Bufera sulla pres. commissione antimafia Colosimo (FDI) dopo la foto shock beccata. VIDEO

Roma, 10 novembre 2025 —
Un nuovo scandalo politico scuote Fratelli d’Italia e il governo Meloni. Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, è finita nel mirino dopo la messa in onda di un servizio di Report (Rai3) che ha mostrato una sua foto del 2015 accanto a un busto di Benito Mussolini, insieme all’ex manager televisiva Pamela Perricciolo.

L’immagine, circolata sui social con la didascalia “Stiamo lavorando con nonno Benito per creare il nostro angolo di relax”, ha scatenato indignazione e polemiche.

A commentare duramente l’episodio è stato il giornalista Andrea Scanzi, che in un post virale su Facebook ha scritto:

“Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia. Deputata meloniana di Fratelli d’Italia. Ieri Report ha mostrato una sua foto in cui sorride beata accanto al busto del Duce. È chiamata da molti l’altra Giorgia.”

La foto e le reazioni di Colosimo

Nel servizio di Report, la Colosimo è stata contattata per un commento: inizialmente ha detto di non ricordare la foto, poi ha ammesso:

“Ho fatto una stupidaggine, quella foto non è nel mio stile.”

La deputata ha anche sottolineato di non essere mai stata fascista, ricordando di “aver studiato a scuola la Giornata della Memoria” e di aver “capito bene cosa sia stato il Ventennio”.

Un tentativo di ridimensionare la vicenda, ma le polemiche non si sono placate.

Scanzi: “Curriculum perfetto per una presidente dell’Antimafia”

Nel suo post, Scanzi ha ricostruito anche il percorso politico di Colosimo, definendola “un’altra esponente della classe dirigente meloniana dal profilo intaccabile”.

Il giornalista ha ricordato che la presidente dell’Antimafia:

È cresciuta politicamente nel Movimento Sociale Italiano sotto la guida di Fabio Rampelli, storico mentore di Giorgia Meloni.

È nipote di Paolo Colosimo, condannato per rapporti tra ambienti dell’estrema destra e la ‘ndrangheta.

È stata criticata nel 2022 per presunti rapporti di amicizia con Luigi Ciavardini, ex terrorista dei NAR condannato per la strage di Bologna.


> “Un curriculum perfetto per una presidente della Commissione Antimafia”, ha ironizzato Scanzi, aggiungendo che “quasi tutte le forze d’opposizione si rifiutarono di partecipare alla sua elezione, in segno di protesta”.


Le opposizioni insorgono: “Imbarazzante”

Dopo la diffusione della foto, esponenti del PD, del M5S e di Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto chiarimenti ufficiali alla Camera.
La senatrice Alessandra Maiorino ha dichiarato:

“Se confermata, è un fatto gravissimo. Non si può presiedere la Commissione Antimafia dopo aver scherzato con simboli del fascismo.”

Dal Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli ha parlato di “ennesima testimonianza dell’ambiguità culturale di questa destra”.

Fratelli d’Italia, invece, ha difeso Colosimo: “È un attacco politico costruito su una foto vecchia e fuori contesto”, hanno commentato fonti del partito.

Il caso politico e simbolico

Il caso Colosimo tocca un nervo scoperto nella maggioranza, perché arriva a pochi mesi dalle polemiche per l’uso di simboli del fascismo da parte di dirigenti locali di Fratelli d’Italia e nel pieno della tensione con la magistratura per la riforma Nordio.

Per Andrea Scanzi, il caso rappresenta “il simbolo perfetto della degenerazione del potere meloniano”:

> “Una presidente della Commissione Antimafia che posa sorridente con il busto del Duce: l’immagine parla da sola.”

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VIDEO:

Il servizio di Report e il post di Scanzi hanno riacceso il dibattito sulla credibilità morale e simbolica delle istituzioni.
Una foto del passato può sembrare un dettaglio, ma in un Paese che ancora fatica a fare i conti con la propria storia, un sorriso accanto al busto di Mussolini non è mai solo un ricordo.

Per Chiara Colosimo, “l’altra Giorgia”, questa volta il caso rischia di lasciare un’ombra lunga su uno dei ruoli più delicati della Repubblica: quello di presidente della Commissione Antimafia.

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