Beppe Grillo potrebbe essere pronto a tornare in campo. Non più soltanto con interventi sul blog o con frecciate contro Giuseppe Conte, ma con un progetto politico autonomo capace di aprire un nuovo fronte alla sinistra del Movimento 5 Stelle. È lo scenario raccontato oggi da diversi retroscena giornalistici e rilanciato anche da La Sintesi: il fondatore del M5S starebbe valutando la costruzione di una nuova lista, distinta dal Movimento guidato da Conte e potenzialmente destinata a intercettare una parte dell’elettorato più radicale e movimentista.
Al momento non c’è ancora un annuncio ufficiale di candidatura o di nascita di un nuovo partito. Ma i segnali si stanno moltiplicando. Il più evidente è il ritorno pubblico fissato per il 21 settembre, quando Grillo sarà ospite della prima puntata della nuova stagione di Pulp, il podcast condotto da Fedez e Mr Marra. Intanto sul suo profilo WhatsApp sarebbe comparsa la definizione provocatoria “Movimento Zero Stelle”, letta da molti come l’ennesima stoccata contro il nuovo corso contiano.
Il retroscena: una lista a sinistra del Movimento 5 Stelle
Secondo il Corriere della Sera, Grillo starebbe ragionando sulla possibilità di presentare alle prossime elezioni una formazione collocata a sinistra del M5S. La notizia viene confermata anche da fonti sentite da LaPresse, secondo cui alcuni fedelissimi del fondatore darebbero per concreta l’ipotesi di una lista autonoma alle Politiche.
È un passaggio politicamente esplosivo perché trasformerebbe definitivamente la rottura personale e giudiziaria tra Grillo e Conte in una competizione elettorale diretta.
Finora la battaglia si era giocata soprattutto sul controllo del simbolo, sulla trasformazione del Movimento e sulla legittimità delle decisioni assunte dalla nuova dirigenza. Con una lista autonoma, invece, Grillo potrebbe provare a misurare direttamente quanto del vecchio elettorato grillino sia ancora legato alla sua figura e alla cultura originaria del Movimento.
La rottura con Conte ormai appare irreversibile
Il rapporto tra Grillo e Giuseppe Conte è deteriorato da tempo.
Il fondatore ha contestato profondamente il processo con cui l’ex premier ha trasformato il Movimento in una forza politica più strutturata, con un’organizzazione e una leadership definite. Negli ultimi mesi Grillo è tornato a criticare pubblicamente il nuovo corso, sostenendo che il M5S avrebbe perso la propria “diversità” originaria.
Il contenzioso sul simbolo resta ancora uno degli elementi centrali dello scontro. I tempi della giustizia rendono però difficile immaginare che la questione venga risolta abbastanza rapidamente da permettere a Grillo di riconquistare il vecchio marchio prima delle prossime elezioni.
Ed è proprio questa situazione che potrebbe spingerlo verso una strada differente: non tentare di riprendersi il Movimento di Conte, ma costruirne uno nuovo.
“Movimento Zero Stelle”, la provocazione che alimenta i sospetti
A rafforzare le indiscrezioni è arrivato anche un segnale apparentemente minore, ma politicamente molto simbolico.
Secondo i retroscena pubblicati nelle ultime ore, Grillo avrebbe modificato il proprio stato WhatsApp utilizzando l’espressione “Movimento Zero Stelle”.
Una provocazione evidente nei confronti della creatura che aveva fondato insieme a Gianroberto Casaleggio e che oggi considera profondamente diversa dal progetto originario.
Non è chiaro se “Movimento Zero Stelle” possa diventare davvero un nome politico o se si tratti semplicemente di una battuta polemica. Ma la formula è stata sufficiente per alimentare le voci su un nuovo soggetto autonomo.
Il 21 settembre da Fedez potrebbe arrivare il momento della verità
Tutte le attenzioni sono adesso rivolte al 21 settembre.
Grillo sarà ospite di Pulp Podcast, il format condotto da Fedez e Davide “Mr Marra”. L’apparizione è stata già annunciata pubblicamente e segna un ritorno mediatico importante dopo un lungo periodo in cui il fondatore del Movimento aveva limitato drasticamente gli interventi pubblici.
La scelta del podcast non sembra casuale. Fedez aveva avuto rapporti culturali e mediatici con il primo Movimento 5 Stelle già molti anni fa e il format consente a Grillo di parlare senza i vincoli di un’intervista politica tradizionale.
È proprio da quella puntata che potrebbero emergere dettagli sul suo futuro politico, sulla rottura con Conte e sull’eventuale intenzione di costruire una nuova lista.
Un nuovo progetto su reddito, ambiente, lavoro e intelligenza artificiale
Altri retroscena aggiungono ulteriori particolari.
Secondo Il Tempo, Grillo avrebbe già abbozzato un nuovo progetto politico incentrato su alcuni temi storicamente vicini alla sua sensibilità: una nuova forma di reddito di cittadinanza, ambiente, lavoro e intelligenza artificiale. Avrebbe inoltre contattato consulenti del settore digitale per ragionare su una piattaforma che possa rappresentare un’evoluzione della vecchia esperienza Rousseau.
Si tratta, è bene sottolinearlo, di indiscrezioni giornalistiche e non ancora di un programma ufficiale.
Ma se fossero confermate, mostrerebbero un progetto che prova a recuperare alcuni elementi del grillismo originario adattandoli alla nuova fase tecnologica e sociale.
L’obiettivo potrebbe essere l’elettorato “ortodosso” del vecchio M5S
Una lista costruita da Grillo avrebbe inevitabilmente come primo bacino potenziale gli elettori del Movimento 5 Stelle.
