Bufera su Donzelli (FDI): “Spero che il referendum fallisc…” e poi su santanché – VIDEO SHOCK

All’indomani dell’Esecutivo Nazionale di Fratelli d’Italia, tenutosi nella sede romana del partito, Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, rilascia dichiarazioni che non mancano di scuotere il dibattito politico. Tra il rilancio del decreto Sicurezza, l’attacco frontale al referendum sul lavoro e la difesa cieca della ministra Santanchè, il dirigente meloniano offre una sintesi brutale della postura assunta dal partito di governo: propaganda, repressione, impunità.

Contro il referendum: “Spero che fallisca”
“Spero che il referendum fallisca”. Questa la frase, già destinata a diventare simbolica, pronunciata da Donzelli ai giornalisti al termine dell’esecutivo. A essere nel mirino è la consultazione dell’8 e 9 giugno, che tocca temi centrali per il mondo del lavoro: precariato, licenziamenti illegittimi, sicurezza sul lavoro.

Per Donzelli, la legittima partecipazione al voto viene sostituita da una strategia politica cinica: “È legittimo anche non andare a votare, perché è uno strumento per far fallire il referendum. E siccome io spero che il referendum fallisca…”

Conte risponde: “Chi invita a non votare vuole tenerci in povertà”
Non si è fatta attendere la replica di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, che ha commentato le dichiarazioni durante un evento a Roma. Il suo intervento è stato un contraltare netto all’appello all’astensionismo lanciato da Donzelli (e nei giorni scorsi anche da Giorgia Meloni).

“La democrazia va alimentata ogni giorno, significa partecipazione e partecipare con entusiasmo ad appuntamenti così importanti”, ha detto Conte, rispondendo anche indirettamente al Cardinale Parolin, che aveva dichiarato che non si sarebbe recato alle urne.

“Questi referendum abbracciano tutto il mondo del lavoro, che oggi è in grande sofferenza. Abbiamo il 9% di chi lavora full time in povertà, il 16,5% delle famiglie operaie in totale indigenza, un esercito di 6 milioni di precari che non superano i 1000 euro al mese. Oggi è questa la priorità”.

Poi l’affondo più politico:

“Chi ha responsabilità e dice ‘non andate a votare’ dice in realtà: ‘state tranquilli, non esercitate i vostri diritti, lasciate fare a noi che vi teniamo in questa condizione’. È una condizione, se non ci sta bene, a cui dobbiamo ribellarci. Bisogna assolutamente andare a votare”.

Un appello diretto a quella parte del Paese che più subisce le storture del mercato del lavoro, per reagire, partecipare, scegliere.

Santanchè “promossa”, a prescindere
Ma le parole di Donzelli non si sono fermate al referendum. Interrogato sul caso giudiziario che riguarda Daniela Santanchè, ministro del Turismo indagata per irregolarità nella gestione dei fondi Inps, il dirigente di FdI ha liquidato la questione con una difesa automatica:

Santanchè “promossa”, a prescindere
Ma le parole di Donzelli non si sono fermate al referendum. Interrogato sul caso giudiziario che riguarda Daniela Santanchè, ministro del Turismo indagata per irregolarità nella gestione dei fondi Inps, il dirigente di FdI ha liquidato la questione con una difesa automatica:

“Non ho visto le nuove notizie. Santanchè sta lavorando molto bene. Può continuare a farlo”.

Una dichiarazione che ignora completamente ogni criterio di opportunità politica e istituzionale. Santanchè aveva detto che in caso di rinvio a giudizio avrebbe fatto una riflessione. Ma per Donzelli il problema non si pone: il lavoro viene prima di tutto. Anzi, il posto nel governo viene prima di tutto.

Una campagna per raccontare il “decreto Sicurezza”
Infine, Donzelli ha annunciato che FdI lancerà una campagna estiva per “raccontare il decreto Sicurezza”, approvato appena 24 ore fa e già al centro di dure critiche da parte di giuristi, sindacati e opposizioni. Il decreto introduce 14 nuovi reati e 9 aggravanti, criminalizza l’elemosina, la protesta ecologista, la coltivazione di cannabis light e impone pene spropositate per occupazione e resistenza.

Un decreto che Marco Travaglio, nel suo editoriale odierno, ha definito “la caricatura del garantismo” e “l’atto di morte della sicurezza vera, quella dei cittadini”.

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Democrazia ridotta a opzione – VIDEO:
Le dichiarazioni di Donzelli sembrano rappresentare bene lo spirito del tempo: una classe dirigente che considera la partecipazione democratica un ostacolo, non un valore, e che si rifugia nella repressione legislativa e nella fedeltà interna come uniche risposte ai problemi reali del Paese.

Il referendum, per Fratelli d’Italia, non è un’occasione di confronto, ma un fastidio da sabotare. Per altri, come Conte, è ancora uno strumento di resistenza civile. La sfida dell’8 e 9 giugno sarà anche questo: partecipare o sottomettersi.
VIDEO:

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