ROMA, 24 luglio 2025 – Giornata ad altissima tensione alla Camera dei deputati, dove l’esame del decreto legge sullo sport si è trasformato in un vero e proprio terreno di scontro politico. Il Movimento 5 Stelle ha puntato il dito contro Lega e Forza Italia per presunti “pianisti”, mentre monta la polemica sulle dichiarazioni del vicepresidente dell’Aula Fabio Rampelli (FdI) in merito ai vitalizi e agli stipendi parlamentari. A fare da sfondo, la sospensione dei lavori per un emendamento chiave su Milano-Cortina e le parole infuocate del leader M5s Giuseppe Conte.
M5s: “Anche Forza Italia ha pianisti in Aula”
La denuncia è arrivata in Aula direttamente da Emma Pavanelli (M5s), durante il dibattito sul decreto sport. Dopo aver già accusato la Lega, i Cinque Stelle estendono le accuse anche a Forza Italia: “Chiedo alla Presidenza di sanzionare i colleghi che votano per altri, è una pratica inaccettabile”, ha detto la deputata, ricordando di essere stata ammonita per aver esposto una bandiera della Palestina durante una protesta e sottolineando come il voto per conto di altri parlamentari non solo rappresenti una violazione del regolamento, ma abbia anche conseguenze economiche, configurandosi come un danno al Bilancio della Camera per la percezione indebita della diaria da parte degli assenti.
Vitalizi, Conte: “Ci insultano, ma non arretriamo”
Nel frattempo, la polemica sui vitalizi e i privilegi parlamentari è riesplosa con forza. Sui social Giuseppe Conte ha scritto un messaggio durissimo: “In Parlamento ci offendono, ci chiamano straccioni. Apprendo che l’ex deputata Ilona Staller vuole denunciarmi per aver difeso il taglio dei vitalizi approvato nel 2018. Facciano pure. Noi non arretriamo”. Il leader pentastellato rilancia la battaglia contro i privilegi della casta, sottolineando come sia inaccettabile discutere di aumenti mentre milioni di cittadini fanno i conti con difficoltà quotidiane.
Ricciardi (M5s): “Rampelli si dimetta, ha mentito”
Ancora più esplicita la presa di posizione del capogruppo M5s Riccardo Ricciardi, che su Facebook chiede le dimissioni immediate del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. “Ha mentito spudoratamente all’Aula – accusa Ricciardi – scaricando sui funzionari il suo ordine del giorno con cui chiedeva il ripristino dei vitalizi e l’aumento degli stipendi. Per lui saremo anche ‘straccioni’, ma non saremo mai avidi pronti ad arricchirsi sulle spalle degli italiani in difficoltà”. L’odg in questione, secondo il Movimento, era stato depositato da Rampelli ma non risultava nel fascicolo finale allegato al testo messo in votazione.
Caos in Aula: sospesi i lavori per l’emendamento Milano-Cortina
La giornata in Aula è stata segnata anche da continui stop and go. Dopo l’apertura dei lavori, la seduta è stata sospesa su richiesta del relatore Fabio Roscani (FdI), per valutare un emendamento della Lega che proroga l’attività della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A. fino al 31 dicembre 2033. Una sospensione che ha scatenato la rabbia delle opposizioni. “Sono giorni che c’è un balletto su questo emendamento”, ha dichiarato Elisabetta Piccolotti (Avs), mentre Mauro Berruto (Pd) ha definito non credibile che dopo settimane di incertezza si possa decidere tutto “in venti minuti”.
Una giornata emblematica
Le tensioni di oggi raccontano più di un semplice disaccordo parlamentare. Sullo sfondo di voti sospetti, accuse incrociate e provvedimenti controversi, si intravede un Parlamento in cui lo scontro politico si è fatto personalissimo, con i Cinque Stelle che rilanciano il tema della trasparenza e del rigore morale, e le forze di maggioranza alle prese con la gestione di un decreto sport che si intreccia con interessi infrastrutturali e vecchie rivendicazioni su stipendi e trattamenti di fine mandato.
Il caos in Aula non si è ancora placato. E il rischio che le prossime sedute si trasformino in nuove scintille è tutt’altro che remoto.
La giornata convulsa alla Camera non è soltanto l’esito di tensioni legislative o divergenze procedurali: è il sintomo di un malessere più profondo che attraversa la politica italiana. Le accuse sui “pianisti”, le polemiche sui vitalizi, la sospensione dei lavori per un emendamento su Milano-Cortina e le parole incendiarie di Giuseppe Conte e Ricciardi segnano un clima di crescente sfiducia reciproca tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto tra istituzioni e cittadini.
VIDEO:
Leggi anche

L’Ultimo sondaggio del Referendum che spaventa Nordio – Il vento sta cambiando – Dati
La nuova media sondaggi aggiornata al 12 febbraio racconta un cambiamento che, a poche settimane dal voto, pesa più della
VIDEO:
In un contesto sociale in cui milioni di famiglie faticano a sostenere le spese quotidiane, le notizie che arrivano dall’Aula — tra sospetti di voti irregolari e richieste di aumenti salariali per i parlamentari — rischiano di apparire come una provocazione insopportabile. Il Movimento 5 Stelle, in particolare, ha scelto di fare di questa frattura un terreno identitario, rilanciando con forza le proprie battaglie contro i privilegi e per la trasparenza.
Ma al di là degli scontri di giornata, resta l’immagine di un’istituzione che fatica a dare risposte concrete e unitarie alle urgenze del Paese. Finché la politica continuerà a guardare se stessa, più che il Paese reale, il rischio sarà quello di un solco sempre più profondo tra chi rappresenta e chi dovrebbe essere rappresentato. E in democrazia, quando il Palazzo non ascolta, è la piazza che comincia a parlare.



















