Il percorso è già tracciato. Arianna Meloni, sorella maggiore della presidente del Consiglio e oggi vero fulcro organizzativo di Fratelli d’Italia, viene data da più parti come destinata a candidarsi alle prossime elezioni politiche e ad entrare in Parlamento, con un approdo considerato più probabile al Senato che alla Camera.
Quello che fino a poco tempo fa era soltanto un “scenario possibile” è diventato nei fatti una road map: la sua presenza pubblica aumenta, il suo peso interno al partito cresce, e la macchina politica attorno a lei si sta muovendo come se il passaggio fosse ormai solo una questione di tempo. Nessuno, tra dirigenti e deputati di FdI, lo smentisce davvero. Anzi, molti lo danno per scontato, pur parlando a bassa voce.
2. Visibilità crescente: Washington, piazze e Atreju
Negli ultimi mesi Arianna Meloni ha smesso di essere soltanto “la sorella di Giorgia” e si è presentata sempre più come figura politica autonoma. Due elementi lo dimostrano in modo evidente.
Primo: il battesimo internazionale. Due settimane fa è volata a Washington come capo delegazione “informale” di Fratelli d’Italia in occasione dei 50 anni della NIAF (la National Italian American Foundation), pur essendo presenti ministri e parlamentari. È stata l’occasione per incontri politici e istituzionali di primo livello e persino per un saluto diplomatico con John Elkann in ambasciata. Un ruolo, quindi, non più soltanto organizzativo, ma rappresentativo.
Secondo: la presenza sul territorio. Arianna Meloni continua a farsi vedere nelle campagne elettorali regionali e locali del partito. Venerdì, ad esempio, è attesa a Lecce per presentare le liste provinciali in vista delle Regionali. E a dicembre salirà di nuovo sul palco di Atreju – la festa politica di Fratelli d’Italia, quest’anno prevista a Castel Sant’Angelo – con uno spazio in programma di fascia alta, da protagonista. Per lei il palco non è più eccezione: è routine.
In parallelo, Arianna è entrata nella gestione delle polemiche mediatiche più sensibili per il governo: dal caso dell’audio privato dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano e della moglie Federica Corsini, finito a Report, fino alle discussioni sull’incontro tra un componente dell’Autorità garante per la privacy e il partito di governo. Ogni volta, un botta e risposta politico, e ogni volta lei è dentro la dinamica comunicativa.
3. Il lavoro dietro le quinte: inglese, dossier economici e riunioni riservate
C’è però anche un’altra parte della preparazione, meno visibile, tutta interna alla macchina del partito.
Arianna Meloni sta facendo lezioni di inglese con costanza e studia i dossier economici insieme a una cerchia ristretta di fidati, tra cui Francesco Filini, coordinatore del centro studi di Fratelli d’Italia e figura tecnica costruita nell’orbita di Giovanbattista Fazzolari.
Parallelamente gestisce una fitta agenda politica nella sede di via della Scrofa, cuore operativo del partito. Spesso gli incontri si tengono in una stanza che ha un forte valore simbolico per la destra italiana: prima appartenuta a Giorgio Almirante, poi a Gianfranco Fini, oggi punto d’appoggio per lei. Il racconto interno è questo: mentre Giorgia Meloni è “murata viva” a Palazzo Chigi, vincolata dal ruolo istituzionale, Arianna presidia il partito sul campo.
Questa divisione dei ruoli – una al governo, l’altra nel partito – è diventata essenziale per Fratelli d’Italia, che oggi è forza di maggioranza e deve tenere insieme struttura, radicamento e linea politica.
4. Dalle sezioni di quartiere al “cerchio di fuoco”
Per capire perché questo passaggio viene raccontato come naturale bisogna tornare molto indietro. Arianna Meloni è cresciuta dentro la destra giovanile romana insieme alla sorella, partendo dalla Garbatella e poi dalla sezione di Colle Oppio. Le ricordano come quella che faceva i richiami uno a uno prima delle riunioni, gettoni alla mano nelle cabine telefoniche, quando ancora si faceva militanza col passaparola e non con le dirette social.
È un radicamento che dura da trent’anni. Per questo dentro Fratelli d’Italia nessuno la tratta come “l’ingresso della famiglia” ma come un pezzo organico di quel mondo, con memoria interna, relazioni, fedeltà costruite nel tempo. Lei stessa viene descritta come una dirigente dalla voce calma ma dal carattere durissimo quando serve. E c’è un dettaglio che in molti raccontano sorridendo: lei e Giorgia hanno un timbro di voce molto simile, tanto che in passato qualche telefonata è partita con “So’ Giorgia” – e non era Giorgia. Era Arianna.
