La crisi migratoria esplosa a Ceuta non sarebbe il risultato di una serie di eventi casuali, ma parte di una strategia internazionale consapevole e coordinata per colpire politicamente il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez. È questa la durissima accusa lanciata alla Camera da Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle.
Nel suo intervento in Aula, il deputato pentastellato ha contestato la lettura esclusivamente emergenziale dei fatti avvenuti nell’enclave spagnola e ha chiamato direttamente in causa il governo italiano, accusandolo di essersi schierato dalla parte sbagliata sui principali dossier internazionali.
«A Ceuta non è accaduto nulla di casuale»
Secondo Ricciardi, limitarsi a interpretare quanto avvenuto a Ceuta come un insieme di episodi improvvisi e scollegati impedirebbe di comprendere la reale portata della vicenda.
«Se noi ci limitiamo a leggere quanto è accaduto a Ceuta in questi giorni come un susseguirsi di eventi casuale, estemporaneo e inaspettato, non cogliamo il senso di quello che è successo», ha dichiarato il capogruppo M5S.
Per Ricciardi, dietro la crisi esisterebbe infatti «un fenomeno internazionale, incredibile e feroce», caratterizzato da un’azione politica deliberata e coordinata.
Il parlamentare ha indicato un asse che partirebbe dai governanti del Marocco e arriverebbe fino a Israele e agli Stati Uniti, con l’obiettivo di mettere in difficoltà l’esecutivo spagnolo.
L’accusa: colpire Sánchez per le sue posizioni internazionali
La tesi sostenuta dal capogruppo del Movimento 5 Stelle è che il governo di Pedro Sánchez sia stato preso di mira per le posizioni assunte su alcuni dei temi più delicati della politica internazionale.
Ricciardi ha ricordato che l’esecutivo spagnolo si è opposto all’aumento delle spese militari fino al 5% del prodotto interno lordo, ha assunto una posizione critica sulla guerra a Gaza e ha contestato il cosiddetto “board of peace”.
Secondo il deputato M5S, proprio queste scelte avrebbero reso la Spagna e il suo governo un bersaglio politico.
«Hanno deciso di colpire politicamente l’unico governo europeo che esplicitamente si è opposto all’aumento delle spese militari al 5% del Pil, al genocidio di Gaza e al board of peace», ha affermato Ricciardi.
Una ricostruzione molto pesante, che trasforma la crisi di Ceuta da questione migratoria a possibile strumento di pressione geopolitica.
«Sánchez non è un eroe, ma ha dimostrato coraggio»
Ricciardi ha precisato di non voler trasformare Pedro Sánchez in una figura intoccabile o priva di responsabilità. Tuttavia, ha riconosciuto al presidente del governo spagnolo una capacità politica che, secondo lui, è mancata agli altri esecutivi europei.
«Sánchez non è un eroe», ha detto il capogruppo M5S, aggiungendo però che il leader spagnolo avrebbe dimostrato ciò che nessun altro governo europeo è riuscito a mostrare.
Il riferimento è alla scelta di opporsi apertamente all’aumento delle spese militari, alla linea adottata su Gaza e alla volontà di non allinearsi automaticamente alle decisioni delle principali potenze occidentali.
Per Ricciardi, questa differenza risulterebbe ancora più evidente nel confronto con il governo italiano.
L’affondo contro Giorgia Meloni
Nel passaggio più duro del suo intervento, Ricciardi ha accusato direttamente l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di essersi reso complice delle scelte internazionali contestate dal Movimento 5 Stelle.
Secondo il deputato, il governo italiano sarebbe stato «complice di un genocidio», avrebbe accettato per primo l’obiettivo del 5% del Pil destinato agli armamenti e avrebbe inviato il ministro degli Esteri italiano al “board of peace”.
«Nessun altro governo europeo, tantomeno quello italiano, che invece si è rivelato complice di un genocidio, che è stato il primo a sottoscrivere il 5% del Pil in armi, e l’unico grande Paese europeo a mandare il nostro ministro degli Esteri al board of peace», ha denunciato Ricciardi.
L’accusa politica è netta: mentre Sánchez avrebbe scelto di opporsi, Meloni avrebbe accettato e sostenuto una linea internazionale basata sull’aumento delle spese militari e sull’allineamento alle potenze alleate.
Ceuta e il dramma di migliaia di giovani
Ricciardi ha poi spostato l’attenzione dalle responsabilità politiche alla dimensione umana della crisi.
Il capogruppo M5S ha ricordato che circa 50mila persone, in gran parte giovanissime, si sarebbero messe in marcia nel giro di pochissimo tempo, spinte dalla promessa di una speranza e disposte a rischiare la propria vita.
