Beccato il vero piano di Beppe Grillo contro Giuseppe Conte: La rivelazione che fa crollare tutto

Prima la causa sul nome e sul logo del Movimento 5 Stelle, poi il manifesto pubblicato in estate, quindi il ritorno sulla scena pubblica e le indiscrezioni sempre più insistenti sulla nascita di un nuovo soggetto politico. Dietro le ultime mosse di Beppe Grillo potrebbe esserci una strategia su due fronti: rafforzare la battaglia giudiziaria per il simbolo del M5S e, contemporaneamente, costruire uno spazio politico capace di contendere voti proprio al Movimento guidato da Giuseppe Conte. Per ora si tratta di un progetto ancora tutto da concretizzare, ma i segnali si stanno moltiplicando.

Grillo torna a muoversi: tre mosse che sembrano collegate

Beppe Grillo sembra essere tornato a scandire i tempi della politica. Non con un annuncio ufficiale di candidatura o con la presentazione di un nuovo partito, almeno per il momento, ma attraverso una successione di iniziative che stanno alimentando interrogativi sul suo futuro.

La prima è stata la battaglia giudiziaria contro il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte per la titolarità del nome e del simbolo. Grillo e l’associazione legata alla struttura originaria del Movimento hanno infatti avviato un’azione davanti al Tribunale di Roma per rivendicare l’utilizzo del marchio politico nato nel 2009. Saranno i giudici a stabilire a chi spettino i relativi diritti.

Poi, durante l’estate, è arrivata la pubblicazione sul suo blog di quello che è stato interpretato come un vero e proprio manifesto politico.

Infine, nelle ultime settimane, hanno cominciato a circolare con sempre maggiore insistenza le voci sulla costruzione di un nuovo soggetto politico autonomo.

Tre passaggi che, secondo la ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera e ripresa da La Sintesi, potrebbero far parte di una strategia complessiva.

Il vero obiettivo potrebbe essere Giuseppe Conte

Il punto politicamente più delicato riguarda proprio il rapporto con Giuseppe Conte.

Secondo le indiscrezioni raccolte in questi giorni, Grillo starebbe valutando una lista collocata a sinistra del campo progressista, quindi in uno spazio elettorale potenzialmente molto vicino a quello del Movimento 5 Stelle.

Il Corriere della Sera ha descritto proprio questa ipotesi: una forza capace di sottrarre consensi all’eventuale coalizione composta da M5S e altre forze del centrosinistra. Se il progetto dovesse realmente nascere, il principale problema per Conte non sarebbe necessariamente la capacità di Grillo di ottenere un grande risultato nazionale, quanto quella di erodere anche una quota limitata di voti in un sistema elettorale nel quale pochi punti percentuali possono risultare decisivi.

Non sarebbe quindi necessario costruire immediatamente un nuovo Movimento 5 Stelle delle origini. Anche una lista più piccola, fortemente identitaria e capace di parlare all’elettorato grillino deluso potrebbe rappresentare un elemento di disturbo per la strategia elettorale di Conte.

Ed è proprio questo scenario ad aver riacceso lo scontro tra le due anime che un tempo convivevano all’interno dello stesso Movimento.

“Movimento Zero Stelle”: il nuovo affondo contro il M5S di Conte

A rendere ancora più evidente la distanza tra Grillo e la sua vecchia creatura è arrivata anche la provocazione “Movimento Zero Stelle”, comparsa sullo stato WhatsApp del fondatore.

Un messaggio interpretato come un attacco diretto al Movimento oggi guidato da Conte e come l’ennesimo segnale di una frattura ormai difficilmente ricomponibile.

Dopo anni in cui Grillo era stato garante, fondatore e figura simbolica dei Cinque Stelle, oggi si trova dall’altra parte della barricata rispetto alla leadership che ha trasformato progressivamente il Movimento in una forza politica strutturata e guidata da Conte.

Ed è proprio la trasformazione del M5S a essere al centro anche dello scontro giudiziario sul simbolo.

Una nuova lista potrebbe servire anche nella causa sul logo

Qui entra in gioco il secondo livello della strategia.

La nascita di un nuovo laboratorio politico non avrebbe soltanto conseguenze elettorali. Secondo la ricostruzione riportata dal Corriere, potrebbe avere anche un significato nella battaglia giudiziaria.

Dimostrare che Grillo è ancora concretamente impegnato nell’attività politica potrebbe infatti essere utilizzato per sostenere la sua rivendicazione sull’utilizzo del nome e del simbolo del Movimento.

Una fonte citata nella ricostruzione del quotidiano sintetizza la possibile strategia dicendo che Grillo prenderebbe “due piccioni con una fava”: da una parte costruirebbe un nuovo laboratorio politico, dall’altra otterrebbe un argomento in più da utilizzare nella controversia giudiziaria.