Oggi quel profilo da “ombra operativa” si è trasformato in figura pubblica che sta per fare “il salto nel cerchio di fuoco”, come lo definiscono dentro il partito: cioè passare dalla gestione informale del potere alla responsabilità formale di un seggio parlamentare.
5. Il passaggio da dietro le quinte alla prima fila
Il percorso recente racconta bene questa transizione a tappe.
Agosto 2023: Arianna Meloni viene nominata responsabile del tesseramento nazionale e della segreteria politica di Fratelli d’Italia. È, di fatto, la persona che tiene i fili tra vertice e base.
Maggio dell’anno successivo: arriva il primo comizio pubblico vero e proprio, a Viterbo, città simbolica per la storia politica delle Meloni (è lì che Giorgia venne eletta presidente di Azione Giovani nel 2004). È la prova microfono.
Fine 2024 / 2025: la sua esposizione cresce, fino a chiudere lei stessa riunioni strategiche del partito davanti a ministri e dirigenti nazionali. In una direzione di Fratelli d’Italia, Arianna ha parlato di “responsabilità condivisa”, usando la metafora tolkieniana dell’“anello del potere” per dire che Giorgia Meloni porta il peso del governo e il partito deve sostenerla come una squadra compatta. È il registro di chi non è più solo organizzazione interna, ma linea politica.
In questa fase c’è stata anche una svolta privata: la separazione ufficiale da Francesco Lollobrigida – ministro dell’Agricoltura e figura di punta di Fratelli d’Italia – con cui ha avuto due figlie. Una scelta letta da molti osservatori non solo come fatto personale, ma anche come ulteriore emancipazione politica, pur restando entrambi nella stessa casa ma su piani differenti. Un modo per marcare la propria autonomia, anche pubblicamente.
6. Carattere politico e linea interna
Chi la conosce da vicino la descrive come educata e accogliente, ma capace di diventare durissima se percepisce un attacco alla sua comunità politica. È rimasta famosa, nei corridoi di Fratelli d’Italia, una sua reazione di fronte all’ipotesi – avanzata da qualcuno nel partito – di togliere la fiamma tricolore dallo storico simbolo della destra: “È più facile che esca lui dal partito”, avrebbe detto. Tradotto: su certe identità non si tratta.
Allo stesso tempo, la sua figura è ormai usata apertamente dal partito anche per fare argine nelle fasi più complicate. Durante la direzione nazionale di Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni assente, è stata Arianna a chiudere i lavori davanti a ministri come Crosetto e Lollobrigida, parlando di “unità”, di “responsabilità”, di governo che deve andare avanti sulle sue riforme e di difesa della premier dagli attacchi giudiziari e mediatici. È un ruolo politico pieno, dentro e fuori la sala.
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Conclusione | Verso il 2027: le due Meloni
Il quadro che emerge è chiaro: Arianna Meloni non è più soltanto la sorella della presidente del Consiglio, né solo la custode dell’organizzazione del partito. È diventata il ponte stabile tra Giorgia Meloni – impegnata nel governo e vincolata ai doveri istituzionali di Palazzo Chigi – e il corpo vivo di Fratelli d’Italia, dai dirigenti ai militanti.
Il passo successivo, ormai dato per probabile, è l’ingresso diretto in Parlamento, con candidatura al Senato nelle prossime politiche. Sarebbe il completamento di una traiettoria costruita nel tempo: militanza di base, controllo dell’organizzazione interna, gestione della comunicazione politica nelle fasi più delicate, rappresentanza pubblica nei contesti nazionali e internazionali.
In prospettiva 2027 – quando l’Italia tornerà al voto salvo sorprese – Fratelli d’Italia potrebbe presentarsi al Paese con una leadership a doppio livello: Giorgia Meloni alla guida dell’esecutivo e Arianna Meloni come figura parlamentare centrale, radicata nel partito e riconosciuta dalla base come garante dell’identità originaria. È questo, in fondo, il senso politico del “filo di Arianna”: non solo una storia familiare, ma la costruzione calibrata di una seconda Meloni pronta a entrare ufficialmente nella prima linea della destra di governo.



















