida politica aperta: il Movimento 5 Stelle si presenta come alternativa netta al governo Meloni e punta a consolidare uno spazio politico sempre più centrale nel campo progressista.

Conte vuole capitalizzare la crescita nei sondaggi — dove il M5S, ormai stabilmente attorno al 15%, si conferma la principale forza oppositrice alla destra — e trasformarla in progetto politico duraturo.

Il messaggio è chiaro: la propaganda non basta più. Ora, sostiene Conte, gli italiani vedono la realtà, e la realtà racconta un governo debole nei risultati e forte solo nei titoli dei telegiornali.

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