La Calabria si prepara a tornare alle urne il 5 e 6 ottobre 2025, dopo le dimissioni anticipate del presidente uscente Roberto Occhiuto, espressione di Forza Italia e della coalizione di centrodestra. Una crisi istituzionale che, invece di rafforzare l’unità dell’opposizione, ha finora messo in luce tutte le fragilità del campo progressista. Mentre il centrodestra si riorganizza con metodo e anticipo, il centrosinistra appare impantanato in un gioco di veti incrociati, personalismi e indecisioni strategiche.
Ma all’orizzonte potrebbe profilarsi un cambio di passo: Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, resta per ora defilato, ma non immobile. E molti osservatori iniziano a chiedersi se sarà proprio lui, con la sua autorevolezza e capacità di sintesi, a sbloccare una situazione che rischia altrimenti di sfociare nell’irrilevanza.
Tridico, il nome che unisce (ma non scioglie il nodo)
Il primo nome emerso per la candidatura unitaria è stato quello di Pasquale Tridico, ex presidente dell’INPS, oggi europarlamentare eletto con il M5S. È stata Elly Schlein, segretaria del PD, a proporre ufficialmente la sua figura a Conte, nella speranza di trovare un terreno comune.
Una scelta tutt’altro che casuale: Tridico rappresenta il volto competente e sociale del cambiamento, un profilo istituzionale con forti radici nel Sud, stimato anche fuori dal perimetro del Movimento. Conte, che lo ha sempre considerato un patrimonio del M5S, non ha chiuso la porta, ma ha preferito non forzare la mano, lasciando che fosse lo stesso Tridico a valutare.
Ad oggi, l’ex presidente INPS ha espresso indisponibilità per motivi personali e familiari, ma in politica nulla è mai definitivo. Se Conte deciderà di insistere, molti all’interno della coalizione sarebbero pronti a seguirlo, riconoscendogli il ruolo di unico vero federatore progressista in grado di parlare con coerenza a tutto l’elettorato meridionale.
Veti, nomi e lotte intestine
L’assenza di una leadership chiara ha però scatenato una resa dei conti interna al centrosinistra, con le diverse anime della coalizione che procedono in ordine sparso. Avs (Alleanza Verdi e Sinistra) spinge per Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, apprezzato per la sua coerenza ambientalista. Il PD, come spesso accade, è diviso: da una parte chi vorrebbe ripuntare su Nicola Irto, dall’altra chi guarda a Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria.
Nel M5S, oltre a Tridico, circolano i nomi delle deputate Vittoria Baldino e Anna Laura Orrico, entrambe giovani, competenti e ben radicate sul territorio. Ma il Movimento non sembra avere fretta: Conte punta a una candidatura forte, non di bandiera, capace di scaldare gli animi e vincere davvero. E sa bene che una mossa sbagliata potrebbe compromettere non solo la Calabria, ma il progetto di un’alleanza credibile su scala nazionale.
Il centrodestra corre, e il centrosinistra arranca?
Nel frattempo, il centrodestra osserva e ringrazia. Dopo le dimissioni di Occhiuto, la macchina organizzativa si è messa in moto senza tentennamenti. Tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia c’è già un accordo di massima sulla riconferma dell’ex governatore. Una scelta che punta alla continuità e che sfrutta anche le divisioni degli avversari.
Con le liste da presentare entro settembre, ogni giorno che passa è un vantaggio per chi è già in campo. E il rischio per il centrosinistra è quello di presentarsi con un nome debole, magari scelto all’ultimo minuto per accontentare tutti senza convincere nessuno.
Il peso politico della Calabria
Ma la sfida calabrese non è solo una questione regionale. In vista delle prossime elezioni politiche nazionali, la Calabria rappresenta un banco di prova fondamentale per testare la tenuta del “campo largo”, ma anche per misurare la capacità di Giuseppe Conte di dettare l’agenda e orientare le alleanze.
A differenza di altri leader, Conte ha dimostrato più volte di saper anteporre la coerenza alla convenienza: non accetterà imposizioni, né accordi al ribasso. Il suo obiettivo è costruire un progetto alternativo credibile e progressista, radicato nei bisogni reali delle persone — in particolare del Sud, troppo spesso dimenticato da una politica autoreferenziale.
Un’occasione per invertire la rotta
Quella della Calabria potrebbe essere l’occasione giusta per rilanciare un’idea nuova di politica: meno leaderismi, più contenuti; meno giochi di palazzo, più attenzione ai territori. Il M5S ha dimostrato di avere un rapporto autentico con il disagio sociale e le battaglie civili del Mezzogiorno. Conte, con la sua credibilità e il suo profilo istituzionale, potrebbe incarnare il punto di equilibrio tra radicalità e governo, tra passione e competenza.
In una terra martoriata dalla disoccupazione, dalla sanità pubblica al collasso e dall’emigrazione giovanile, la scelta del candidato non può essere frutto di compromessi fragili. Serve una figura autorevole, riconoscibile, capace di mobilitare e ispirare.
la Calabria aspetta, Conte può guidare la svolta
Il tempo stringe, ma la partita non è ancora chiusa. Il centrosinistra ha una sola strada per restare competitivo: affidarsi a un candidato forte, legittimato e sostenuto da una visione chiara. Giuseppe Conte ha le carte in regola per essere il regista di questa svolta, e chi guarda con fiducia a un’alternativa reale al centrodestra sa che le sue scelte saranno decisive.
In Calabria non si vota solo per una Regione. Si vota per capire se l’Italia progressista può ancora parlare con coraggio al cuore del Paese. E il Movimento 5 Stelle — se avrà la libertà di proporre un progetto ambizioso e non subalterno — potrebbe essere la chiave per cambiare tutto.
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Una sfida che va oltre le urne
La partita che si gioca in Calabria non è soltanto elettorale: è una sfida di credibilità e visione politica per l’intero centrosinistra italiano. Il disincanto dell’elettorato, l’astensionismo crescente e la disillusione verso le promesse mancate impongono una risposta chiara, concreta, coerente. Non basta coalizzarsi all’ultimo momento per sommare sigle e sperare nel miracolo: serve una proposta forte, autorevole e riconoscibile.
In questo contesto, Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle rappresentano oggi la forza più solida e credibile per costruire un’alternativa reale. Non solo perché sono radicati nei bisogni del Sud, ma perché hanno già dimostrato — nei fatti — che è possibile governare con onestà, competenza e coraggio.
La Calabria attende risposte, non compromessi. E se il centrosinistra vorrà davvero provare a vincere, dovrà avere il coraggio di affidarsi a chi ha visione, autorevolezza e un rapporto diretto con i cittadini. Conte ha dimostrato di avere tutte queste qualità. Ora tocca al campo largo dimostrare di volerle davvero mettere in campo.



















