Il quadro generale
Secondo l’ultima rilevazione Demos & Pi per La Repubblica, condotta tra il 15 e il 18 settembre 2025, Fratelli d’Italia conferma la sua posizione di primo partito, accreditato al 29,8% delle intenzioni di voto. Un dato in crescita rispetto a maggio (29,3%) e sostanzialmente stabile rispetto alle Europee del 2024 (28,6%). Tuttavia, il consenso della premier Giorgia Meloni e della sua maggioranza non basta a nascondere un dato più preoccupante: sei italiani su dieci giudicano negativamente l’operato del governo.
Il crollo del gradimento dell’esecutivo
Alla domanda “Su una scala da 1 a 10 che voto darebbe, in questo momento, al governo Meloni?”, soltanto il 39% degli intervistati ha assegnato una valutazione pari o superiore a 6, mentre il 61% si è espresso in maniera insufficiente. Un calo significativo rispetto a un anno fa, che evidenzia la crescente distanza tra l’opinione pubblica e l’esecutivo guidato da Fratelli d’Italia.
Le ragioni dietro il calo
Vari fattori sembrano contribuire a questo calo di consenso:
Conflitto medio-orientale: le posizioni del governo sulla guerra in Medio Oriente sono fonte di critiche da parte di una parte significativa dell’opinione pubblica. L’accusa è che la reazione delle istituzioni sia troppo debole o ambigua.
Situazione economica interna: il caro bollette, l’inflazione elevata, il costo della vita che cresce più rapidamente dei redditi, la difficoltà dei giovani e dei lavoratori precari, le attese in sanità, sono tutti elementi che pesano sul giudizio degli italiani.
Discrepanza tra promesse e risultati: le attese generate dalle promesse di miglioramento, taglio delle tasse, sostegno alle fasce più deboli, sono vissute come non sufficientemente soddisfatte da parte di molti elettori.
Effetto rating e comunicazione di governo: nonostante i positivi pareri delle agenzie di rating, per molti italiani questo non si traduce in cambiamenti tangibili nella vita quotidiana, creando così una percezione di distanza tra apparati dello Stato/media economici e la vita reale.
Confronto politico: chi guadagna e chi perde
Fratelli d’Italia (Meloni): resta primo partito, ma il calo nel gradimento personale della premier segnala che il successo elettorale non sempre coincide con una percezione positiva del governo nel suo complesso.
Partito Democratico (Schlein): stabile o in lieve calo nei numeri del sondaggio, ma resta l’unica opposizione istituzionale forte, con margini per recuperare se saprà offrire una alternativa credibile.
Movimento 5 Stelle: guadagna qualche punto percentuale, sfruttando il malcontento verso la maggioranza e proponendosi come alternativa su temi sociali ed economici.
Altri partiti minori: restano su livelli più modesti ma consolidati, alcuni con margini in crescita marginale se riusciranno a capitalizzare su specifiche questioni locali o tematiche emergenti.
Il gradimento dei leader
Sul fronte dei leader, Giorgia Meloni resta la figura più apprezzata, con il 37% di consensi (in calo rispetto al 43% del settembre 2024). Alle sue spalle Giuseppe Conte, che si conferma stabile al 35%, seguito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani con il 34%.
Tra gli altri leader, Emma Bonino registra il 32%, Elly Schlein si attesta al 31%, Matteo Salvini al 26%. Molto più indietro Nicola Fratoianni (23%), Angelo Bonelli (22%), Carlo Calenda (22%), Matteo Renzi (21%) e Alessandro Giuli, ministro della Cultura, che chiude la classifica con il 12%.
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Il sondaggio conferma dunque una dinamica consolidata: Fratelli d’Italia regge sul piano elettorale, ma la fiducia nel governo e nella premier è in calo. L’opposizione, dal canto suo, non appare in grado di sfruttare appieno questa debolezza. In assenza di un progetto unitario e di leadership credibili, il rischio è che il distacco tra cittadini e politica continui ad ampliarsi, lasciando il Paese in una fase di instabilità latente.


















