Conte ripreso di nascosto in commissione sfuria contro il Gov. “Diteci di chi siete schi…” IL VIDEO

Un intervento infuocato e fuori copione del leader M5S durante i lavori parlamentari: parole dure, accuse precise e una richiesta di verità che spiazza la maggioranza.

Una scena che in pochi si aspettavano, ripresa di nascosto durante una seduta della Commissione e finita in rete nel giro di poche ore. Il protagonista è Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle ed ex presidente del Consiglio, che in un intervento a braccio, fuori protocollo, prende la parola e sfida frontalmente il governo Meloni. Il video, subito diventato virale, mostra un Conte infuriato ma lucido, che accusa la maggioranza di “volgere la testa dall’altra parte” e di essere “schiava di interessi indicibili”.

“Diteci di chi siete schiavi”

La scena è quella della Commissione Bilancio, riunita per discutere un provvedimento controverso su lavoro e welfare. Conte prende la parola e, senza leggere appunti, sferra un attacco a tutto campo:

> “Diteci perché assumete. Diteci perché state volgendo la testa dall’altra parte. Diteci con quale faccia siamo qui ore e ore ad approvare migliaia e migliaia di articoli e questo vi pesa così tanto. Diteci di chi siete schiavi.”

 

Un silenzio gelido in aula accompagna le sue parole. Nessuno lo interrompe, ma molti – soprattutto nei banchi della maggioranza – abbassano lo sguardo. Il leader M5S non si ferma.

“Recuperiamo una dignità politica”

Nel video, Conte chiede al Parlamento un sussulto di coraggio:

> “Recuperiamo tutti insieme una dignità politica. Non c’è neppure – ripeto – una grande copertura finanziaria. Potrei dirvi tante altre cose, ma voi le sapete. Le sapete queste cose.”

 

Un passaggio che fa riferimento a un emendamento del M5S, bocciato senza discussione, che avrebbe previsto un meccanismo di salario minimo legato alla contrattazione collettiva. Secondo Conte, il vero problema non è economico, ma politico.

“Meloni racconta balle”

Poi l’attacco diretto alla presidente del Consiglio:

> “Lo so, avete detto… ho sentito la presidente Meloni che addirittura ha detto: no, ma l’effetto finale poi è che chi adesso guadagna dei salari dignitosi vedrebbe abbassarsi la sua retribuzione. Ci sarebbe una competizione al ribasso. Ma che state dicendo? Ma veramente credete a queste balle?”

 

Conte accusa il governo di mistificare la realtà e di nascondersi dietro “pretesti ridicoli” per non affrontare la questione salariale. Ricorda che in altri Paesi dove il salario minimo è stato introdotto, non si sono verificati gli effetti negativi temuti dalla destra. “Lo sapete anche voi”, dice guardando in faccia i commissari di FdI e Lega, “che questo è solo un alibi per non fare”.

Reazioni: gelo nella maggioranza, applausi (fuori microfono) tra le opposizioni

Al termine dell’intervento – durato circa sei minuti – in aula cala il silenzio. Nessuno replica immediatamente. Qualcuno, dai banchi delle opposizioni, applaude sottovoce. La presidente della Commissione sospende i lavori per “un approfondimento tecnico”, ma è evidente che si tratta di una pausa per far abbassare la tensione.

Nelle ore successive, il video – registrato con uno smartphone, probabilmente da un collaboratore parlamentare – comincia a circolare su Telegram e sui social. Il Movimento 5 Stelle lo rilancia ufficialmente, accompagnandolo con l’hashtag #DiteciDiChiSieteSchiavi.

Il governo tace, ma inizia a scricchiolare qualcosa

Nessuna replica ufficiale da parte di Giorgia Meloni, almeno per ora. Ma alcuni esponenti della maggioranza, pur senza citare Conte, cominciano a lasciar trapelare un certo disagio. “Sull’argomento salario minimo servirebbe una riflessione più approfondita”, ammette a mezza bocca un deputato di Forza Italia. Altri parlano di “toni sopra le righe”, ma nessuno entra nel merito delle accuse.

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Conclusione: un momento di verità?

Il video rubato ha scoperchiato un vaso di Pandora. In un Parlamento spesso anestetizzato, dove l’opposizione fatica a farsi sentire e la maggioranza tira dritto, le parole di Conte irrompono con una forza che raramente si vede nelle aule istituzionali. Più che un semplice sfogo, quello dell’ex premier sembra un atto d’accusa – e al tempo stesso un appello – a tutta la politica: recuperare una dignità perduta.

Domani, forse, il video sarà già superato dall’ennesimo scandalo o dalla prossima emergenza. Ma oggi, almeno per un attimo, qualcuno ha detto ad alta voce ciò che molti – dentro e fuori il Palazzo – pensano da tempo.

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