Calenda se la ride attaccando il Movimento 5 stelle, ma Sommi lo umilia subito così… – VIDEO

Carlo Calenda torna a invocare “coerenza politica” nelle scelte dei partiti e dei leader. Un richiamo che, di primo impatto, potrebbe sembrare legittimo. Ma se si guarda alla carriera del leader di Azione, la parola “coerenza” diventa quasi un ossimoro. A sottolinearlo con ironia pungente è stato Luca Sommi, ospite di Agorà su Rai3, che ha letteralmente smontato le pretese moralistiche dell’ex ministro dello Sviluppo Economico.

Una carriera tra alleanze e litigi

Negli ultimi dieci anni, Calenda è stato un politico in costante movimento. Prima con Mario Monti, poi con Matteo Renzi, con cui ha avuto prima un’alleanza, poi una rottura clamorosa, poi un riavvicinamento e una nuova frattura. È stato dentro e fuori dal Partito Democratico, con momenti di collaborazione e altrettanti di scontro frontale. Persino con il Movimento 5 Stelle si sono registrati periodi di dialogo, seguiti da un repentino cambio di linea, fino a trasformarli nel bersaglio principale della sua azione politica.

Un percorso che fotografa bene la “politica liquida” italiana, ma che, detto da chi si presenta come paladino della coerenza, suona quantomeno paradossale.

Sommi lo incalza in diretta

È stato Luca Sommi, durante il talk politico su Rai3, a mettere il dito nella piaga. “Calenda che invoca coerenza politica, lui che si è alleato con tutti e ha litigato con tutti. Qui si vola”, ha commentato con tono tagliente. Una frase che ha scatenato un misto di sorrisi e imbarazzo in studio, perché centrava in pieno il punto: il leader di Azione pretende dagli altri quello che in prima persona non è mai riuscito a incarnare.

Sommi ha ricordato come Calenda abbia cercato negli anni di costruirsi un’identità politica “contro” qualcuno: prima Renzi, poi il PD, infine i 5 Stelle. Un posizionamento sempre variabile, dettato più dalla necessità di marcare differenze tattiche che da una visione di lungo respiro.

Il centro che non decolla

La critica di Sommi coglie anche un altro aspetto cruciale: il progetto centrista di Calenda non ha mai davvero preso quota. I tentativi di consolidare un polo politico autonomo si sono spesso infranti contro i personalismi e i contrasti interni, con risultati elettorali modesti e un’identità ancora indefinita.

“Mi auguro che questi sforzi vadano a buon fine – ha aggiunto Sommi – ma per il momento non stiamo dando grandi pazienze”. Una frase che fotografa bene il malumore diffuso anche tra molti elettori che, pur cercando un’alternativa al bipolarismo, non vedono in Azione la risposta attesa.

Una lezione di realtà

Lo scambio televisivo è diventato virale perché, al di là delle simpatie politiche, ha messo in luce una verità scomoda: Carlo Calenda si presenta spesso come campione di serietà e coerenza, ma la sua traiettoria personale racconta l’opposto. Un leader che ha attraversato troppi schieramenti per poter rivendicare l’etichetta di “coerente” e che oggi, pur di sopravvivere nello scenario politico, sembra costretto a ridefinire continuamente nemici e alleanze.

Ed è proprio questa contraddizione, messa in evidenza da Luca Sommi ad Agorà, che fa vacillare la credibilità di un progetto politico che, finora, non è mai riuscito davvero a decollare.

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Le parole di Luca Sommi ad Agorà hanno fatto centro perché hanno scoperchiato l’aporia più evidente del percorso politico di Carlo Calenda: invocare coerenza dopo una carriera segnata da alleanze a intermittenza, rotture fragorose e ripensamenti continui. Un leader che si propone come garante di serietà ma che, nei fatti, ha incarnato più volte l’instabilità tipica della politica italiana.

La critica non riguarda solo l’uomo, ma il progetto di Azione nel suo complesso: un centro che non riesce a consolidarsi, prigioniero di personalismi e di una narrativa che fatica a tradursi in visione credibile. Sommi ha restituito uno spaccato di realtà: senza una linea chiara e stabile, la parola “coerenza” rischia di restare per Calenda più uno slogan che una pratica politica.

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