A dodici mesi dalle elezioni europee del 2024, la politica italiana registra importanti cambiamenti nei rapporti di forza tra i partiti. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Tecnè per l’agenzia Dire, Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito italiano e, anzi, rafforza ulteriormente la sua posizione: 30% dei consensi contro il 28,8% ottenuto alle urne un anno fa. Un incremento di 1,2 punti percentuali che conferma la solidità del partito guidato da Giorgia Meloni.
Ma FdI non è il solo a crescere all’interno della maggioranza di governo. Anche Forza Italia segna un balzo in avanti: dal 9,6% ottenuto alle europee all’11% attuale, con un guadagno netto di 1,4 punti. La crescita degli azzurri avviene dopo una fase di consolidamento della leadership post-Berlusconi e grazie al posizionamento moderato nel centrodestra.
Lega in calo, Noi Moderati marginali
Meno positiva, invece, la situazione per la Lega, che scende all’8,5%, rispetto al 9% del voto europeo. Un calo contenuto ma che conferma un trend discendente ormai consolidato per il partito di Matteo Salvini, che fatica a recuperare appeal anche nel suo tradizionale bacino elettorale del Nord. Resta marginale Noi Moderati, che si attesta allo 0,8%, una percentuale pressoché stabile.
Il PD perde più di due punti, vola il M5S
Sul fronte delle opposizioni, il dato più rilevante è il netto calo del Partito Democratico, che perde 2,5 punti percentuali rispetto alle europee: dal 24,1% al 21,6%. Una flessione significativa per la segretaria Elly Schlein, che vede ridursi il margine di vantaggio sugli altri partiti di opposizione, in particolare sul Movimento 5 Stelle.
Il M5S è infatti in crescita, e passa dal 10% del voto europeo all’attuale 11,6%, con un guadagno di 1,6 punti. Un segnale importante per il partito guidato da Giuseppe Conte, che sembra beneficiare di una rinnovata centralità politica soprattutto su temi come il lavoro e la sanità pubblica, recentemente al centro di mobilitazioni in Sicilia.
AVS in leggera flessione, stabili Azione e Iv
In calo anche Alleanza Verdi e Sinistra, che scende dal 6,7% al 6,1%, perdendo 0,6 punti. Si tratta di un segnale da monitorare per l’area ecologista e di sinistra radicale, che aveva beneficiato di una certa attenzione mediatica nella fase pre-elettorale.
Azione si mantiene stabile al 3,4%, così come Italia Viva, che si attesta al 2,1% (contro il 2,1% ottenuto in solitaria, pur correndo in lista unica con +Europa alle europee). Anche +Europa resta sostanzialmente ferma, con l’1,8% attuale a fronte del 3,8% raggiunto in coalizione nel 2024.

Astensione e incerti restano alti
Un dato significativo è anche quello relativo all’astensione e agli incerti, che si attesta al 48,2%. Quasi un elettore su due, dunque, oggi non saprebbe per chi votare o sceglierebbe di non recarsi alle urne. Un fattore che potrebbe risultare decisivo per gli equilibri futuri, in particolare se l’astensionismo dovesse colpire in modo disomogeneo le diverse aree politiche.
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Conclusione
Il sondaggio Dire-Tecnè evidenzia un quadro politico ancora fluido, ma con alcune tendenze chiare: consolidamento della destra di governo, difficoltà per il PD, ripresa del M5S e stabilità nel centro liberale. I prossimi mesi, con la ripresa dell’attività parlamentare e le sfide territoriali, diranno se queste variazioni si confermeranno oppure se l’elettorato italiano è destinato a ulteriori scosse.




















