Due anni dopo il lancio di Open to Meraviglia e le polemiche sulla “Venere influencer” di Botticelli, il Ministero del Turismo riparte dallo stesso simbolo — ma cambiando formato: non più un personaggio digitale, bensì una ragazza reale che ne impersona l’estetica e il tono. La nuova campagna si chiama Welcome to Meraviglia e, secondo diverse ricostruzioni, ha un budget di 138 mila euro: una cifra che torna come un déjà-vu, perché era diventata il numero-simbolo anche nell’edizione 2023 (e anche allora era finita nel mirino per gli affidamenti “sotto soglia”).
1) Da “Open to Meraviglia” al caso politico-mediatico (primavera 2023)
La campagna Open to Meraviglia viene presentata il 20 aprile 2023: l’idea è usare la Venere di Botticelli come “ambasciatrice” in versione contemporanea, trasformata in virtual influencer che “viaggia” tra città d’arte e borghi, con una narrazione pensata soprattutto per social e portale Italia.it. Il Ministero spiega anche che l’operazione nasce da un’idea del Gruppo Armando Testa e che l’investimento ENIT complessivo previsto per la pianificazione (primavera/estate e autunno/inverno) è di 9 milioni di euro sui mercati internazionali.
Quella presentazione, però, apre subito due fronti: da un lato lo scontro sul linguaggio (ironia, meme, critiche), dall’altro la questione della spesa pubblica e dei contratti collegati alla creatività, alle affissioni e ai contenuti.
2) Il “numero magico”: 138 mila euro, soglia appalti e contestazioni
Nel 2023 la cifra che fa discutere è proprio 138 mila euro. Open ricostruisce una delibera di Palazzo Chigi che autorizza la spesa per il video promozionale e sottolinea come l’importo sia circa 2 mila euro sotto la soglia che avrebbe richiesto una gara, con motivazioni legate all’urgenza e alla coerenza stilistica della campagna.
Nei mesi successivi, altre ricostruzioni allargano il perimetro: secondo Open, sommando più affidamenti e voci (inclusi pagamenti per affissioni), il totale dei versamenti legati alla campagna arriverebbe a circa 540 mila euro, oltre la narrazione “solo 138 mila”.
3) La Venere “sparita” e la Corte dei Conti (estate 2023)
Il caso esplode di nuovo in estate quando la Venere digitale smette di pubblicare (con un ultimo post indicato a fine giugno) in piena stagione turistica. Da lì parte un filone istituzionale: Fanpage riferisce dell’istruttoria della Procura della Corte dei Conti del Lazio per capire se ci sia stato un possibile danno erariale (spreco di denaro pubblico rispetto a un progetto interrotto).
Anche Domani, ricostruendo l’assenza dai social e la soglia degli affidamenti, evidenzia come proprio lo “stop” operativo sia uno dei punti su cui si cerca chiarezza.
4) Dicembre 2025: la Venere “arriva da Marte” (e diventa una persona)
Ed eccoci all’oggi. Il Fatto Quotidiano racconta la nuova mossa come una campagna “in carne e ossa”: Santanchè presenta la nuova Venere durante un evento sulla terrazza della Rinascente a Roma, parlando della necessità di offerte turistiche “sempre più sexy” e indicando la ragazza come “la nostra Venere”.
La testimonial, secondo Adnkronos, è Francesca Faccini, 23 anni, romana, studentessa di psicologia e con studi di recitazione: scelta dopo un casting e pronta a “girare” l’Italia per raccontarla in prima persona, come evoluzione del format precedente.
LaPresse aggiunge un dettaglio operativo: la campagna vivrà soprattutto su Instagram, sui canali Venereitalia23 e IG Italia, mettendo nero su bianco che si tratta dell’evoluzione da Open a Welcome to Meraviglia.
5) Quanto costa “Welcome to Meraviglia” e perché (di nuovo) fa discutere
Qui arriva la parte più delicata: la nuova campagna avrebbe un budget di 138 mila euro. Open scrive che la cifra include riprese sul territorio, montaggio, post-produzione e pubblicazione dei contenuti e che l’affidamento sarebbe avvenuto sotto soglia tramite MePA. Nello stesso pezzo, Santanchè sostiene di non aver scelto direttamente la ragazza, indicando come riferimento l’agenzia creativa coinvolta.
Il punto politico-mediatico, inevitabilmente, è che 138 mila euro non è solo un importo: è la cifra che richiama subito la polemica del 2023 (soglia, affidamenti, trasparenza, valutazione del ritorno). E così, anche cambiando volto e strategia (dal digitale alla persona reale), la campagna riparte dentro lo stesso frame: quanto si spende, come si affida, come si misura l’efficacia
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Welcome to Meraviglia nasce come risposta implicita a un problema evidente: la Venere virtuale era diventata più un caso di comunicazione che un moltiplicatore di turismo. Portarla “nel mondo reale” — con una ragazza riconoscibile, un racconto più umano e una presenza social più gestibile — è un tentativo di riavvolgere il nastro e riprendersi il simbolo. Ma il ritorno della cifra 138 mila euro, unita alla formula dell’affidamento sotto soglia, riaccende automaticamente le domande rimaste sospese dal 2023: non solo “funziona o non funziona?”, ma chi decide, con quali procedure, e con quali metriche pubbliche si valuta se quei contenuti abbiano prodotto risultati misurabili per il Paese.



















