Bufera al Sole 24 Ore: sciopero dei giornalisti dopo l’intervista a Giorgia Meloni – La denuncia

Il Sole 24 Ore è entrato in stato di agitazione.
Dopo la pubblicazione dell’intervista-fiume alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, realizzata dalla giornalista Maria Latella — collaboratrice esterna del quotidiano economico — il Comitato di redazione ha proclamato uno sciopero immediato, annunciando anche nuove mobilitazioni nelle prossime settimane.
Dietro la protesta, la convinzione che il giornale di Confindustria sia stato piegato a logiche politiche e propagandistiche.

L’intervista contestata e la scintilla dello scontro

Tutto è esploso sabato 18 ottobre, quando il quotidiano è uscito in edicola con un numero interamente centrato sull’intervista a Meloni.
Un’intervista lunga, celebrativa, accompagnata da articoli di commento giudicati dalla redazione come “raffazzonati” e “costruiti solo per incensare la premier”.

Nella nota diffusa poche ore dopo, il Cdr del Sole 24 Ore ha usato parole durissime:

“Ci scusiamo con i lettori per la mancata copertura della cronaca di questi giorni e soprattutto per il prodotto indecoroso e non all’altezza della storia del Sole 24 Ore andato in edicola sabato 18 ottobre: un’accozzaglia di pezzi raffazzonati, a puro contorno dell’intervista alla premier. Un risultato indecente, da annoverare come il peggior numero del quotidiano mai realizzato.”

Il documento si conclude con un’amara constatazione:

“La redazione non è stata coinvolta, il lavoro è stato affidato a una collaboratrice esterna. Un fatto grave, che offende la dignità professionale dei giornalisti del Sole 24 Ore.”

L’accusa: “Un tentativo di manipolare l’informazione economica”

Dietro la protesta dei giornalisti c’è un malessere più profondo.
Non si tratta solo di una questione sindacale o di metodo redazionale: la scelta di affidare l’intervista a un’esternalità, ignorando la redazione, è stata letta come un atto politico, un tentativo di orientare la linea del giornale in senso filogovernativo.

Diversi giornalisti, anche fuori dal Sole 24 Ore, hanno espresso solidarietà ai colleghi, parlando di “un attacco diretto all’indipendenza della stampa economica italiana”.
Molti hanno ricordato che il quotidiano di Confindustria, storicamente attento all’analisi dei mercati e alle politiche industriali, ha sempre mantenuto un profilo di autonomia dai governi, qualunque fosse il colore politico.

Ma l’ultima uscita, interamente dedicata a Meloni senza contraddittorio né approfondimento critico, è stata vista come un segnale di cedimento strutturale.

“Un caso senza precedenti nella storia del giornale”

Secondo fonti interne, mai nella storia recente del Sole 24 Ore una protesta così compatta aveva attraversato la redazione.
L’assemblea dei giornalisti ha votato lo sciopero a larghissima maggioranza e ha chiesto un incontro urgente con il direttore e con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per chiarire le responsabilità dell’operazione.

“L’indipendenza editoriale non è negoziabile — si legge in una mozione approvata dal Cdr —. Se la politica o gli editori pensano di poter trasformare il Sole 24 Ore in una vetrina di governo, troveranno la redazione unita e pronta a difendere la propria credibilità.”

Solidarietà dal mondo dell’informazione

Le reazioni non si sono fatte attendere.
Giornalisti di testate come La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Domani hanno espresso solidarietà ai colleghi del Sole 24 Ore, definendo la loro presa di posizione “un atto di coraggio in un momento in cui la libertà di stampa è sotto pressione”.

Sui social, l’hashtag #Sole24Ore è balzato ai primi posti tra le tendenze, con migliaia di commenti che hanno rilanciato il comunicato del Cdr e criticato “la deriva filogovernativa dell’informazione mainstream”.

Il caso politico: il confine sempre più sottile tra informazione e propaganda

Il caso del Sole 24 Ore riaccende il dibattito sullo stato dell’informazione in Italia, già teso dopo gli attacchi a Report e le polemiche sui rapporti tra Rai e governo.
Molti osservatori vedono in questa vicenda l’ennesimo segnale di una pressione crescente del potere politico sui media, soprattutto su quelli con un peso economico e istituzionale come il quotidiano di Confindustria.

Un giornalista del giornale, rimasto anonimo, ha commentato così:

“Non è solo una questione di un’intervista malfatta. È il tentativo di imporre una narrazione unica, in cui anche le testate economiche devono farsi megafono del governo. Ma noi non ci stiamo.”

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Verso nuovi scioperi

Il Sole 24 Ore tornerà in edicola, ma non si escludono nuove giornate di sciopero.
Il Cdr ha annunciato che, in mancanza di risposte chiare dalla direzione, la redazione sospenderà le firme e le collaborazioni ai supplementi editoriali.

Una protesta che segna una frattura profonda, e che rischia di lasciare il segno nella storia del quotidiano economico più importante d’Italia.
Perché, come scrivono i redattori nella loro lettera:

“Non si può parlare di economia se prima non si difende la libertà d’informazione.”

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