Accuse gravi, repliche indignate, interrogazioni parlamentari e una possibile querela: il caso scoppiato su Rai News 24 attorno alla figura della relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi Occupati infiamma il dibattito pubblico italiano.
Le dichiarazioni di Molinari e lo sdegno che ne è seguito
Nelle scorse ore, un’intervista o intervento del direttore editoriale di Repubblica Maurizio Molinari a Rai News 24 ha sollevato un vero e proprio polverone politico e mediatico. Il giornalista ha infatti sostenuto — “riferendo” informazioni di terzi — che Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i Territori Palestinesi Occupati, sarebbe stata accusata di essere sovvenzionata da Hamas e che il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres l’avrebbe definita “una persona orribile”.
Parole pesanti, che toccano direttamente la credibilità, l’indipendenza e la figura istituzionale di Albanese, già da tempo oggetto di campagne di delegittimazione in alcuni ambienti occidentali e israeliani, soprattutto per le sue posizioni critiche verso l’occupazione militare e le violazioni dei diritti umani nei confronti dei palestinesi.
Selvaggia Lucarelli: “Spero che lo quereli”
Tra le prime a reagire duramente, la giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli, che su Instagram ha pubblicato un reel con un messaggio durissimo nei confronti di Molinari:
> “Molinari non si assume neppure la responsabilità delle sue parole, ma infanga la reputazione di Francesca Albanese riferendo cose inesatte, false (sovvenzionata da Hamas) o indimostrabili, come il fatto che Guterres l’abbia definita ‘persona orribile’”.
Lucarelli contesta la mancanza di verificabilità delle affermazioni, definendole “aneddoti privati” attribuiti a Guterres da Deborah Lipstadt, inviata speciale USA per il monitoraggio dell’antisemitismo. Incalza poi:
> “Spero che Albanese lo quereli, e abbia giustizia”.
Il post ha fatto rapidamente il giro dei social, raccogliendo migliaia di like e commenti, contribuendo ad amplificare ulteriormente la vicenda.

Il M5S all’attacco: “Vergognosa propaganda su una rete pubblica”
Le parole di Molinari hanno indignato anche diversi esponenti politici. Il più duro è Dario Carotenuto, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai, che ha parlato di “vergognosa propaganda”.
In una nota ufficiale diffusa da Agenparl, Carotenuto denuncia:
> “A Rai News 24 il giornalista Maurizio Molinari ha pronunciato frasi vergognose e false nei confronti di Francesca Albanese… Vicenda che non può passare sotto silenzio”.
Il deputato pentastellato annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare e invoca l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti, sottolineando che è inaccettabile che simili dichiarazioni vengano pronunciate su una rete del servizio pubblico:
> “Davanti al genocidio del popolo palestinese, siamo stanchi di sentire simili menzogne da parte dei megafoni del governo criminale di Netanyahu”.
Chi è Francesca Albanese e perché è nel mirino
Francesca Albanese è una giurista italiana, esperta di diritto internazionale, nominata nel 2022 Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati. È la prima donna italiana a ricoprire tale incarico.
Le sue relazioni ufficiali all’ONU hanno documentato con rigore e fermezza le violazioni sistematiche di Israele nei confronti dei palestinesi, provocando reazioni furiose da parte del governo israeliano, che ha chiesto più volte la sua rimozione.
Albanese ha sempre respinto con forza ogni accusa di antisemitismo o di legami con Hamas, denunciando pubblicamente le campagne diffamatorie orchestrate contro di lei, spesso diffuse attraverso media compiacenti o ambienti diplomatici ostili.
Un attacco mirato o una “voce riferita”?
Secondo le ricostruzioni, Molinari si sarebbe limitato a “riferire” quanto detto da altri — in particolare da Deborah Lipstadt, inviata dell’amministrazione USA — senza però prendere le distanze o offrire elementi di verifica. Questo atteggiamento, secondo i critici, risulterebbe gravemente lesivo dell’onorabilità della relatrice ONU, soprattutto se considerato il contesto: un’emittente pubblica, un tema delicato, e una figura istituzionale sotto minaccia.
Quali potrebbero essere le conseguenze
Il caso ha tutti gli elementi per diventare un terremoto mediatico e istituzionale. Se Francesca Albanese dovesse procedere per vie legali, come auspicato da diversi osservatori e attivisti, si aprirebbe un caso giuridico che riguarderebbe libertà di stampa, responsabilità giornalistica e diffamazione.
Sul piano politico, l’interrogazione annunciata dal M5S punta a sollevare il tema della parzialità dell’informazione nelle reti Rai — un argomento già ricorrente nelle critiche dell’opposizione all’attuale governo e alla gestione del servizio pubblico sotto l’egida del centrodestra.
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Quello che in apparenza sembrava solo un commento televisivo è diventato in poche ore un caso politico, giuridico e mediatico. Francesca Albanese, già bersaglio di pressioni internazionali per il suo lavoro scomodo, si ritrova ora nel mirino anche del mainstream italiano.
Resta da vedere se le istituzioni — dall’Ordine dei Giornalisti al Parlamento — sapranno reagire. E se Albanese deciderà di passare al contrattacco in tribunale. Ma una cosa è certa: quando la diffamazione passa dal piccolo schermo, le conseguenze rischiano di andare ben oltre il dibattito d’opinione.




















