ROMA – Ilona Staller, nota al grande pubblico come Cicciolina ed ex parlamentare della Repubblica, passa dalle parole ai fatti. Dopo la decisione della Camera di confermare il taglio dei vitalizi per gli ex deputati, l’ex pornostar annuncia – tramite il suo avvocato Luca Di Carlo – un’azione legale dirompente che punta direttamente al cuore delle istituzioni italiane.
“Lo faremo”, ha dichiarato il legale all’Adnkronos, spiegando che la denuncia sarà presentata “nei competenti organi di giustizia esterna al Parlamento nazionale e sovranazionale”, e che verrà chiesto di essere ascoltati anche dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Ma non è tutto: nel mirino della coppia legale e assistita finisce anche l’ex presidente del Consiglio e attuale leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
Una battaglia politica e legale
Secondo Di Carlo, “quella che è stata una vittoria politica per Conte, è stata una sconfitta per la legalità in Italia”. Parole forti, che arrivano a pochi giorni dalla decisione della Camera di respingere in via definitiva i ricorsi di circa 800 ex parlamentari contro il taglio dei vitalizi. La decisione era stata salutata come un successo dal M5S, che da tempo aveva fatto della battaglia contro i privilegi della politica uno dei suoi cavalli di battaglia.
Ma Staller e il suo avvocato contestano apertamente non solo il merito, ma anche il metodo. “Quello che è successo non solo va contro i diritti soggettivi, ma è contro l’interesse dello Stato, perché viola la sua integrità e Costituzione”, accusa Di Carlo, che si dice pronto a smontare il provvedimento.
“L’obiettivo è quello di disintegrare la sentenza”, ha affermato, “perché è stata fatta seguendo le logiche della politica, non quelle della legge”.
L’attacco frontale: “La più grande violazione di legge mai esistita”
Il tono dell’avvocato Di Carlo si fa ancora più duro quando afferma: “Rimarrà nella storia come la più grande violazione di legge mai esistita, compiuta dai rappresentanti dello Stato”.
Una frase che riaccende il dibattito non solo sull’equilibrio tra giustizia e politica, ma anche sull’impatto simbolico delle misure sui vitalizi, da tempo al centro di scontri ideologici. Per Staller, il taglio non ha fatto altro che aumentare il divario sociale: “Con i tagli ai vitalizi hanno semplicemente aumentato gli stipendi ai politici, come del resto Meloni ha già fatto”, ha detto ancora Di Carlo, concludendo con un affondo: “Il taglio ai vitalizi non è servito a tentare di risanare la malasanità e la giustizia, soprattutto”.
Una questione ancora aperta
La denuncia, nelle intenzioni di Staller e del suo avvocato, sarà dunque presentata su più livelli: istituzionale, parlamentare e giudiziario, con l’intenzione di creare un precedente politico e legale. Non è ancora noto quali siano esattamente i tempi e le modalità del ricorso, ma il messaggio è chiaro: per loro, la partita non è chiusa.
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La battaglia lanciata da Ilona Staller e dal suo avvocato Luca Di Carlo si configura come qualcosa di più di un semplice ricorso contro un taglio economico: è uno scontro simbolico e politico che mette in discussione l’equilibrio tra potere legislativo e legalità costituzionale. In un’Italia in cui i privilegi della classe politica sono spesso oggetto di scontro ideologico, questa nuova offensiva rischia di riaprire un fronte che si pensava chiuso. Ma soprattutto, solleva un interrogativo scomodo: fino a che punto la politica può riscrivere le regole senza passare il vaglio della giustizia? Se la sfida legale dovesse davvero arrivare alle sedi sovranazionali, le ripercussioni potrebbero andare ben oltre il destino dei vitalizi, toccando le fondamenta stesse dello Stato di diritto.



















