STRASBURGO / CAGLIARI – Il caso della possibile decadenza della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, travalica i confini nazionali e approda nel cuore delle istituzioni europee. A scatenare lo scontro è stato l’eurodeputato della Lega Roberto Vannacci, che ha attaccato frontalmente la governatrice espressione del Movimento 5 Stelle, criticando il doppio standard della sinistra sulla legalità. La replica non si è fatta attendere: a rispondere è stato Giuseppe Antoci, europarlamentare M5S, che ha difeso Todde e attaccato la coerenza del centrodestra.
L’attacco di Vannacci: “La legalità a fasi alterne della sinistra”
Durante un intervento da Strasburgo, Vannacci ha puntato il dito contro quella che definisce “la sinistra della questione morale, della scatoletta di tonno e della legalità quando conviene”. Il generale, diventato volto di punta del Carroccio in Europa, ha accusato il centrosinistra di avere due pesi e due misure: da una parte chiede le dimissioni di esponenti del centrodestra indagati, dall’altra – nel caso di Alessandra Todde – invocherebbe il rispetto del principio di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio.
“Quelli che chiedono urlando le dimissioni di un semplice indagato – ha detto Vannacci – oggi invocano i tre gradi di giudizio”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è all’opposizione M5S-Pd che in passato ha fatto della moralità pubblica uno dei propri cavalli di battaglia.
La replica di Antoci (M5S): “Vannacci rispetti la democrazia”
Immediata la risposta da parte del Movimento 5 Stelle, che attraverso il suo eurodeputato Giuseppe Antoci ha difeso la presidente della Regione. “Vannacci rispetti la democrazia – scrive Antoci in una nota – così come noi rispettiamo la giustizia e il suo corso”.
Antoci sottolinea come Todde non abbia mai cercato scorciatoie, né si sia sottratta al giudizio della magistratura: “A differenza di moltissimi esponenti del centrodestra, Todde rispetta l’indipendenza della giustizia e ha sempre agito nella trasparenza”. Il parlamentare europeo ribadisce inoltre come gli organi competenti – la Corte dei Conti e la Procura di Cagliari – abbiano già giudicato regolare l’operato della presidente.
“Chi ha condanne continui pure a governare?”
Il punto più duro della replica arriva quando Antoci accusa Vannacci e il centrodestra di ipocrisia: “Respingiamo al mittente le accuse di Vannacci – scrive – che piuttosto si dovrebbe preoccupare di chi, nelle file del centrodestra, continua a ricoprire incarichi istituzionali pur essendo stato condannato dai Tribunali della Repubblica”.
Un attacco che mira direttamente ai numerosi casi – già finiti più volte al centro del dibattito pubblico – di esponenti del centrodestra condannati in via definitiva e tuttora in carica.
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Un caso politico e istituzionale che agita la Sardegna
L’intera vicenda nasce da un ricorso sulla presunta ineleggibilità di Todde a causa di un incarico pregresso nella pubblica amministrazione, tema su cui si è già espresso negativamente il TAR Sardegna e ora oggetto di ulteriore dibattito. La questione, inizialmente confinata nel perimetro regionale, è esplosa a livello nazionale e ora anche europeo, diventando il simbolo di uno scontro politico sempre più acceso tra Lega e Movimento 5 Stelle.
In attesa di un verdetto definitivo sul piano giuridico, la politica non aspetta. E lo scontro, anche a Strasburgo, si fa sempre più frontale.



















