Attentato a Ranucci – Ora ci pensa Milena Gabanelli a parlare – Epico – IL VIDEO INEDITO

Dopo l’attentato che ha distrutto le auto del giornalista Sigfrido Ranucci e di sua figlia, nella serata di mercoledì a Campo Ascolano, arriva un messaggio forte e commosso da una voce simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano: Milena Gabanelli.

La storica ideatrice e conduttrice di Report, oggi curatrice della rubrica Dataroom, ha voluto esprimere la propria solidarietà pubblica a Ranucci e all’intera redazione del programma, vittime di un atto intimidatorio che ha sconvolto il mondo dell’informazione.

“Nessuno potrà mai intimidire Ranucci e la squadra di Report”

Attraverso un messaggio pubblicato su Instagram, Gabanelli ha scritto parole chiare e dirette:

“Sappiate una cosa, voi che avete messo quella bomba: nessuno potrà mai intimidire Sigfrido Ranucci e la squadra di Report.”

Il messaggio, diventato virale in poche ore, è molto più di una semplice solidarietà personale: è una denuncia contro il clima di paura e violenza che colpisce chi fa giornalismo libero e d’inchiesta.

Gabanelli ha ricordato di conoscere bene la redazione di Report:

“Era la mia squadra”, ha scritto, sottolineando come l’attentato non fermerà né la passione né l’impegno di chi difende il diritto dei cittadini a essere informati.

“La passione è più forte della violenza”

Nelle parole della giornalista c’è la forza di chi ha vissuto sulla propria pelle la pressione del potere e delle minacce.

“L’attentato dimostra solo la volontà di fermare il lavoro della squadra – ha aggiunto – ma la passione è più forte della violenza.”

Un messaggio di incoraggiamento a non cedere, a non piegarsi, a continuare a raccontare la verità “anche quando brucia”.

Il messaggio ai colleghi: “Non ce la farete ad intimidirli, mai”

Nel post, Gabanelli invita tutti a restare vigili sul valore dell’informazione e a difendere la libertà dei cronisti italiani:

“Non ce la farete ad intimidirli, mai”, scrive, rivolgendosi idealmente a chi ha piazzato l’ordigno sotto casa di Ranucci.

L’appello è anche un richiamo alla politica e alle istituzioni, spesso distratte o silenti di fronte agli attacchi ai giornalisti.

Un attacco che scuote il Paese

La notte tra il 15 e il 16 ottobre, due esplosioni in sequenza hanno distrutto le auto di Ranucci e della figlia, parcheggiate davanti all’abitazione del conduttore di Report, a Pomezia. Nessuno è rimasto ferito, ma l’episodio è stato definito dagli inquirenti “un atto di chiaro stampo intimidatorio”.

Carabinieri e Digos stanno analizzando i residui dell’esplosivo e le telecamere di sorveglianza della zona per risalire ai responsabili.
Non è la prima volta che Ranucci subisce minacce e pressioni, ma mai prima d’ora si era arrivati a un gesto così grave.

La solidarietà del mondo dell’informazione

Dopo la notizia dell’attentato, messaggi di sostegno sono arrivati da tutta Italia: colleghi, politici, associazioni e cittadini comuni hanno espresso vicinanza e indignazione.
Molti ricordano che Report – oggi più che mai – rappresenta un baluardo di giornalismo d’inchiesta in un Paese dove la libertà di stampa resta fragile.

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VIDEO:

“Difendere chi informa significa difendere la democrazia”

Il messaggio di Milena Gabanelli chiude idealmente un cerchio: quello di una redazione che, da oltre vent’anni, indaga senza paura su potere, corruzione e malaffare.

“Difendere Ranucci e la sua squadra – ha scritto – significa difendere la libertà di tutti noi.”

Un monito che pesa come una denuncia e che risuona come una promessa: la verità non si mette a tacere con le bombe.

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