Assurdo, FDI e PD accordo contro i cittadini italiani? Ecco cosa hanno combinato – Shock

Roma, 4 settembre 2025 – La sanità torna al centro del dibattito politico nazionale. Le Regioni, con il consenso trasversale di Fratelli d’Italia e Partito Democratico, hanno chiesto al ministro Orazio Schillaci di rinviare la pubblicazione dei dati reali sulle liste d’attesa fino a dopo le elezioni regionali d’autunno. Una mossa che sta sollevando polemiche e accuse di voler nascondere la reale entità della crisi del sistema sanitario.

Liste d’attesa infinite e dati nascosti

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, i dati sulle liste d’attesa sarebbero drammatici: solo il 60-70% delle prescrizioni urgenti verrebbe evaso nei tempi previsti, mentre per le visite differibili e programmate i ritardi si allungano fino a mesi, se non anni. Parliamo di milioni di persone costrette a rivolgersi al privato per curarsi, con conseguenti profitti record per le cliniche private, +57% di ricavi nel 2023 rispetto al 2019.

La decisione di rinviare la pubblicazione, ufficialmente per motivi tecnici legati all’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), viene letta da molti come un tentativo di non far esplodere il caso sanitario a ridosso delle urne in Marche, Puglia e Campania.

Una scelta bipartisan contestata

L’accordo tra FdI e Pd su questo rinvio viene definito da Il Fatto un vero e proprio “inciucio”. La motivazione politica è evidente: entrambe le forze, che governano a livello regionale in territori diversi, temono di pagare il prezzo elettorale della crisi sanitaria.

In Emilia-Romagna, considerata un’eccellenza del sistema sanitario, i tempi di attesa non vengono rispettati nella maggioranza dei casi. In Lombardia e nel Lazio, governati dal centrodestra, la situazione non è migliore. In Campania e Calabria, dove il voto è imminente, si parla di oltre l’80% delle prescrizioni fuori termine.

L’impatto sui cittadini

Dietro i numeri ci sono storie di cittadini che rinunciano a curarsi. Nel 2022, secondo l’Istat, 4,1 milioni di italiani non hanno potuto accedere a visite o cure per i tempi troppo lunghi. Nel 2023 il numero è salito a 4,5 milioni, e per il 2024 la stima arriva a 5,8 milioni. Un’emergenza silenziosa che mette in discussione il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

Il risultato è duplice: da un lato pazienti che restano senza cure, dall’altro il boom della sanità privata che intercetta la domanda lasciata inevasa dal pubblico.

Un tema cruciale per le elezioni

Non è un caso che proprio la sanità sia al centro della campagna elettorale per le regionali d’autunno. In Calabria, il candidato del centrosinistra Pasquale Tridico ha messo la depoliticizzazione del sistema sanitario al primo posto del suo programma. In Campania e Puglia il tema rischia di diventare il vero banco di prova tra destra e sinistra.

Per questo il rinvio dei dati è stato interpretato come un atto politico: evitare che l’opinione pubblica prenda piena coscienza della gravità della situazione prima di recarsi alle urne.

Il rischio di una frattura con i cittadini

Il tentativo di nascondere o rinviare i numeri, tuttavia, rischia di produrre l’effetto opposto: aumentare la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, alimentando la percezione di un sistema che non solo non funziona, ma che viene anche manipolato per fini elettorali.

La sanità, uno dei diritti fondamentali della Repubblica, si conferma così terreno di scontro politico, ma anche la più grande emergenza sociale del Paese.

 

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Il rinvio della pubblicazione dei dati sulle liste d’attesa rappresenta dunque molto più di una scelta tecnica: è un atto politico che rischia di minare ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Di fronte a milioni di italiani che rinunciano alle cure o che sono costretti a rivolgersi al privato, l’accordo tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico appare come un tentativo di congelare la verità per ragioni elettorali. Ma la realtà, fatta di attese infinite e diseguaglianze crescenti nell’accesso alle cure, non può essere nascosta a lungo. La sanità pubblica resta il vero banco di prova per la credibilità della politica: ed è su questo terreno che si misurerà la distanza tra le promesse dei partiti e la vita quotidiana dei cittadini.

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