Naturalmente sarà il tribunale, e non la politica, a decidere la controversia sul marchio. Ma è evidente come le due partite — quella giudiziaria e quella politica — rischino sempre più di intrecciarsi.

La mossa sui giovani e il ritorno attraverso Fedez

C’è poi un altro elemento che potrebbe aiutare a comprendere la strategia: i giovani.

I “Figli delle Stelle”, il gruppo rimasto politicamente vicino al fondatore, hanno descritto Grillo come tornato “più battagliero che mai” e hanno sottolineato la scelta di riapparire pubblicamente attraverso Pulp, il podcast di Fedez e Mr. Marra, molto seguito dalle generazioni più giovani.

Non un ritorno, quindi, attraverso i tradizionali talk show televisivi o attraverso una conferenza politica classica, ma mediante uno spazio digitale capace di intercettare un pubblico differente.

Una scelta che ricorda, almeno nel metodo comunicativo, il Grillo delle origini: aggirare i canali tradizionali e parlare direttamente a una comunità.

Il nuovo eventuale progetto potrebbe quindi cercare di recuperare alcuni elementi del primo grillismo: rete, partecipazione dal basso, giovani e forte critica ai partiti tradizionali.

Patuanelli: “Ben venga Grillo, non ci fa paura”

Nel Movimento 5 Stelle la possibile operazione viene osservata con attenzione, anche se ufficialmente si tende a ridimensionarne la portata.

Il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli ha risposto senza mostrare timori: “Ben venga Beppe Grillo, non ci fa paura”.

Una frase che mostra come il gruppo dirigente contiano non voglia concedere all’ex garante l’immagine di una minaccia capace di destabilizzare il Movimento.

Ancora più netto Danilo Toninelli, secondo cui l’ipotesi di un nuovo partito sarebbe semplicemente priva di fondamento: “È il nulla, è una notizia falsa”.

Due reazioni differenti, ma entrambe orientate a togliere forza politica alle indiscrezioni.

Il problema più grande per Grillo: costruire davvero un partito

Tra immaginare una nuova lista e presentarsi alle elezioni esiste però una distanza enorme.

Grillo oggi non dispone, almeno pubblicamente, di una struttura nazionale paragonabile a quella del Movimento 5 Stelle, con gruppi territoriali, dirigenti, parlamentari, candidati e organizzazione.

E soprattutto i tempi potrebbero essere molto stretti.

Lo stesso Corriere sottolinea come l’eventuale presentazione di una lista alle prossime elezioni politiche si scontrerebbe con l’assenza, almeno per ora, di una vera macro-struttura organizzativa.

Il ritorno di Grillo, quindi, potrebbe inizialmente assumere la forma di un laboratorio politico e culturale, per poi eventualmente trasformarsi in qualcosa di più strutturato.

Più che riconquistare il M5S, costruirne un concorrente?

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’intera vicenda.

Se riottenere rapidamente il simbolo del Movimento 5 Stelle attraverso la causa appare estremamente complicato nei tempi della politica, Grillo potrebbe scegliere una strada completamente diversa: non aspettare di riprendersi il Movimento, ma provare a creare qualcosa di nuovo.

Un soggetto capace di richiamare una parte dello spirito originario dei Cinque Stelle e, soprattutto, di rivolgersi a quell’elettorato che non si riconosce nell’evoluzione impressa da Conte.

In questo modo il conflitto tra i due non sarebbe più soltanto una guerra sul passato e sulla proprietà di un simbolo.

Diventerebbe una vera competizione sul futuro.

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I segnali esistono, ma è necessario distinguere ciò che è già accaduto dalle indiscrezioni. La causa sul nome e sul simbolo è reale. Il manifesto pubblicato in estate è reale. Gli attacchi al M5S di Conte sono reali. Il nuovo partito, invece, al momento resta un’ipotesi politica e giornalistica che Grillo non ha ancora formalmente annunciato.

Ma se i tasselli venissero realmente messi insieme, il disegno sarebbe chiaro: tornare protagonista, rivendicare l’eredità politica del Movimento originario e costruire uno spazio capace di competere direttamente con il M5S di Giuseppe Conte.

E qui sta il vero rischio per l’ex presidente del Consiglio. Grillo non avrebbe necessariamente bisogno di vincere una sfida elettorale contro Conte. Potrebbe bastargli sottrargli una parte dell’elettorato storico dei Cinque Stelle per condizionare equilibri e alleanze.

Per questo le prossime mosse del fondatore saranno decisive. Dietro quello che oggi appare come un ritorno provocatorio potrebbe esserci qualcosa di molto più ambizioso: trasformare definitivamente la guerra sul simbolo in una guerra politica contro il Movimento che un tempo aveva creato.

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