Soprattutto quelli che non hanno mai accettato completamente la trasformazione del M5S da movimento antisistema a forza politica stabilmente collocata nel campo progressista.
Il progetto potrebbe quindi rivolgersi ai cosiddetti “ortodossi” della prima ora: elettori legati all’ambientalismo radicale, alla democrazia diretta, alla critica dei partiti tradizionali e alla diffidenza verso le alleanze strutturali.
Proprio qui si trova il rischio maggiore per Conte.
Anche una lista con percentuali relativamente basse potrebbe sottrarre al Movimento voti preziosi in una competizione elettorale che, secondo gli ultimi sondaggi, si preannuncia estremamente equilibrata tra centrodestra e campo progressista.
Il possibile effetto sul campo largo
La questione non riguarda quindi soltanto il Movimento 5 Stelle.
Se Grillo decidesse davvero di correre autonomamente, l’effetto potrebbe ricadere sull’intero campo largo.
Il centrosinistra sta cercando di costruire una coalizione competitiva composta da Pd, M5S, AVS e altre forze. In diversi sondaggi recenti questa area, se unita, riesce a raggiungere o perfino superare il centrodestra.
Ma in una partita giocata sul filo di pochi punti, una lista capace di sottrarre voti al M5S e a una parte della sinistra potrebbe diventare decisiva.
È questo il senso del possibile “effetto guastatore” attribuito a Grillo nei retroscena di queste ore.
Il paradosso della nuova legge elettorale
C’è poi un elemento curioso che riguarda proprio la riforma elettorale.
Il M5S di Conte ha condotto una battaglia durissima contro l’innalzamento delle firme necessarie per consentire alle nuove forze politiche di presentarsi alle elezioni, sostenendo che barriere troppo alte finirebbero per impedire la nascita di nuove liste.
Se Grillo decidesse realmente di fondare una nuova formazione, proprio quelle regole diventerebbero immediatamente rilevanti anche per lui.
Il Corriere sottolinea infatti come la battaglia di Conte per ridurre gli ostacoli alle nuove liste potrebbe paradossalmente finire per favorire anche la nascita di una formazione rivale guidata dal suo ex garante.
Un autentico boomerang politico, almeno sul piano teorico.
Non c’è ancora un partito ufficiale
La cautela, però, resta necessaria.
Grillo non ha ancora annunciato formalmente la nascita di un nuovo partito, non esiste al momento una lista depositata, non è noto un nome definitivo e non sono stati presentati pubblicamente candidati, simbolo o programma.
Per ora esistono retroscena, segnali, contatti e una crescente attività politica attorno alla sua figura.
La differenza è fondamentale.
Parlare già oggi di “nuovo partito di Grillo” come fatto compiuto sarebbe prematuro. Più corretto dire che l’ipotesi, fino a poche settimane fa considerata soprattutto una provocazione, sta assumendo contorni sempre più concreti.
La vendetta contro Conte o un vero nuovo progetto?
È questa la domanda principale.
Una parte delle ricostruzioni interpreta l’iniziativa soprattutto come una vendetta politica contro Giuseppe Conte, colpevole secondo Grillo di avergli sottratto il Movimento e trasformato profondamente la creatura originaria.
Ma ridurre tutto a una resa dei conti personale potrebbe essere semplicistico.
Grillo ha sempre sostenuto di considerare la propria battaglia come una difesa dell’identità originaria del Movimento: ambientalismo, partecipazione diretta, critica alla politica professionale, innovazione tecnologica e rifiuto dei tradizionali schemi destra-sinistra.
Se decidesse davvero di tornare in campo, il vero banco di prova sarebbe quindi capire se esista ancora un elettorato disposto a seguirlo su quelle parole d’ordine.
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Conte si ritroverebbe con un problema in più
Per Giuseppe Conte la novità arriverebbe in una fase particolarmente delicata.
Il presidente M5S sta contemporaneamente trattando con il Pd sul futuro campo progressista, imponendo paletti su politica estera, leadership e programma comune.
Ora potrebbe dover fronteggiare anche una competizione sulla propria sinistra da parte del fondatore del Movimento.
Se Grillo costruisse davvero una lista, Conte sarebbe costretto a difendere contemporaneamente due fronti: da una parte consolidare il ruolo del M5S nel campo progressista, dall’altra impedire una dispersione del consenso verso un soggetto che potrebbe rivendicare la legittimità delle origini pentastellate.
Il 21 settembre può diventare una data chiave
Per ora, quindi, tutto conduce alla stessa data: 21 settembre.
È allora che Beppe Grillo tornerà davanti a un pubblico nazionale nel podcast di Fedez e Mr Marra.
Potrebbe limitarsi a una lunga intervista sul passato, sul Movimento e sulla rottura con Conte.
Oppure potrebbe decidere di andare oltre e trasformare quella apparizione nell’inizio ufficiale di una nuova fase politica.
Una cosa, però, è già chiara: Grillo è tornato a muoversi e il suo ritorno non passa inosservato.
Dopo mesi di silenzio, la formula “Movimento Zero Stelle”, i retroscena su una lista a sinistra del M5S e l’ospitata da Fedez hanno riaperto una partita che sembrava chiusa.
Se alle indiscrezioni seguirà davvero la nascita di un nuovo soggetto politico, per Conte e per l’intero campo largo potrebbe aprirsi un problema inatteso: il fondatore del Movimento 5 Stelle trasformato nel più insidioso concorrente della sua stessa creatura.



















