Il Movimento 5 Stelle ha annunciato un’azione di forte protesta parlamentare durante la discussione generale sul nuovo decreto Sicurezza, in corso oggi alla Camera dei Deputati. Dieci parlamentari del M5S sono intervenuti in aula, distribuendosi ben 100 minuti complessivi di interventi, in un’azione che i vertici del gruppo definiscono come un “presidio compatto” e un “attacco politico” al provvedimento promosso dal governo Meloni.
Un’azione corale contro un testo definito liberticida
Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari del M5S, il gruppo ha scelto di affrontare il dibattito in maniera unitaria, per denunciare “a gran voce l’atteggiamento repressivo della maggioranza” e per contestare radicalmente i contenuti del decreto, che viene definito “liberticida” e dannoso anche per l’economia nazionale.
“Il testo colpisce anche importanti filiere produttive del nostro Paese” – affermano le stesse fonti, senza tuttavia entrare nei dettagli di quali settori si faccia riferimento.
L’iniziativa, secondo l’agenzia Adnkronos, è stata concepita per segnalare con forza il dissenso del Movimento rispetto all’impostazione securitaria adottata dal governo, vista come sintomo di una deriva autoritaria che penalizza diritti civili e spazi democratici.
Il contenuto del decreto Sicurezza
Sebbene il testo definitivo del decreto non sia ancora stato votato, indiscrezioni di stampa e anticipazioni ufficiali indicano che il provvedimento include nuove misure su:
gestione degli ordini pubblici e manifestazioni;
potenziamento dei poteri alle forze dell’ordine;
introduzione di pene più severe per occupazioni abusive e blocchi stradali;
stretta sui permessi di soggiorno e sui flussi migratori.
Misure che, secondo il governo, mirano a rafforzare la sicurezza dei cittadini e a tutelare l’ordine pubblico, ma che per il M5S rappresentano un pericoloso passo indietro in termini di libertà e partecipazione.
Una frattura politica evidente
L’iniziativa del Movimento 5 Stelle segna una delle manifestazioni di opposizione più compatte degli ultimi mesi, in un contesto parlamentare in cui il centrodestra gode di una solida maggioranza. Il presidio in aula è un segnale politico non solo verso l’esterno, ma anche verso le altre forze di opposizione, nella prospettiva – ancora incerta – di future alleanze in vista delle prossime tornate elettorali.
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Il silenzio della maggioranza e l’attesa per il voto – VIDEO
Dalla maggioranza, al momento, nessuna reazione ufficiale agli attacchi del M5S. Tuttavia, il clima in aula si preannuncia acceso, soprattutto in vista delle dichiarazioni di voto e dell’eventuale approvazione del decreto nei prossimi giorni.
Il Movimento annuncia battaglia anche in Commissione e nei territori, con iniziative pubbliche e mobilitazioni locali per sensibilizzare l’opinione pubblica sui “rischi di una politica che privilegia la repressione alla prevenzione, il controllo alla partecipazione”.



















