La tensione istituzionale torna a salire e questa volta l’affondo arriva in diretta televisiva. Durante la puntata di 4 di Sera, in onda su Rete 4, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino ha demolito punto per punto la linea difensiva di Fratelli d’Italia sul caso che vede coinvolto il direttore Maurizio Belpietro e soprattutto l’attacco al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il tema esplode quando la maggioranza accusa l’opposizione di aver “messo in discussione la libertà di stampa” dopo la pubblicazione, da parte di Belpietro, di un articolo controverso legato al Quirinale. Baldino prende la parola e la scena cambia tono: fermezza, chiarezza, e nessuna concessione alla narrativa del centrodestra.
“Qui nessuno contesta la libertà di stampa”
La deputata M5S parte sgombrando il campo da ogni ambiguità:
“Nessuno si è permesso di criticare l’articolo pubblicato questa mattina sulla Verità. Noi crediamo nella libertà di stampa e la difendiamo. Se Belpietro aveva una fonte ed elementi per pubblicare quella notizia, ha fatto bene.”
Una premessa netta, che smonta la propaganda del vittimismo usata da settimane dal governo Meloni ogni volta che qualcuno osa sollevare domande scomode.
Il cuore della denuncia: lo scontro con Mattarella
Poi arriva il passaggio più esplosivo, quello che in studio lascia silenzi e sguardi smarriti.
“Il punto non è l’articolo. Il punto è che il presidente di un gruppo parlamentare della maggioranza relativa — che esprime la Presidente del Consiglio — ha ingaggiato uno scontro aperto con il Presidente della Repubblica. Una cosa così non accade per caso.”
A quel punto Baldino punta il dito senza esitazione:
“Se l’ha fatto, è evidente che aveva una copertura politica. Altrimenti non sarebbe mai uscito pubblicamente contro il Capo dello Stato. Funziona così: un capogruppo non si muove contro il Presidente della Repubblica senza l’avallo di Giorgia Meloni.”
Parole che scuotono lo studio e riaccendono il dibattito sul rispetto dei ruoli istituzionali e sulla deriva personalistica del governo.
La denuncia finale: un segnale pericoloso
Per Baldino la questione non è solo politica, ma democratica. L’Italia, ricorda la deputata, non è un regime né una monarchia partitica:
“Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione e delle istituzioni. Non è un avversario da attaccare per convenienza politica.”
Il messaggio è chiaro: per il Movimento 5 Stelle siamo davanti a un precedente gravissimo che rischia di minare gli equilibri su cui si fonda la Repubblica.
La presa di posizione di Vittoria Baldino, arrivata su una rete tradizionalmente vicina al centrodestra, spezza la narrazione rassicurante di una semplice polemica giornalistica e la riporta sul terreno più sensibile: quello dei rapporti tra governo e Quirinale. L’accusa implicita è chiarissima: se un capogruppo della maggioranza apre il fuoco contro il Presidente della Repubblica, non è un incidente ma un segnale politico, che lascia intravedere un disegno più ampio di delegittimazione dei contrappesi istituzionali.
Da oggi, dopo le parole pronunciate a 4 di Sera, diventa più difficile liquidare tutto come un malinteso mediatico o come l’ennesima rissa tra partiti. La domanda che resta sul tavolo è un’altra, molto più scomoda: fino a che punto l’esecutivo è disposto a spingersi nello scontro con il Colle pur di blindare la propria narrazione? La risposta dirà molto non solo sul futuro del governo Meloni, ma sulla tenuta complessiva dell’equilibrio costituzionale italiano.
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La sortita di Vittoria Baldino rompe l’imbarazzato silenzio che, fino a quel momento, aveva circondato l’uscita della maggioranza sul Quirinale. Nel centrodestra si minimizza, ma il messaggio lanciato da Rete 4 fa rumore: se la maggioranza attacca Mattarella, non lo fa per caso — lo fa perché qualcuno molto più in alto ha deciso che la stagione dei paletti istituzionali è finita.
E per la prima volta, in diretta televisiva, qualcuno lo dice senza mezzi termini.



