Per il deputato, ridurre quella massa di persone a una semplice cifra significherebbe perdere completamente il senso della tragedia.
«Come si fa a parlare di numeri davanti a quelle persone disperate?», ha domandato in Aula.
Il messaggio di Ricciardi è che dietro ogni dato ci sono individui, famiglie e giovani alla ricerca di una possibilità diversa, non un’emergenza astratta da utilizzare nella propaganda politica.
L’accusa alla destra: «Indicate i migranti come il problema»
Il parlamentare ha quindi attaccato il racconto costruito dal governo Meloni sull’immigrazione.
Secondo Ricciardi, l’esecutivo continuerebbe a indicare i migranti come il principale problema del Paese, evitando però di affrontare le difficoltà concrete che riguardano milioni di cittadini italiani.
Il deputato ha ricordato che, con il centrodestra al governo, il problema degli sbarchi non sarebbe stato risolto, ma si sarebbe ulteriormente aggravato.
«Continuate a dire che il problema di questa società sono loro, quando con voi al governo il problema degli sbarchi è moltiplicato», ha affermato.
L’accusa è quella di utilizzare l’immigrazione come strumento di distrazione, alimentando la paura e spostando l’attenzione dalle responsabilità dell’esecutivo.
Spese militari, carburanti e sanità
Nel suo intervento Ricciardi ha collegato la crisi migratoria alle altre emergenze che, a suo giudizio, il governo non sarebbe riuscito a gestire.
Tra queste ha indicato l’aumento della spesa militare, definita «folle», le difficoltà economiche legate ai carburanti e i problemi di accesso alla sanità pubblica.
Il deputato ha fatto riferimento alla paura dei cittadini di affrontare il costo della benzina e alle attese che rendono sempre più difficile sottoporsi a una visita o a un esame medico.
Per Ricciardi, queste difficoltà non possono essere attribuite a chi arriva in Europa alla ricerca di un futuro migliore.
«Se non si riesce nemmeno a farsi un esame medico, è solamente per colpa di chi ci governa e non di chi chiede un futuro migliore», ha concluso.
Una frase che sintetizza l’intera impostazione dell’intervento: il problema non sarebbero i migranti, ma le scelte politiche di chi governa.
La crisi di Ceuta diventa uno scontro politico europeo
Le parole pronunciate alla Camera aprono un nuovo fronte politico sulla crisi di Ceuta.
Da una parte, il governo italiano ha utilizzato quanto accaduto per criticare l’esecutivo spagnolo e rilanciare una linea più rigida sull’immigrazione. Dall’altra, il Movimento 5 Stelle accusa Giorgia Meloni di aver partecipato a un attacco politico contro Sánchez.
Per Ricciardi, la crisi non può essere separata dal contesto internazionale: aumento delle spese militari, guerra a Gaza, rapporti con gli Stati Uniti e ruolo del Marocco.
La vicenda assume così una dimensione molto più ampia rispetto al controllo delle frontiere. Diventa il simbolo dello scontro tra due diverse visioni dell’Europa e della politica estera.
Il M5S contro la linea del governo Meloni
L’intervento del capogruppo pentastellato conferma la distanza sempre più profonda tra il Movimento 5 Stelle e il governo su guerra, armamenti e immigrazione.
Il M5S considera l’aumento delle spese militari una scelta pericolosa e insostenibile, mentre accusa l’esecutivo di aver rinunciato a una politica estera autonoma.
Allo stesso tempo, Ricciardi contesta la narrazione emergenziale sull’immigrazione e chiede di tornare a considerare le persone coinvolte nella crisi come esseri umani, non come strumenti di propaganda.
Il suo intervento si chiude quindi con una doppia accusa: il governo Meloni sarebbe complice sul piano internazionale e responsabile, sul piano interno, delle difficoltà economiche e sociali che tenta di attribuire ai migranti.
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Un attacco frontale destinato a far discutere
Le dichiarazioni di Riccardo Ricciardi sono destinate a provocare una dura reazione della maggioranza.
L’accusa di complicità rivolta al governo italiano, insieme alla ricostruzione di un’azione internazionale coordinata contro Sánchez, alza ulteriormente il livello dello scontro politico.
Il capogruppo M5S ha però voluto mettere al centro soprattutto la dimensione umana della vicenda. Cinquantamila giovani in marcia, disposti a rischiare la morte per una speranza, non possono essere ridotti a un argomento da campagna elettorale.
Per Ricciardi, la vera responsabilità politica non appartiene a chi cerca un futuro migliore, ma a chi governa senza risolvere i problemi del Paese e continua a indicare i migranti come il nemico da combattere.



















