Battaglia in Europa – Gaetano Pedullà faccia a faccia con Ursola Von der Leyen – IL VIDEO shock

Un durissimo affondo contro Ursula Von der Leyen è arrivato oggi dall’eurodeputato Gaetano Pedullà, vicecapodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. Nel suo intervento in plenaria, Pedullà ha tracciato un quadro severissimo dell’attuale Commissione europea, accusandola di aver portato l’Unione in una condizione di “stato comatoso”, con politiche che penalizzano cittadini, imprese e la stessa credibilità internazionale dell’Europa.

Agricoltura sacrificata sugli accordi commerciali

Secondo Pedullà, Von der Leyen ha rappresentato una sciagura per gli agricoltori europei, messi in ginocchio da accordi commerciali internazionali che favoriscono soltanto le grandi multinazionali. L’eurodeputato ha citato in particolare l’intesa con il Mercosur, che a suo giudizio “sacrifica il lavoro dei piccoli produttori europei sull’altare di un mercato globale ingiusto e spietato”.

Un disastro per le PMI e l’accordo con Trump

Il discorso si è poi spostato sulle piccole e medie imprese europee, che esportano eccellenze nel mondo ma che, sempre secondo Pedullà, sono state completamente abbandonate dalla Commissione. L’accordo sui dazi firmato con Donald Trump viene bollato come “un’umiliazione”: “Le nostre merci costeranno di più negli Stati Uniti, mentre quelle americane entreranno in Europa senza neanche pagare le tasse. Persino Paperino avrebbe fatto meglio”, ha ironizzato l’esponente M5S.

Sicurezza, riarmo e Ucraina

Pedullà ha inoltre puntato il dito contro la strategia di riarmo promossa da Bruxelles, accusando Von der Leyen di trasformare l’Unione in una parte attiva del conflitto in Ucraina. “Il suo piano di riarmo non porta sicurezza, ma guerra. L’Europa non ha bisogno di armarsi, ma di lavorare per la pace”, ha denunciato, sottolineando come questa scelta rischi di trascinare i Paesi membri in una spirale bellica senza via d’uscita.

La condanna sul genocidio in Palestina

Tra i passaggi più duri, l’eurodeputato del M5S ha accusato la Commissione di complicità silenziosa rispetto al dramma della Palestina: “Le politiche di questa Commissione sono una condanna a morte per i bambini palestinesi. Come potete restare indifferenti, seduti sulle vostre poltrone, mentre a pochi chilometri dai confini europei si consuma un genocidio pianificato nei minimi dettagli?”.

“Von der Leyen deve andare a casa”

Il discorso si è chiuso con una richiesta netta: le dimissioni della Presidente della Commissione. “Von der Leyen prima va a casa, meglio è”, ha concluso Pedullà, ribadendo la posizione del Movimento 5 Stelle, che da mesi si oppone alle politiche comunitarie su commercio, difesa e politica estera, proponendo invece una visione centrata sulla pace e sulla protezione delle economie locali.

L’intervento di Gaetano Pedullà segna uno dei momenti più duri dello scontro politico al Parlamento europeo. Le accuse alla Commissione Von der Leyen spaziano dall’agricoltura alle PMI, dalla politica estera alla tragedia palestinese, delineando un’Europa che – secondo il Movimento 5 Stelle – ha perso la sua missione originaria di tutela dei popoli e di costruzione della pace.

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La richiesta di dimissioni della Presidente non è solo un gesto simbolico, ma un atto politico che mette in discussione la stessa credibilità delle istituzioni comunitarie. Se le critiche dei 5 Stelle dovessero trovare terreno fertile anche tra altre forze, il prossimo ciclo politico europeo potrebbe aprirsi con un profondo ripensamento della leadership e delle priorità dell’Unione.

In questo scenario, le parole di Pedullà non restano un attacco isolato, ma diventano il riflesso di un malessere diffuso: quello di cittadini e imprese che chiedono un’Europa meno piegata agli interessi globali e più vicina alle esigenze quotidiane delle persone.

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